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Interviene la Cassazione su Contrada: colpevole e nessun complotto! | Interviene la Cassazione su Contrada: colpevole e nessun complotto! |
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Nella giornata odierna sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 10 maggio ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione e 3 anni di sorveglianza vigilata per l’ex numero tre del Sisde, accusato di aver favorito, in più occasioni e per molti anni, gli uomini di Cosa Nostra. In sostanza per la Cassazione le accuse contro Contrada non sono delle “trame calunniose e mistificatorie” e in nessun modo si può definire come “asfittica” la “meticolosa disamina” con la quale i giudici di Palermo si sono fatti carico di verificare, ed escludere, “possibili episodi di inquinamento o condizionamento riscontrabili nelle plurime esternazioni dei collaboranti”. Per quanto, inoltre, riguarda l’entità della pena inflitta, la Cassazione rileva che i giudici di Palermo hanno ritenuto di non concedere le attenuanti generiche per il “concreto disvalore” della sua condotta contraria alle leggi e per “l’intensità del tono che la ha caratterizzata”. I supremi giudici ricordano, infine, che ad inchiodare Contrada all’accusa di aver aiutato i boss a sfuggire alle operazioni di polizia e a favorirne la latitanza non ci sono solo le parole dei pentiti ma anche le testimonianze di numerosi suoi colleghi, anche di alto grado, che sospettavano di lui e ne chiedevano l’allontanamento da Palermo. Infine, ad avviso degli Ermellini, in nessun modo la difesa di Contrada - a sostegno della tesi del complotto dei pentiti – “fa riferimento alcuno a prove di incontri tra l’uno o l’altro dei dichiarati esaminati nel processo che divengano suscettibili di delineare l'effettivo verificarsi, anche solo in parte, di episodi di ‘inquinamento probatorio’ apportabili agli specifici apporti conoscitivi dei collaboranti che accusano l'imputato”.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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