Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Thursday
Nov 20th
Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio Anno VII° Numero 5 - 2007 N°56
Terzo Millennio Anno VII° Numero 5 - 2007 N°56 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII° Numero 5 - 2007 N°56
Rullano i tamburi di guerra
Anche in Ucrania carceri segrete della Cia
La guerra delle cartiere
Disastro ambientale nelle Ande
Finanziaria, armi, politica che vergogna !
News dal mondo

 

Anche in Ucrania carceri segrete della Cia

 

di Giulietto Chiesa

Non è chiaro «perché lo scandalo sulle prigioni segrete che ha travolto l'Europa non abbia sfiorato in nessun modo l'Ucraina. Invece proprio in Ucraina c'era una prigione di questo genere. Per ragioni di sicurezza personale non svelerò le mie generalità e nemmeno citerò le fonti, dalle quali ho ricevuto le principali informazioni. Posso solo dire che sono di prima mano».
Chi ha raccolto questa testimonianza è Arkadij Mamontov, uno dei più noti giornalisti della seconda rete tv russa. Il reportage ha provocato le ire delle autorità di Kiev, che avevano negato l'esistenza di prigioni segrete sul loro territorio. Anche perché nella vicenda sarebbe implicato il presidente Viktor Yushenko, a causa di un incontro (registrato nel sito presidenziale) con il direttore della Cia, Porter Goss, il 20 dicembre 2005, in Crimea, per discutere del «coordinamento tra servizi segreti» e «di una probabile collaborazione».
Nel documentario di Mamontov c'è molto di più: luoghi, indizi e nominativi. Avrebbero fatto gola ai commissari europei che indagarono sulle carceri segrete della Cia. La Commissione Temporanea, che concluse i lavori la scorsa estate, e che era presieduta da Claudio Fava, produsse una dura condanna dei governi che si erano prestati alle violazioni delle norme europee, permettendo alla Cia di far transitare sul proprio territorio le «extraordinary renditions » (veri e propri rapimenti). La commissione, dopo più d'un anno, era riuscita a raccogliere prove di una decina di renditions (tra queste il rapimento a Milano di Abu Omar) transitate in Europa, da e verso luoghi di tortura, ma non aveva potuto andare oltre pesanti indizi contro la Polonia e la Romania.
Le rivelazioni trovate da Mamontov dicono che quei due supposti centri di detenzione avrebbero potuto essere collegati con una vera e propria prigione, al di là della frontiera ucraina, nella provincia di Kievo-Sviatoshenskij. La quantità di informazioni fornita dalla fonte anonima è rilevante. Ecco un dattiloscritto che si vede nelle immagini: «Il 19 agosto (2005, ndr) il comandante in capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, Sergej Kirichenko incaricò personalmente il capo (facente funzione) della guarnigione militare Makarov-1 (...), tenente colonnello Sinilo Jurij, di realizzare» all'interno del perimetro «locali adatti alla detenzione di dieci prigionieri e gli alloggi per dieci guardie di sorveglianza». L'equipe russa va a verificare e scopre chi ha realizzato i lavori (l'impresa «Triumph»); recupera la lettera con cui Sinilo ordina i lavori; riesce a riprendere con telecamere nascoste le confidenze di autisti e operai che poterono entrare nel territorio di Makarov- 1. Nessuno dice di avere visto i prigionieri, ma i lavori per attrezzare la prigione sono confermati. Così come viene confermato che un aereo Gulfstream, con la sigla 85 VM (stesso tipo e sigla di un aereo che partecipò a ripetute renditions attraverso altri aeroporti europei), atterrò e ripartì «almeno cinque volte» dall'aeroporto militare A 2038, nei pressi di Oziornoe, in territorio ucraino, provincia di Zhitomir, non lontano dal confine polacco.
La fonte anonima cita una data precisa, 29 luglio 2005, in cui un «ordine della massima riservatezza», emanato personalmente dal ministro della Difesa ucraino Anatolij Grizenko, avrebbe autorizzato, per il 6 agosto successivo, un atterraggio del Gulfstream sulla pista di Oziornoe. Mettendo in ordine le date, il primo carico di prigionieri sarebbe arrivato poco prima dell'allestimento della prigione. Circostanza curiosa, ma la fonte precisa anche il nome di colui che guidò il gruppo di detenuti: un ufficiale al comando della brigata Zapad delle forze aeree ucraine, il colonnello Valerij Lozinskij.
Da dove proveniva il volo? Eurocontrol, interpellata dalla Commissione del Parlamento Europeo, fornì i dati di tutti i voli in entrata e in uscita dai Paesi europei. Non vi figuravano partenze verso o arrivi da Oziornoe. Vuol dire - come uno degli interrogati fa capire - che i prigionieri venivano sbarcati a Oziornoe, in un hangar, e trasferiti (da o per altre località, rumene e polacche, per esempio) via terra in «container speciali» ben mascherati da trasporto merci? Questioni aperte e per ora senza risposta.
La Commissione Temporanea non è più in funzione. Ma l'Ucraina fa parte del Consiglio d'Europa, che ha indagato sulle carceri segrete, tramite il suo incaricato speciale Dick Marty. Sarebbe importante sapere se e quante delle cose rivelate da Mamontov e dalla sua «gola profonda» siano vere e come le si possa

 

 


 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corriere_news.jpg



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 889
Notizie: 6400
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2870295

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg