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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53
Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53
In mano ai mostri
la testimonianza
il riscatto dei bambini
Cosa resta dell'infanzia?
Un prete in politica per salvare il Paraguay
Lettera del Mullah Omar
La geopolitica fra i quattro giganti della terra
La "guerra fredda" prossima ventura
Economia di guerra
Per la sinistra una fondazione con la Effe maiuscola
 

Il riscatto dei bambini
di Chantal Hulin*


Nei giorni precedenti la Settimana Santa, indipendentemente da quanto avevamo già programmato per le attività della nostra associazione “Justicia y Verdad” (Giustizia e Verità), le nostre menti e i nostri cuori sono stati chiamati a rispondere ad una richiesta. Estremamente difficile e senza ritorno che proveniva dalla bocca di tre bambine di 10, 12 e 13 anni e da quella di un bambino di 12 anni di età. Tutti costretti a vivere in totale stato di abbandono e a dormire per strada,  in via Eusebio Ayala, nel pieno centro della città di Asuncion, capitale del Paraguay.
I quattro bambini ci hanno implorato in quei giorni di essere accolti nella nostra casa, rifiutandosi di tornare sulla strada e “fare”, dicevano, “quanto erano obbligati a fare”.
L’idea di costruire una casa di accoglienza per i più piccoli da realizzare fuori dal territorio di Asuncion rientrava già nei nostri progetti, anche se a lungo termine.
Al di là dei nostri piani, però, la richiesta di aiuto arrivava in quel momento e proprio in quella stessa città.
Adelaida, 12 anni, era obbligata da sua madre a ballare durante feste per pedofili che vengono organizzate in una casa privata sulla quale noi dell'associazione “Justicia y Verdad” stiamo già investigando.
Adelaida era costretta a praticare sesso orale per meno di 6 euro. Ricordi di cui la bambina, con le lacrime agli occhi, non riesce a parlare con precisione perché prima di iniziare “una signora con i capelli biondi” le faceva prendere una pasticca di colore bianco insieme a un bicchiere di alcool.Adelaida, seduta di fronte a me nel dispensario medico, in un pomeriggio afoso mi dice: <<Zia, per favore, portami a vivere con te, io non voglio più fare quello che la mamma mi costringe a fare, perché dopo vomito qualcosa di colore bianco>>. Piange soltanto. La abbraccio e le dico che troveremo una soluzione.
Belen, 10 anni, sorella di Adelaida, viene portata anche lei alla stessa festa per pedofili.
Ricorda che si tiene ogni sabato, ma non sa dove si trovi il posto. E ricorda soltanto adulti, uomini e donne, e una casa “troppo bella”, come lei stessa descrive, con automobili bellissime.
Belen mi dice: <<Zia, io non so ballare come Adelaida e allora mi fanno stare con altre bambine e ci chiedono di toccarci tra di noi>>.
Belen non ricorda molto, mi spiega che le fanno prendere una pastiglia di colore bianco e una bibita contenuta in una lattina gialla con impressa l'immagine di un cane nero.
Credo si tratti di “Dark Dog”, una bibita energizzante che mescolata a derivati dei benzodiazepinici come il clonazepan o altri, produce amnesia; ciò significa che una volta assunta si possono ricordare soltanto spazi di tempo, momenti o addirittura niente.Anche Belen mi chiede: <<Zia, voglio venire a casa tua con mia sorella, non voglio più andare con “quel signore”>>.
Nonostante la sua tenera età è più forte e decisa. Mi dice: <<...se tu non mi porti a casa tua, io non mi farò trovare dalla mamma, so già sopravvivere in strada da sola>>. Abbraccio Belen e le ripeto quanto già detto ad Adelaida: troveremo una soluzione.
Giselle 13 anni, fuggita da sua madre mi racconta invece che il suo patrigno la tocca.
Ha già le mestruazioni e piange perché crede di aspettare un bambino. A seguito di una visita medica ci rendiamo però conto che non c’è stata penetrazione, la bambina pensa si possa rimanere incinta soltanto se si viene toccati, la risolleviamo quindi dai suoi timori.Nessuna delle tre bimbe frequenta la scuola, solo Giselle sa appena leggere e scrivere, Adelaida e Belen non hanno alcuna preparazione.
Di fronte alla richiesta di questi bambini dobbiamo dare una risposta...
Rapida, effettiva, urgente, di aiuto...Una risposta che pensavamo di dare fra un anno, ma che ci viene richiesta all’improvviso.
Una risposta che non accetta tiepidezze, né sfumature. E’ il momento di determinarci...
Freddo o Caldo. Bianco o Nero. SI o NO alla loro vita.
Parliamo con un avvocato, niente meno che l’ex Ministro dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che conosce Giorgio (Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila ndr.) e il lavoro della nostra Associazione “Justicia y Verdad”. Si tratta della Dott.ssa Mercedes Buzzo, che in seguito alle sue tante denunce ha perso l’incarico di Ministro. A dimostrazione, ancora una volta, che la corruzione del Paraguay, ormai ai più alti livelli politici, vuol far tacere la verità.
Lei ci consiglia e ci indica i passi da seguire.
A casa però non abbiamo spazio, dove possiamo tenere i bambini?!Per caso, proprio nelle due settimane precedenti all'accaduto, nella stessa proprietà in cui viviamo si liberano due appartamenti con stanze ampie e bagni. L'agenzia immobiliare ci chiama a casa: c'è una persona interessata, dice, ma se desideriamo prenderli in affitto ci danno la  priorità.Lo prendiamo come un segno positivo. Contemporaneamente gli amici spagnoli dell'associazione “Manoj pro la Mondo” (Mani per il Mondo ndr.), ci chiamano per comunicarci di essere riusciti a trovare più di 10 adozioni a distanza per il Paraguay. Cosa che ci permette di avere anche le risorse economiche necessarie.
Martedì sera io, Graciela e Osmar ci riuniamo per prendere una decisione definitiva: creare una casa di accoglienza “governativa” (come ci ha spiegato la Dott.ssa Buzzo), che non serva soltanto per dare un posto letto ai bambini.Senza pensarci troppo ci determiniamo.E rispondiamo:
SI!!Si alla vita!!Sì a questi bambini che chiedevano l'opportunità di salvarsi!!
Sì ad una nuova sfida!!Presa la decisione parliamo con le madri delle bambine, temendo che non ci diano il consenso, dal momento che esse rappresentano per loro una fonte di guadagno.
Le madri invece accettano e si dichiarano pronte a firmare i necessari documenti legali. Otteniamo così la custodia delle bambine che, di fronte al giudice dei minori, sarà inizialmente a mio nome e successivamente a quello dell'associazione “Justicia y Verdad”.
Adelaida, Belen e Giselle sono già a casa.
Fino a ieri hanno dormito insieme a noi su materassi improvvisati nel salone. Oggi abbiamo comprato i letti, il guardaroba, tutto ciò di cui avevano bisogno. Non posseggono nulla e non vogliono portare in casa neppure i vestiti che avevano addosso.
Ci dicono che non desiderano conservare niente di ciò che possa ricordare loro il male vissuto, la cattiveria, la sporcizia.
Non ci resta ora che parlare con la madre di Nelson, il polacco, il primo a dirci di voler lasciare la strada. Lei si nega. Nelson ha 11 fratelli e lui è quello che le frutta più soldi al giorno. Ma non è detta l'ultima parola...
Finalmente l’Opera dell’Associazione Culturale “Justicia y Verdad”, che ha compiuto 2 anni il 18 aprile scorso, l'Opera di Giorgio Bongiovanni perché da lui fortemente sostenuta, non è più solamente sollievo e assistenza, ma diventa riscatto per i nostri bambini.
Oggi, la Nostra Opera ha portato via dalla strada e riscattato dalle grinfie dei pedofili assassini tre bambine.
Grazie Giorgio. Grazie Funima International. Grazie Raul Bagatello. E soprattutto:
Grazie Padre Santissimo e Madre Protettrice dei tuoi figli.Grazie a tutti coloro che ci sostengono spiritualmente e materialmente.Hasta la Victoria !! Amen!!
 *Presidente dell’Associazione Justicia y Verdad.
 



 
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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    Gioco criminale

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    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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