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Claudio Fava "Riuniamoci ogni sabato e rivendichiamo il diritto della Sicilia a una politica pulita" | Claudio Fava "Riuniamoci ogni sabato e rivendichiamo il diritto della Sicilia a una politica pulita" |
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20 gennaio 2008 l'intervista a Claudio Fava
«Che un condannato a cinque anni per favoreggiamento
L´INTERVISTA L´europarlamentare di Sinistra democratica: "Occupiamo simbolicamente le istituzioni" Fava: "Un presidio permanente come le madri di Plaza de Mayo" "Riuniamoci ogni sabato e rivendichiamo il diritto della Sicilia a una politica pulita" «Che un condannato a cinque anni per favoreggiamento festeggi la sentenza a cannoli e dolci di mandorla è un paradosso senza precedenti. Siamo oltre la soglia del bene e del male». Claudio Fava, capogruppo di Sinistra democratica al Parlamento europeo, non vuole stare a guardare. «Non possiamo permettere che questa vicenda si chiuda con un diluvio a caldo di comunicati stampa di dissenso - dice l´eurodeputato - Non possiamo fermarci tutti in silenzio ad aspettare il giudizio della Corte d´appello». La Sinistra democratica come propone di reagire? «Non dev´essere una corte a notificare l´avviso di sfratto al governatore. Cuffaro deve dimettersi perché lo chiedono i cittadini. Gli stessi cittadini che adesso devono riprendersi le sedi istituzionali regionali occupate da un presidente della Regione che non le rappresenta». Volete organizzare una manifestazione di protesta? «No, di più. Penso alla madri di Plaza de Mayo che manifestavano il loro sdegno, e la loro attesa che i militari se ne andassero via, dandosi appuntamento ogni giovedì davanti alla piazza dove quella giunta si riuniva. Le madri protestavano in silenzio, ma con un gesto forte, fortissimo». Intendete seguire l´esempio? «Sì. La mia proposta è quella di darci un appuntamento fisso ogni sabato davanti alle sedi del governo regionale per notificare l´avviso di sfratto a Cuffaro. O dentro Palazzo dei Normanni o fuori da Palazzo d´Orleans. Questo si vedrà. L´importante è continuare a vederci settimana dopo settimana. A partire da sabato prossimo». A chi rivolgete l´invito ad aderire all´iniziativa? «A tutti. Sia chiaro che non dev´essere un incontro tra soli segretari di partito, ma un appuntamento aperto a tutta la società civile. Anche agli elettori di centrodestra e a quelli di Cuffaro che però ritengono assurdo che un governatore rimanga al suo posto con una condanna sulle spalle per aver favorito mafiosi. Devono partecipare, insomma, tutti i cittadini liberi dalle obbedienze politiche. Fino ad ora abbiamo sbagliato tutti, anche noi». Dove avete sbagliato, in particolare? «Non si doveva lasciare che a giudicare la decenza o l´indecenza di un operato politico fosse una sentenza. È stato un errore. Adesso attraverso l´occupazione simbolica delle istituzioni regionali dobbiamo rivendicare il diritto della Sicilia a una politica pulita». Mille persone sono scese in piazza spontaneamente per manifestare contro la decisione di Cuffaro di restare al suo posto. «È già un ottimo segnale, un buonissimo punto di partenza. Ma adesso dobbiamo continuare a manifestare il nostro dissenso. Con costanza, ogni sabato. Dobbiamo riunirci per notificare a Salvatore Cuffaro ogni settimana l´avviso di sfratto perché non ci può rappresentare. Dobbiamo essere costanti e uniti come le madri di Plaza de Mayo. Prima o poi le risposte positive arriveranno». sa. s.
DOMENICA, 20 GENNAIO 2008 Pagina VIII - Palermo LA REPUBBLICA EDIZIONE PALERMO 20 GENNAIO 2008 |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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