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Ndrangheta: arrestato il boss Domenico Trimboli | Ndrangheta: arrestato il boss Domenico Trimboli |
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11 gennaio 2008
Ricercato per
associazione mafiosa e traffico internazionale di droga era inserito nella
lista dei 100 criminali più pericolosi d’Italia ed è stato arrestato. A porre
fine alla fuga della primula rossa sono stati i carabinieri del Gruppo Locri,
guidati dal colonnello Francesco Iacono, e i militari del Ros di Reggio
Calabria, diretto dal col. Valerio Giardina e quelli dello speciale Squadrone
Cacciatori di Vibo Valentia, guidato dal col.Max Deiana. Lo hanno arrestato in
un bunker realizzato all’interno di un ovile situato nella contrada Cucuia, nei
pressi del cimitero cittadino. Il “covo” era stato ricavato dietro un muro di
mattoni e cemento, metà vero e metà finto. Quest'ultima parte di parete,
infatti, poteva, scorrendo su alcuni binari, essere aperta e facilitare così,
in caso di rischio, l’ingresso nel rifugio. Per arrestare il latitante i
carabinieri, dopo aver circondato l'ovile, non sono stati costretti a sfondare
la parete mobile del bunker. Il ricercato platiese, infatti, udita da uno dei
carabinieri la frase “Trimboli ti abbiamo scovato, esci fuori da lì e
consegnati, così ti eviti altri guai”, ha aperto la parete scorrevole del suo
rifugio, consegnandosi ai militari che lo hanno subito ammanettato e portato
via dalla zona con un elicottero. Il ricercato è stato portato nel carcere di
Reggio Calabria. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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