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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow News arrow Prossimo il rinvio a giudizio per Mori e Obinu
Prossimo il rinvio a giudizio per Mori e Obinu PDF Stampa E-mail

6 gennaio 2008
Palermo.
Il pm della Dda di Palermo Nino Di Matteo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al generale Mario Mori ed al colonnello dei carabinieri del Ros Mauro Obinu.

 

 

La Procura contesta a Mori ed Obinu l’accusa di favoreggiamento aggravato per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano del 31 ottobre 1995 a Mezzojuso e per non aver sviluppato le indagini che avrebbero potuto portare all’arresto del capo di Cosa Nostra anche successivamente nel 1996. Per la Procura sono cinque le “omissioni” commesse dai due ufficiali del Ros: il non aver organizzato <<un adeguato servizio che consentisse l’arresto di Provenzano in occasione dell’incontro con il boss Luigi Ilardo il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso>> (<<ciò nonostante la preventiva conoscenza della programmazione dell’incontro>>), il non aver espletato indagini successivamente <<nonostante l’Ilardo avesse confermato l’abitualità dell’utilizzo di quei luoghi per riunioni cui partecipava il latitante>, l’aver <<omesso di attivare indagini finalizzate alla verifica della presenza di Provenzano in quel territorio>>, il non aver indagato su Giovanni Napoli e Nicolò La Barbera indicati da Ilardo come coloro che svolgevano un ruolo di collegamento fra Provenzano e gli altri capi mafia, l’aver informato i pm del mancato blitz solo nove mesi dopo con il rapporto “Grande Oriente” del 30 luglio 1996.
Il pm Di Matteo ha inoltre provveduto a stralciare la posizione di altri due indagati: il generale dei carabinieri Antonio Subranni, sotto inchiesta anch’egli per favoreggiamento aggravato, e il colonnello dell’Arma Michele Riccio, denunciato per calunnia dai tre colleghi dopo averli accusati di aver impedito il blitz del 31 ottobre ’95 a Mezzojuso. Ad avvisare il col. Riccio della presenza di Provenzano al summit a Mezzojuso fu il confidente Ilardo ucciso a Catania nel  ’96 immediatamente prima della formalizzazione della sua collaborazione.
Tre mesi fa la Procura aveva chiesto l’archiviazione di tutti gli indagati, ma il gip Maria Pino si era opposta predisponendo nuove indagini.
Dora Quaranta

 
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