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Processo Talpe Cuffaro condannato | Processo Talpe Cuffaro condannato |
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Palermo. Questo pomeriggio il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro è stato condannato
a cinque anni di reclusione per il reato di favoreggiamento personale ed è stato interdetto in via perpetua dai pubblici uffici. Secondo il capo d’accusa P e Q stabilito dall’art.378 (comma 1 e 2) il Governatore avrebbe aiutato, tramite rivelazione e utilizzazioni di segreti d’ufficio, in concorso (ex art.110) con soggetti ignoti (presunte talpe istituzionali) e con Antonio Borzachelli, ex maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, gli imputati Domenico Miceli, Salvatore Aragona e Giuseppe Guttadauro. Il primo condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, mentre i secondi già condannati per associazione mafiosa in via definitiva. Per i giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, invece, Cuffaro non avrebbe “agevolato l’attività dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra”. In aula, dove la tensione si è resa ancora più palpabile con l’arrivo dello stesso Governatore, l’imputato ha ascoltato la lettura della sentenza e alle numerosissime telecamere presenti ha dichiarato di sentirsi sollevato e di essere pronto a tornare al lavoro a partire da domani mattina. Questo invece il giudizio emesso dai giudici riguardo gli altri imputati: nello specifico, è stato condannato a 14 anni di reclusione l’ex manager della sanità privata Michele Aiello (associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, truffa, accesso abusivo del sistema informatico della Procura e corruzione). Sette anni sono stati inflitti al maresciallo del Ros, Giorgio Riolo (associazione mafiosa, accesso abusivo al sistema informatico della Procura, rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio, corruzione e interferenza illecite nella vita privata altrui). Quattro anni e sei mesi al radiologo Aldo Carcione (rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico della Procura). A sei mesi di reclusione è stata condannata l’ex segretaria della Procura, Antonella Buttitta (accesso abusivo al sistema informatico della Procura e rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio); un anno a Roberto Rotondo (favoreggiamento); tre anni a Giacomo Venezia (favoreggiamento); Nove mesi a Michele Giambruno (truffa e corruzione); nove mesi a Salvatore Prestigiacomo (corruzione); due anni ad Adriana La Barbera (corruzione); due anni ad Angelo Calaciura (corruzione); quattro anni e sei mesi e 1500 euro di multa a Lorenzo Ianni (truffa). Sono state condannate per truffa al pagamento di 400 mila euro la società “ATM – Alte Tecnologie Medicali” e al pagamento di 600 mila euro la società “Diagnostica per immagini Villa Santa Teresa”, entrambe persone giuridiche imputate.
Aaron Pettinari
La sentenza e le prime dichiarazioni del Presidente della Regione Sicilia
GIOVEDI' VADO DA TOTO’”
Così il boss scoprì la “cimice”, “Talpe”, chiesti 8 anni per Cuffaro. di Silvia Cordella |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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