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Operazione “Cerbero”: colpite le teste di Brancaccio e Guadagna | Operazione “Cerbero”: colpite le teste di Brancaccio e Guadagna |
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Aaron Pettinari – 11 maggio 2009 ... e Roberta Buzzolani, ha colpito duramente i clan mafiosi di Brancaccio e Guadagna individuandone i vertici operativi ed i loro fiancheggiatori. L'attività investigativa è stata possibile grazie all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ai servizi investigativi e l'analisi dei "pizzini" sequestrati a latitanti recentemente catturati. Alle indagini hanno fornito un contributo anche i nuovi collaboratori di giustizia, Santino Puleo, di Brancaccio, che era stato arrestato a gennaio per estorsione, e Fabio Manno, di Porta Nuova, che era finito in cella nell'operazione "Perseo". Importanti per gli inquirenti anche le collaborazioni degli imprenditori che hanno denunciato un caso di pizzo e due di tentata estorsione. Del resto l'indagine ha confermato quanto l'attività estorsiva sia fondamentale per l'organizzazione mafiosa per far valere la propria forza sul territorio. Per quanto riguarda il mandamento di Brancaccio, considerato da molti il più importante di Palermo e negli ultimi anni meno colpito da provvedimenti giudiziari (l'ultima operazione consistente era stata Old Bridge) è stato possibile individuare quelli che erano i capi clan. Dalle indagini sembrerebbe che a reggere il mandamento fossero Antonino Sacco e Giovanni Asciutto, quest'ultimo cugino dei boss Filippo e Giuseppe Graviano, che a Brancaccio continuano ad avere una certa influenza nonostante il regime di 41 bis. Nella zona di “Guadagna” il ruolo di vertice era invece occupato da Francesco Fascella, considerato l'erede del boss Pietro Aglieri. Le indagini hanno consentito di individuare anche un bonificatore di microspie. Si tratta dell'elettrauto Francesco Palermo Montagna che aveva il compito di accertare l'eventuale presenza di cimici nelle auto utilizzate dagli affiliati o nei locali in cui si riunivano i boss. Bonifiche che avrebbe effettuato per diverse famiglie mafiose. Altro dato interessante è l'arresto di diversi personaggi che già in passato erano stati raggiunti da provvedimento. Può essere un esempio Antonino Sacco che, una volta scontata la pena, a Brancaccio si era scontrato con Cosimo Lo Nigro (arrestato recentemente) per il controllo del territorio. Agli arresti anche altri cinque esponenti mafiosi di Borgo Vecchio che erano tornati a delinquere poco tempo dopo aver scontato la pena in carcere. Immediato il commento del senatore del Pd Giuseppe Lumia: “Quest'operazione portata avanti dalla Polizia di Stato e dalla Procura di Palermo - afferma Lumia - interviene su due mandamenti strategici per l'organizzazione interna della mafia". "I mandamenti di Brancaccio e Portanuova - aggiunge Lumia - sono sempre stati determinanti nello stabilire le nuove gerarchie e nel determinare le strategie mafiose, ricordo su tutte quelle stragiste degli anni '90. Averli colpiti è un segnale forte dello Stato, ma questo non basta perché la politica deve fare, con meno genericismo e ipocrisie, il salto di qualità". "Bisogna rendere obbligatoria la denuncia delle estorsioni per tutti gli operatori economici - sottolinea - e scatenare così contro la mafia una rivolta senza precedenti che la metta in ginocchio; riorganizzare il 41 bis per impedire la comunicazione dei boss con l'esterno delle carceri; ridurre il numero delle stazioni appaltanti, la cui frammentazione nel territorio riduce l'efficacia dei controlli e favorisce le infiltrazioni mafiose; istituire un'agenzia dei beni confiscati per rendere più efficace il loro riuso sociale. Proposte concrete e immediate - conclude Lumia - che ci consentirebbero di aggredire le mafie con maggiore incisività e determinazione". |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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