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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow News arrow Caso Contrada. L'opinione del direttore di ANTIMAFIAduemila.
Caso Contrada. L'opinione del direttore di ANTIMAFIAduemila. PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni   

bruno-contrada.jpg

Grazia: favorevoli o contrari?
E’ questo il dibattito generato nell’ultima settimana scaturito dopo  

la richiesta di grazia inoltrata dal legale del dottor Bruno Contrada, Giuseppe Lipera, al Capo dello Stato Napolitano a causa dello stato di salute precaria dello stesso. Se tale richiesta fosse accolta, secondo il nostro modesto parere, il rischio sarebbe alto. Quella che era una condanna in Cassazione di dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa potrebbe essere, oggi, stravolta e sfociare in un’infelice “archiviazione con condanna”. Tutto è nelle mani del nostro Presidente della Repubblica, il quale ha, secondo la nostra Costituzione, pieni poteri decisionali a riguardo. Bruno Contrada è stato condannato in maniera definitiva. Nelle motivazioni della sentenza emergono chiaramente tutti i rapporti avuti dal dottor Contrada con Cosa Nostra e ad ammetterli è lui stesso raccontando di aver incontrato personaggi come il capomafia Saro Riccobono, per motivi investigativi. Una sorta di confidente, dato che in quegli anni non c’erano pentiti. E oltre a Riccobono c’erano anche altri latitanti, assassini, narcotrafficanti. Queste verità sono contenute nella sentenza e non possono essere dimenticate. Se da un lato umano si potrebbe anche essere favorevoli ad una grazia per gravi motivi di salute da un punto di vista di giustizia e verità ciò può essere permesso solo se il dottor Contrada ammetta le proprie colpe ed inizi, finalmente, a raccontare ciò che sa in qualità di ex numero tre del Sisde. E’ un dato di fatto che Contrada, seppur in passato abbia contribuito alla lotta a Cosa Nostra, non era amico di Boris Giuliano, ucciso dalla Mafia, e tantomeno lo era dei giudici Falcone e Borsellino. Dalle indagini sulle stragi, quelle degli anni Novanta e in particolare la strage Borsellino, emerge un coinvolgimento dei Servizi Segreti. Come ricorda il giornalista Marco Travaglio (di cui invitiamo i lettori a leggere l’articolo nel sito ndr) ci sono diversi buchi neri riguardo gli ottanta secondi di telefonate intercorsi nel pomeriggio del 19 luglio ’92 con personaggi dei Servizi Segreti. Dato il ruolo del dottor Contrada all’interno del Sisde è lecito pensare che egli sappia molte cose su quella strage. Oggi Contrada ha un’opportunità. Quella di dire la verità. Quella che meritano i familiari delle vittime di Mafia e tutti i cittadini onesti.
 
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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