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Mandanti occulti
Operazione Viola. | Operazione Viola. |
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15 gennaio 2008 Napoli. Sessantasei ordinanze di custodia cautelare, di cui quindici effettuate in Olanda,eseguite in diverse regioni d’Italia, tra cui Campania, Veneto, Lombardia, Piemonte e Lazio; emesse dal gip di Napoli con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di esseri umani e traffico di droga. E’ quanto i carabinieri del Ros di Roma e quelli del nucleo operativo di Viterbo insieme agli agenti della squadra mobile di Napoli e della guardia di finanza di Roma hanno messo a segno all’alba di quest’oggi nei confronti di cittadini nigeriani che sfruttavano donne e bambini. L’inchiesta, nome in codice “Operazione Viola”, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia è il prosieguo di un blitz effettuato lo scorso ottobre culminato con 23 arresti in Olanda, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria. Le indagini hanno rivelato pratiche di adozioni illegali e l’attività di donne nigeriane residenti in Italia che sottraevano bimbi ad orfanotrofi nigeriani per indurli alla prostituzione ed altri sfruttamenti. Tutta l’operazione è stata avviata da un’informativa di Scotland Yard riguardante il ritrovamento di un bimbo africano nel Tamigi decapitato, senza arti e con tracce di veleno nel suo corpicino. Le indagini hanno condotto alla scoperta di una raffineria di droga ad Amsterdam dove le forze dell’ordine hanno rinvenuto anche l’elenco dei nomi e dei numeri di cellulare di 300 persone rumene e bulgare che si sono offerte di viaggiare con ovuli di cocaina ed eroina nello stomaco. Gli agenti hanno cercato di rintracciare cento nigeriane, anche minorenni, scomparse dai centri di accoglienza dopo aver ottenuto asilo politico e finite sui marciapiedi di Italia, Francia, Irlanda, Regno Unito e Spagna. Dora Quaranta |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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