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Mafia: operazione sciacallo | Mafia: operazione sciacallo |
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21 novembre 2007 Agrigento. Lo scorso 20 novembre sono state arrestate 15 persone per estorsione legate al clan mafioso Alabiso – Greco di Licata. I provvedimenti sono stati eseguiti a Licata e Palma di Montechiaro in provincia di Agrigento. L’inchiesta denominata Operazione Sciacallo è stata coordinata dal Procuratore di Agrigento Ignazio De Francisci e dai sostituti Adriano Scudieri e Luca Sciaretta. Una indagine nata alla fine del 2005 dove è emerso che elementi delle due famiglie Greco e Alabiso avrebbero gestito il giro dell’usura. La "banda" prestava denaro a tassi "esorbitanti" (fino a 360% l’anno) ad imprenditori in difficoltà economica che non potevano accedere a prestiti bancari. Ritardare i pagamenti non era concesso. Arrivavano immediatamente minacce "pesanti". A capo dell’organizzazione criminale c’era Vincenza Cellura, 80 anni, vedova del boss mafioso di Licata Paolo Greco. Con la donna sono stati fermati anche i suoi figli Antonino Greco 37 anni, pregiudicato, già agli arresti domiciliari nell’ambito di un’altra inchiesta, Domenico Greco 48 anni e Angelo Greco, 57 anni. Inoltre su disposizione della Procura di Agrigento sono stati arrestati; Salvatore Alabiso, licatese di 49 anni, pregiudicato per associazione mafiosa, Gaetano Greco Polito, licatese di 61 anni; Bernardo Dainotto, licatese di 53 anni sorvegliato speciale;Luigi Cassaro,licatese di 39 anni, incensurato; Salvatore Catania, agrigentino, 52 anni, incensurato;Giuseppe Marotta, licatese, 29 anni; Stefania Cannistraro,palermitana, 29 anni; Luciano Montana, licatese, 32, Carmelo Rallo, agrigentino, 37;Mario Rallo, di Palma di Montechiaro, 59; Angelo Greco, licatese 20 anni. Tutti sono stati destinati nel carcere di contrada Petrusa ad Agrigento. Mentre per Salvatore Catania e Vincenza Cellura sono stati disposti gli arresti domiciliari. I fermati devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, usura, estorsione, riciclaggio, detenzione ai fini di spacci di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Dall’operazione Sciacallo è emerso un dato nuovo. Il capo del Tribunale di Agrigento Ignazio De Francisci ha spiegato che <<quest’operazione ha avuto dei protagonisti nuovi, attesi ed indispensabili: le banche>>. Ha poi messo in evidenza come << il coinvolgimento è necessario. E’ solo grazie ad esse che siamo riusciti ad avere la certezza di flussi di denaro dai conti correnti di alcune delle persone indagate, fotocopie di assegni, numeri di deposito>>. Riscontri che verranno portati come prove in sede dibattimentale. <<Una cosa del genere – ha concluso – deve accadere tutte le volte che viene chiesta la collaborazione di uno sportello bancario. Per cambiare le cose, se desideriamo davvero creare condizioni di migliore vivibilità e di sviluppo, ciascuno deve offrire un proprio contributo>>. Marco Cappella |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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