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Antimafia Duemila

Thursday
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Mafia: operazione mizaz PDF Stampa E-mail
21 novembre 2007
Caltanissetta.
Lo scorso 20 novembre le forze di polizia hanno... sgominato una alleanza tra Cosa Nostra e la Stidda dedite al pizzo. Nessuno sfuggiva e pagavano tutti. Estorsioni a tappeto. Le rate variavano dalle 250 euro alle 1.500 euro. L’operazione denominata Mizaz coordinata dalla Dda di Caltanissetta ha portato all’arresto di 14 persone. Le ordinanze sono state firmate dal Gip di Caltanissetta Paolo Fiore su richiesta del procuratore Renato Di Natale e dei sostituti Nicolò Marino, Antonino Patti e Rocco Liguori. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Angelo Fiorisi, 40 anni; Salvatore Murana, 52 anni; Rockardo Romano, 31 anni; Giuseppe Tallarita, 50 anni, Enrico Maganuco, 44 anni; Giovanni Di Giacomo, 35 anni; Francesco Morteo, 43 anni; Daniele Migliorisi, 29 anni; Giuseppe Gaetano Azzolina, 38 anni; Paolo Di Maggio, 47 anni; Salvatore Di Maggio, 23 anni; Domenico Vullo, 31 anni; Salvatore Filippo Faraci, 30 anni. Giuseppe Di Giacomo era riuscito a fuggire, ma poi è stato arrestato a Treviso dove faceva l’autotrasportatore. Le indagini effettuate fanno riferimento ad un periodo che inizia nel marzo 2006 fino a luglio 2007. Determinante è stato l’apporto di due collaboratori di giustizia Benedetto Zuppardo e Marcello Orazio Sultano. Soltanto quattro commercianti su sette hanno ammesso di aver subito le estorsioni. Per gli altri tre è scattata la denuncia. Il procuratore aggiunto Renato Di Natale ha detto: <­<­Chi non collabora verrà segnalato. Non devono avere paura. Noi siamo al loro fianco>>. Molti esponenti politici hanno espresso soddisfazione per la brillante operazione. Secondo il presidente della Provincia, Vincenzo Fontana, "è la vittoria dello Stato e dell'impegno di investigatori e magistrati per liberare il nostro territorio dalla criminalità". Ha poi spiegato perché l’operazione è stato un risultato importante. <­<­E’ stato il coraggio – ha detto Fontana - degli imprenditori e dei commercianti taglieggiati che hanno rotto il muro di omertà, collaborando attivamente con gli inquirenti nell'individuare gli estortori, segno che in questo senso il clima è cambiato davvero ed esistono le condizioni per fare fronte comune contro le pressioni della criminalità organizzata>>.
Marco Cappella
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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