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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow La Cina non è il nemico
La Cina non è il nemico PDF Stampa E-mail

giulietto_chiesa.jpgdi Giulietto Chiesa - Megachip 


Si va formando, lentamente ma con netta progressione,
l'idea che la Cina sia il nuovo nemico.
 

Non l'unico ma nuovo. Si è conclusa a Bali la conferenza mondiale sul clima, quella che ha riaperto il negoziato di Kyoto (in scadenza nel 2012). E mi pare che la prima tappa abbia detto che siamo nei guai. Siamo vuol dire tutti. L'Europa è andata a Bali con una proposta: contenere l'aumento climatico entro i 2 gradi centigradi (rispetto all'inizio delle rivoluzione industriale). Ma il consenso mondiale attorno a questa proposta non c'è, e sarà molto difficile costruirlo. Eppure noi sappiamo già che la barriera del "più 2 gradi centigradi" non ci salverà da immani catastrofi nel tempo assai breve di una quindicina-ventina d'anni. Figurarsi se si andasse oltre, ai 3, 4, 5 gradi che si prevedono in caso non si rallenti drasticamente, fin da subito, l'emissione di anidride carbonica e di altri gas di serra nell'atmosfera. Chi è il colpevole per questo stato di cose? Molti additano Cina e India, affermando che presto diverranno i principali emettitori di CO2. Perché? Perché si sviluppano a tassi altissimi di crescita del loro PIL: la Cina quest'anno oltre l'11% e l'India oltre il 7%. Vera l'una e l'altra cosa, ma niente affatto vero che i principali responsabili del riscaldamento climatico siano e saranno loro. Yu Qingtai, il capo negoziatore cinese a Bali, che ho incontrato a Pechino alla vigilia dell'inizio del nuovo negoziato, ha ricordato che, anche se la Cina continuerà a svilupparsi a questo tasso di crescita, nei prossimi venti anni contribuirà al riscaldamento, con le sue emissioni pro capite di CO2, il 30% in meno dei paesi industrializzati. Ed è un fatto innegabile che i circa 40 paesi industrializzati che hanno firmato Kyoto (i più saggi della combriccola, tra cui tutti gli europei) hanno mancato tutti gli obiettivi che si erano dati e hanno continuato ad aumentare le loro emissioni di CO2. E ancora più innegabile è che gli Stati Uniti non hanno neppure ratificato Kyoto e annunciano di essere contrari a ogni accordo che li vincoli in qualche forma a una riduzione controllata delle emissioni. Solo in extremis, a Bali, in condizioni di isolamento totale, gli Usa hanno ammesso a denti stretti che non si tireranno fuori dal negoziato. Ma non vuol dire niente sulle loro reali intenzioni. L'ambasciatore Yu Qingtai, con il sorriso sulle labbra, faceva puntigliosamente il conto delle debolezze della Cina, e lo ha ripettuto a Bali: siamo il paese più popoloso della Terra, siamo in grande sviluppo ma siamo ancora un paese sottosviluppato, abbiamo un mix energetico in cui prevale il carbone (alto emettitore di CO2), disponiamo di poche tecnologie avanzate. Siamo impegnati a migliorare la situazione e a cooperare per un accordo internazionale. Ma ciascuno guardi prima di tutto in casa propria. I principali "riscaldatori" siete voi, paesi industrialmente avanzati, e lo sarete ancora nel prossimo e medio futuro. E aggiunge, questa volta, senza sorriso: "e se siamo in questa situazione è essenzialmente perché negli ultimi 200 anni siete stati voi a combinare tutto questo pasticcio. Noi siamo appena arrivati sulla scena". Difficile negare l'evidenza, come è difficile negare che l'Occidente deve alla Cina molto più di quello che appare a prima vista. Mao Rubai, presidente della Commissione per la tutela dell'ambiente del Congresso nazionale del Popolo, aggiunge una considerazione: "Quando la Cina decise di ridurre l'aumento della popolazione imponendo un figlio per famiglia, chiese ai suoi cittadini un sacrificio enorme, tremendo. Il risultato è che oggi noi siamo trecento milioni di persone meno di quelli che saremmo stati. In termini di emissioni di CO2 questo significa semplicemente 1300 milioni di tonnellate in meno ogni anno." Ma, al di là dei meriti e demeriti, storici e attuali, della diverse componenti della famiglia umana, s'impone una svolta. Anche perché il riscaldamento climatico non aspetta le lente decisioni umane. Lo scioglimento delle calotte polari, in corso a ritmi che non hanno precedenti nelle serie storiche conosciute, significherà aumento dell'assorbimento del calore solare. Il metano - altro gas a effetto serra, perfino più isolante della CO2 - racchiuso nei ghiacci, si innalzerà nell'atmosfera a aggravare le cose. Se non si invertirà il corso dello sviluppo attuale, cominciando a ridurre le emissioni del 6% annuo, raggiungendo il picco di emissioni entro il 2018-2020, sarà impossibile ottenere la soglia di salvezza entro la metà del secolo. Il problema è che non stiamo facendo quasi niente. E la consapevolezza del dramma è di una infima minoranza della gente. Che, non sapendo, non può neppure immaginare cosa l'aspetta, né può disporsi a una difesa, preparandosi ad affrontare emergenze, cambiando il proprio stile di vita. Non è la Cina il nostro nemico: il nostro nemico siamo noi. 


 
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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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