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2 Giugno: festeggiare, ricordare, lottare | 2 Giugno: festeggiare, ricordare, lottare |
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di Luigi de Magistris - 2 giugno 2009 Soap opera sul matrimonio in crisi del capo del governo diffusa a mezzo stampa, con un agone del commento, del pettegolezzo, dell’opinione cresciuto a dismisura. Una fiction grottesca e tragica a cui la stampa internazionale assiste sbigottita: “cade la maschera del buffone sciovinista” scrive il Times in un editoriale durissimo. E’ in questo contesto che cade l’anniversario del 2 Giugno ed è proprio per questo contesto che la Festa della Repubblica assume un significato ancora maggiore come vera e propria resistenza democratica di fronte ai “minima moralia” che stiamo vivendo. Riflette luce e offre ancora speranza, infatti, la stagione che portò alla nascita della Repubblica e alla ratifica della Carta Costituzionale, cioè di quei riferimenti che si sono trasformati in obiettivo costante del governo e del suo presidente, ormai sempre più simile ad un califfo piuttosto che ad una guida politica e istituzionale. In spregio al dramma vissuto dal Paese con la guerra mondiale, stracciando il sacrificio di tanti e tante che portò alla libertà e alla Repubblica, cancellando il valore di una Carta nata da sensibilità politiche diverse e a ridosso di giorni tragici, procede questa destra di governo come un carro armato che tutto distrugge per proteggere il capo e i suoi sodali. E stride terribilmente l’atteggiamento verso le donne che contraddistingue il sovrano, quelle stesse donne che nel 1946 votarono per la prima volta, mettendo fine ad una discriminazione storica basata su pregiudizi infondati, le stesse donne per cui oggi questa Festa non può che suonare ancora più importante, da difendere nel suo significato più profondo di fronte a chi, pur rivestendo un ruolo istituzionale, senza pudore alcuno ne parla nei termini di oggetti, possibilmente di bella forma, per disporne come marketing politico oppure arredi per la sua villa con vulcano artificiale. Per tutti questi motivi, il 2 Giugno non solo va festeggiato, ma deve essere occasione per ricordare la sua origine nel dramma del Novecento e per lottare in difesa dei diritti, della democrazia, della dignità femminile, della legge, che oggi rischiano di essere travolti dall’arroganza del re, sempre più denudato. Tratto da: luigidemagistris.it |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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