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Antimafia Duemila

Wednesday
Jan 07th
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Terzo Millennio Anno VII° Numero 5 - 2007 N°56 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII° Numero 5 - 2007 N°56
Rullano i tamburi di guerra
Anche in Ucrania carceri segrete della Cia
La guerra delle cartiere
Disastro ambientale nelle Ande
Finanziaria, armi, politica che vergogna !
News dal mondo

Disastro ambientale nelle Ande
Le miniere a cielo aperto nelle mani di multinazionali senza scrupoli

 

di Raul Bagatello e José Luis Pistarelli

La quasi totalità dell’attività mineraria in Argentina viene realizzata a cielo aperto poiché i minerali da estrarre si trovano disseminati
sulle montagne. Vi sono miniere a Catamarca, San Juan, Neuquen, Chubur e Rio Negro, lungo tutta la Cordigliera delle Ande. Per l’attività estrattiva si fa uso di esplosioni permanenti
che demoliscono immense quantità di roccia che vengono triturate
e ridotte in polvere finissima. Si procede poi con la “lisciviazione” o lavaggio: il materiale triturato viene intriso con una “zuppa chimica” composta
da acqua e sostanze particolari quali cianuro di sodio, acido cloridrico,
soda caustica, litargirio, zolfo, ecc. Il composto, detto “concentrato”, attraverso mineralodotti giunge poi all’impianto di asciugatura. Il minerale
che la Miniera Alumbrera estrae a Catamarca percorre lungo il mineralodotto
ben 317 km attraversando colline, paesi, letti di fiumi, ecc. Il rischio di fuoriuscite accidentali del composto in seguito a rotture delle tubature, con serissime conseguenze
per l’ambiente,
è altissimo. Analisi effettuate dalla Commissione Nazionale dell’Energia
Atomica e dalla Federazione delle Organizzazioni
Ambientaliste di Tucuman su un campione di liquido fuoriuscito hanno rilevato un’alta tossicità e la presenza di rame, arsenico, cadmio, vanadio, alluminio, cromo, nichel, silicio, piombo, ferro, calcio, mercurio, magnesio, molibdeno, manganese,
uranio, stronzio, solfati, argento ed oro.
Le miniere a cielo aperto costituiscono
una fonte di inquinamento anche per i gas letali che vengono liberati dalle montagne durante le esplosioni, come il gas radon, gas radioattivo. Anche se il vento soffia ad appena 16 km l’ora il radon viene spostato a ben 1000 km di distanza, precipita a terra e contamina una zona lontana dallo sfruttamento della miniera. Le miniere inquinano fortemente l’ambiente anche attraverso lo sbarramento:
l’azienda mineraria crea un immenso bacino per depositare l’acqua utilizzata per il lavaggio dei minerali; si tratta di un bacino di acqua inquinata soggetta ad evaporazione e infiltrazione
negli strati sotterranei. Le esplosioni
poi generano una grande quantità di polvere in sospensione che viaggia spinta dai venti per centinaia di km disseminando metalli pesanti e chimici dappertutto. Già ad Aconquija, distante 150 km da Catamarca, si registrano 70 casi di cancro tra la popolazione.
Le miniere a cielo aperto distruggono interi ghiacciai con le esplosioni ed il consumo enorme di acqua. Più basso è il livello di concentrazione dei minerali
disseminati sulla montagna e più dinamite si richiede per estrarli, più acqua è necessaria per la lisciviazione, più cianuro di sodio, più calce, ecc.; si produce più polvere in sospensione, più spostamento di terreno, ecc. Per ottenere un anello d’oro occorrono 20 tonnellate di detriti (nel caso delle

RAUL BAGATELLO

Raul Bagatello è il presidente della associazione FU.NI.MA (Fundacion Los Ninos del Manana) che dà sostegno ai bambini poveri ed emarginati delle Ande organizzando piccoli
centri di prima accoglienza con mense denominate “comedores”.
In quest’opera umanitaria
Bagatello è aiutato da diversi collaboratori tra cui Josè Luis Pistarelli, responsabile
del coordinamento del “comedor” di l’Alumbrera nella regione di Catamarca.
Funima dal 2005 esiste anche in Italia con il nome di “Funima International” onlus. Presidente è lo stesso Bagatello. Visita il sito www.funimainternational.org.

“MINIERA ALUMBRERA LTD”
E’ la prima miniera a cielo aperto dell’Argentina.
E’ in funzione dal 1997 nella provincia di Catamarca.
La “Miniera Alumbrera Ltd” è controllata da Xstrata Copper.
Xstrata Copper è stata creata dalla compagnia finanziaria svizzera Glencore.
Glencore è stata fondata da Marc Rick.
Marc Rick è stato giudicato colpevole dalla Corte federale di Nueva Cork per evasione fiscale per un totale di 48 milioni di dollari; sul suo capo inoltre pendevano altri 51 capi d’accusa per frode al fisco e traffico illegale di petrolio.
Sorprendentemente Bill Clinton
ha concesso a Rick un perdono “speciale” con l’appoggio
pubblico di George Bush (padre).
Zero. Inchiesta sull'11 settembre
Il film

ZERO è un film documentario che rompe il muro del silenzio, un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti.
Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore nel viaggio attraverso le menzogne della versione ufficiale.
Immagini di repertorio inedite ed esclusive, documenti ufficiali, ricostruzioni in computer grafica, permettono allo spettatore di riconsiderare i fatti da punti di vista diversi e riuscire a guardare di nuovo, in maniera critica, le immagini dell’11 settembre 2001.
Per informazioni sulle proiezioni del film visita il sito www.zerofilm.info
miniere di Pascua-Lama la quantità è doppia e persino tripla), milioni di litri d’acqua (solo la miniera di Alumbrera utilizza 200 milioni di litri d’acqua al giorno; ma Pascua-Lama, Filo Colorado,
Agua Rica e ad altre che sono quattro volte più grandi consumano 3.000 litri di acqua al secondo). Di questo passo tutto il sistema idrico di intere nazioni del Sudamerica collasserà
in pochi anni.
In un solo giorno di lavoro una miniera d’oro:
- utilizza 6 tonnellate di cianuro di sodio e milioni di litri di acqua;
- fa saltare con la dinamite 42.000 tonnellate
di roccia;
- provoca 2 esplosioni, per le quali adopera 7 kg di esplosivi;
- tritura 3.000 tonnellate di roccia fino a farla diventare polvere;
- utilizza 400 kg di acido cloridrico, 400 kg di soda caustica, 46 kg di litargirio, 23.300 kg di calce e 2.500 di zolfo.
In Argentina le aziende minerarie godono di tagli fiscali e agevolazioni.
Secondo la Legge sugli investimenti minerari n. 24196, redatta nella prima decade degli anni ’90 dai ministri Cohan, Cavallo, Mazza e Gioga, sotto la presidenza di Menem, tutte le aziende minerarie godono dei seguenti benefici:

1 stabilità fiscale per la durata di 30 anni;
2 esenzione da tasse lorde, imposta bancaria sugli assegni, patenti, abilitazione
  commerciale, imposta statale sugli assegni;
3 esenzione da ogni tassa per le esportazioni, da ogni imposta comunale e provinciale;
4 autorizzazione a NON introdurre
   nel paese il 100% della loro produzione per esportazioni;
5 esenzione dalle tasse sui combustibili; possibilità di dedurre le loro uscite 2 volte sul bilancio annuale dell’azienda;
6 autorizzazione a lasciare alla provincia dove operano soltanto l’1,2% di quanto dichiarano di produrre.

Traduzione ed adattamento
a cura di Dora Quaranta

 


 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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