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Alla sbarra i boss vicini a Provenzano | Alla sbarra i boss vicini a Provenzano |
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21 gennaio 2008 Palermo. Sono circa 400 gli anni inflitti dal gup del tribunaledi Palermo Piergiogio Morosini a boss e gregari delle cosche palermitane. Le condanne più alte, vent’anni ciascuno, sono stati inflitti ad Antonino Rotolo e a Francesco Bonura; pene pesantissime anche per Andrea Adamo (12 anni); Salvatore Alfano (10 anni); Angelo Badagliacca (7 anni); Gaetano Badagliacca (10 anni); Pietro Badagliacca (12 anni); Vincenzo Brusca (10 anni); Carmelo Cancemi (7 anni); Giovanni Cancemi (7 anni); Giuseppe Cappello (10 anni); Vincendo Di Maio (16 anni); Pietro Di Napoli (15 anni); Salvatore Gioeli (10 anni); Francesco Inzerillo (classe 1955, 10 anni); Francesco Inzerillo (classe 1956, 7 anni); Rosario Inzerillo (10 anni); Tommaso Inzerillo (10 anni); Emanuele Vittorio Lipari (10 anni); Alessandro Mannino (10 anni); Calogero Mannino (16 anni); Giovanni Marcianò (10 anni); Vincenzo Marcianò (16 anni); Nicolò Milano (7 anni); Nunzio Milano (10 anni); Settimo Mineo (10 anni); Giovanni Nicchi (15 anni); Giovanni Nicoletti (12 anni); Michele Oliveri (10 anni); Angelo Rosario Parisi (7 anni); Pietro Parisi (7 anni); Francesco Picone (10 anni); Antonino Pipitone (16 anni); Salvatore Pispicia (10 anni); Gaetano Sansone (12 anni); Giuseppe Sansone (10 anni); Giuseppe Savoca (12 anni); Giovanni Sirchia (7 anni); Francesco Stassi (8 anni) e Mario Salvatore. Il gup ha condannato gli imputati anche a risarcire le associazioni che si sono costituite parte civile Solo due degli imputati, Gerlando Alberti senior e Filippo Annatelli, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Il processo è una tranche dell'inchiesta “Gotha” dove altri otto imputati, tra cui l'ex deputato regionale di Forza Italia, Giovanni Mercadante, hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Maria Loi |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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