| Lettera al Presidente della Delegazione Afghanistan, Guido Podestà |
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![]() Stimato Presidente, la situazione in Afghanistan mostra segni di deterioramento, civile e militare, sempre più preoccupanti. L'Europa vi è direttamente impegnata sia nelle operazioni belliche, sia in progetti di ricostruzione, sia in quanto Unione sia come singoli paesi membri, sia attraverso l'Alleanza Atlantica, di cui molti paesi membri sono parte. Ma il contesto in cui gli europei operano e verso cui orientano sia le loro armi che i loro denari e divenuto ormai molto confuso e incerto. Al punto da richiedere, a mio avviso, una discussione chiarificatrice. La Delegazione che lei presiede e di cui sono membro ha il dovere di dare un contributo specifico a questa chiarificazione. Credo che siano necessarie e urgenti due direzioni di lavoro, che le propongo di esaminare, mettendomi a disposizione per offrire il mio aiuto. La prima concerne il livello di informazione europea sull'evolversi della situazione. Ritengo che i deputati abbiano acuta scarsità di conoscenza nel merito. Il sistema mediatico, salvo eccezioni lodevoli, informa poco e in modo tendenzioso, privilegiando spesso un ottimismo ingiustificato. Abbiamo bisogno di conoscere come stanno le cose, realmente, sul terreno militare, sul numero delle vittime, civili e militari. Abbiamo bisogno di un quadro realistico della situazione politica interna all'Afghanistan. Cioè abbiamo bisogno di fonti d'informazione indipendenti e affidabili. E anche di voci di opposizione al governo in carica. Per questo le propongo di dare indicazione agli uffici affinché presentino sollecitamente alla Delegazione del Parlamento per l'Afghanistan un programma di udienze, di inviti a esperti, testimoni, analisti, che le consentano un aggiornamento sostanzioso. La seconda concerne un esame accurato degl'impegni europei sul terreno. Delle spese che stiamo sostenendo, delle destinazioni di queste spese, della loro utilizzazione. Delle necessità ma anche degli sprechi. Di ciò che è stato speso bene e di ciò che è invece stato speso male. E quando parlo di impegni europei, mi riferisco anche agl'impegni di tutti i paesi europei che vi sono stati coinvolti. Anche per questo ritengo che sia indispensabile, nell'interesse dei contribuenti europei, una precisa indagine conoscitiva, che riguarda le nostre finanze e la nostra efficienza organizzativa. Sono certo che lei comprenderà questa mia proposta. Che si accompagna alla richiesta di tornare a esaminare la possibilità dell'invio di una delegazione parlamentare a Kabul. Negli ultimi mesi dello scorso anno ci fu detto che le condizioni di sicurezza per effettuare un tale viaggio non erano garantite. E fu deciso di posporre ogni decisione. Ma il rappresentante europeo a Kabul, pochi giorni dopo la discussione nella Delegazione, dichiarò alla Commissione Affari Esteri che, al contrario, una visita parlamentare non solo sarebbe stata possibile, ma la ritenne auspicabile. Ritengo che, quali che siano le condizioni di sicurezza, una nostra delegazione a Kabul potrebbe raccogliere molti elementi di valutazione che la distanza ci impedisce di apprezzare. La invito pertanto a riproporre la richiesta al governo di Kabul e di procedere all'organizzazione di una delegazione in Afghanistan. Cordiali saluti Giulietto Chiesa |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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