| Lumia: "Cuffaro deve andarsene anche nella Cdl la pensano così" |
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L'intervista all'on. Giuseppe Lumia ANTONELLA ROMANO «LA Sicilia non può essere guidata da un presidente con una condanna. La politica di Cuffaro ha portato la Sicilia in condizioni disastrose sul versante della legalità e dello sviluppo. Rimuovere Cuffaro deve essere l´impegno di tutti, al di là delle appartenenze. Ha illuso i siciliani che lo sviluppo può esistere senza legalità». Onorevole Beppe Lumia, in Sicilia gli imprenditori hanno iniziato ad alzare la testa contro il racket. Come si concilia con il fatto di avere un presidente della Regione condannato in primo grado? «Ci chiediamo infatti come possa un presidente come Cuffaro guidare questa inedita e straordinaria rottura che si sta consumando nel rapporto tra mafia e impresa, pizzo e operatori economici. Rischiare di fare perdere alla politica l´occasione di partecipare a questo movimento di ribellione sarebbe assai grave». Lei chiedeva le dimissioni di Cuffaro prima della sentenza. «Sono sempre stato convinto che il giudizio politico debba essere autonomo rispetto a quello penale. Si rischia ancora una volta di svilire il ruolo della politica, per poi lamentarsi strumentalmente che la politica è guidata dalla magistratura. Dopo questa condanna, a maggior ragione, la politica deve trovare l´energia per far dimettere Cuffaro e per selezionare una classe dirigente libera dal sistema di relazioni con i boss». Chi vuole davvero, secondo lei, che Cuffaro si dimetta? «Nel centrosinistra vedo una coesione positiva. E vedo anche nel centrodestra una voglia di mettersi alle spalle il cuffarismo. Le condizioni ci sono anche nella società siciliana, se saprà dare una risposta moderna e forte. È necessario trasformare la vicenda delle dimissioni di Cuffaro in una grande azione di cambiamento». Cuffaro dopo la sentenza la ha attaccata… «Campanella ha parlato anche di me perché io lo insultavo, dicendo che era mafioso. Ho fatto le denunce sulla pubblica piazza, rischiando la vita. La politica dovrebbe fare nomi e cognomi e tenere lontani i boss mafiosi. Cuffaro invece li incontrava di nascosto e li informava».
MERCOLEDÌ, 23 GENNAIO 2008
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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