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Antimafia Duemila

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Ucciso il latitante Daniele Emmanuello PDF Stampa E-mail

UCCISO IL LATITANTE DANIELE EMMANUELLO

3 dicembre 2007
Enna.
Nelle prime ore di questa mattina il  latitante Daniele Emmanuello è rimasto ucciso durante un inseguimento. Il boss nato a Gela il 23 luglio 1963 inserito nella lista dei  30 latitanti più pericolosi, era ricercato dal 1996, per associazione di tipo mafioso, ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dal 30 gennaio 1999 erano state diramate le ricerche in campo internazionale per arresto ai fini estradizionali. Dalle prime notizie risulta che il mafioso individuato dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta e della questura di Enna in un  casolare di contrada Ciurfo, nelle campagne di Villapriolo in provincia di Enna e che è morto in seguito ad una sparatoria con gli agenti di polizia. Da una prima frammentaria ricostruzione risulta che il latitante stava cercando di scappare e sarebbe precipitato in un dirupo. Secondo il sindaco di Gela, Giuseppe Crocetta, con  la morte di  Emanuello:  “a Gela si può mettere fine alla parola mafia” perché “la cosca è stata azzerata dalle operazioni delle forze dell'ordine e della magistratura”. Ha poi sottolineato: “Emmanuello ha avuto la responsabilità di avere distrutto l'economia e lo sviluppo di Gela, dove il boss aveva riunito gli eserciti di Cosa nostra e della Stidda”. Per il sindaco è stata confermata “la tesi che si era stabilito un patto di alleanza tra la mafia di Enna, Caltanissetta e Gela per direttive di 'Piddu' Madonia”. Ma.C.





MAFIA: EMMANUELLO; LUMIA, PAROLE VEDOVA SONO INTIMIDATRICI

PALERMO
(ANSA) - PALERMO, 4 DIC
- Le dichiarazioni di Virgina Di Fede, vedova del boss Daniele Emmanuello, contro il sindaco di Gela (Caltanissetta), Rosario Crocetta "vanno stigmatizzate perché pericolose ed intimidatrici". Lo dice il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia. "Il boss è morto in conseguenza delle sue azioni e delle sue responsabilità. E' la mafia la causa di questo lutto - ha sottolineato Lumia - e non l'antimafia, tanto meno quella seria ed impegnata del sindaco Rosario Crocetta". Per Lumia: "Quanto è successo ieri deve senz'altro dispiacere per la morte di una persona, ma non si può oscurare il dato positivo di un lavoro prezioso ed attento delle forze dell'ordine e della magistratura, lavoro che ha coinvolto anche gli imprenditori, i sindacati e l'amministrazione comunale di Gela a cui deve andare il pieno sostegno dello Stato e di tutti quelli che lottano contro la mafia".(ANSA).
 
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    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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