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Antimafia Duemila

Wednesday
Jan 07th
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Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53
In mano ai mostri
la testimonianza
il riscatto dei bambini
Cosa resta dell'infanzia?
Un prete in politica per salvare il Paraguay
Lettera del Mullah Omar
La geopolitica fra i quattro giganti della terra
La "guerra fredda" prossima ventura
Economia di guerra
Per la sinistra una fondazione con la Effe maiuscola

di Monica Centofante
Roma. Sedici bambini di età compresa tra i 3 e i 4 anni narcotizzati e violentati a scuola dalle proprie insegnanti e da loro complici.
Sedici piccole vittime innocenti della barbarie e della depravazione, della violenza e della paura.
Un quadro agghiacciante che questa volta non appartiene ai paesi dimenticati del terzo mondo, ma alla nostra bella Italia e in una cittadina non lontano dalla capitale.
Un’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Elvira Tamburelli, racconta di terribili fatti che sarebbero accaduti nella scuola dell'infanzia di Rignano Flaminio. Dei sedici casi di abuso sono sei  quelli contestati nel provvedimento mentre per gli altri dieci sono ancora in corso gli accertamenti.
I referti della psicologa Marcella Battisti Franceschetti, riportati nel documento sono a dir poco allarmanti. Dicono che i piccoli “vivono ancora la fase acuta della disorganizzazione del pensiero e del vissuto emotivo, l'impossibilità di esprimere la sofferenza e lo sbalordimento” mentre “le conseguenze psicologiche sono grandi e lo saranno per lo stile di vita futuro e per la configurazione dei rapporti interpersonali. Il contesto – sono le conclusioni - ha azzerato i loro diritti di bambini”.
Su uno di loro la sofferenza “ha fortemente inciso sulle possibilità di sviluppo”, altri soffrono di “incubi, enuresi notturna, dolori gastrointestinali”. E se per un bimbo gli abusi “hanno bloccato la possibilità di esperienze infantili, hanno alterato il processo educativo di fiducia nell'adulto” un altro sembra “a serio rischio psichico”.
Davanti al gip e al pm Marco Mansi sono ora iniziati gli interrogatori di quella che già si preannuncia come una dura battaglia giudiziaria.
Gli imputati, infatti, si ribellano. Le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio, il marito Gianfranco Scancarello – autore dello Zecchino D'Oro – e il benzinaio cingalese Kelun Da Silva parlano di accuse senza riscontri e di <<psicosi collettiva>>.
Ad accusarli sono però i racconti di bimbi di 3 e 4 anni, che riportano le descrizioni delle abitazioni nelle quali venivano condotti durante quelle ore che avrebbero dovuto dedicare alle lezioni.
I <<giochi>>, è la voce di una bimba, <<si svolgevano a casa della maestra Patrizia, dove c'era una stanza piena di giocattoli>> e <<un letto grande, pieno di cuscini e con una coperta rossa>>. E ancora tuniche nere e bianche, catene di metallo, cerotti usati per far tacere le piccole vittime, siringhe, costumi teatrali da scoiattolo e da lupo. Patrizia Del Meglio <<ha pavimenti rosa e una cucina in legno>>, invece dalla <<maestra Marisa>>, c'erano <<un tavolo lungo e un letto>> mentre la cucina di Silvana Candida era <<rossa e nera>>. I bimbi parlano anche di un'altra casa, <<con i muri alti e molto distante dalla scuola, dove c'erano due cani neri>> e che non appartiene a nessuno degli arrestati.
All'interno di questa quarta abitazione, non ancora scoperta dagli inquirenti, erano presenti anche altre persone – a tutt'oggi sconosciute – e accadevano le cose più orrende. Le racconta ancora il gip nell'ordinanza di custodia cautelare.
I bambini, scrive il giudice Tamburelli venivano spogliati completamente e lasciati fuori, nudi e al freddo. “Poi li mettevano dentro secchi dell'immondizia e gli infilavano dei cappucci rossi con le corna; li facevano rientrare e si vestivano di nero e da diavolo. La maestra Patrizia tagliava qualche capello a tutti i bambini, che alcuni adulti mangiavano; poi li pungevano facendo uscire del sangue che veniva raccolto in un bicchiere rosso. La maestra Patrizia e gli altri adulti iniziavano a tagliarsi. Il sangue veniva raccolto nel bicchiere e bevuto prima dai bambini, poi dai 'grandi'”. In una occasione ancora, la Del Meglio “aveva incendiato un crocifisso e detto ai bambini che Gesù è cattivo e il diavolo buono”.
Tra le piste seguite ora dagli inquirenti quella dei conti correnti degli arrestati. Pare infatti che questi  “giochi” perversi venissero ripresi con le telecamere e le immagini utilizzate per la realizzazione di filmati pedopornografici da immettere nel mercato. Venduti a prezzi esorbitanti per finire, spesso, sui siti visitati dai pedofili.
Soldi quindi, soldi e piaceri diabolici in cambio della vita innocente di bambini, violentati, minacciati, terrorizzati, distrutti?
O solo menzogne – come sostengono imputati e avvocati - complotti tramati per chissà quale fine, comunque ignobili se prevendono l'uso strumentale di bambini?
La cittadina sgomenta si è divisa tra colpevolisti e innocentisti. Chi grida allo forca chi invece alla psicosi collettiva, seppur in buona fede.
E’ ancora presto per giungere a una conclusione, la giustizia deve fare il suo corso, ma se i processi confermassero l’ipotesi accusatoria dovremmo davvero tutti fermarci e chiederci, ancora una volta, che cosa è diventata questa nostra civiltà che attenta al suo futuro.
Secondo la Polizia di Stato il fenomeno della pedofilia sarebbe infatti in costante aumento mentre il Segretario Generale delle Nazioni Unite parla di “150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni di età sottoposti nel 2002 a rapporti sessuali forzati o ad altre forme di violenza che includono il contatto”. E cosa ancor più aberrante: le violenze sembrano essere dirette a bimbi sempre più piccoli, quando in casi limite, come quello dell'Olanda, si tenta addirittura di legalizzare il fenomeno con la creazione del “Partito dei Pedofili”.
Rignano Flaminio o no, è chiaro che ci troviamo di fronte a uno stato di emergenza del quale siamo obbligati a prendere seria consapevolezza, e a mantenerla viva, anche quando l'onda emotiva del singolo caso mediatico sarà passata e il problema rimarrà invariato in tutta la sua drammaticità.
Una seria riflessione e una presa di posizione decisa, rapida, senza esitazioni - come specifica la Dott.ssa Chantal Hulin, nostra collaboratrice, nella testimonianza che in queste pagine abbiamo riportato – è quindi più che mai necessaria.
Una dura presa di posizione di tutta la società civile e l'inasprimento delle pene previste per questi assassini della vita è il minimo che possiamo chiedere affinché venga fatta un po' di giustizia nell'attesa che gli orchi possano trovarsi un giorno di fronte alle proprie coscienze.
Una battaglia difficile e ardua perché come Don Di Noto e la Dottoressa Bressan ci spiegano nell’articolo qui pubblicato il fenomeno è di vaste proporzioni anche in Italia e spesso i pedofili sono personaggi potentissimi, insospettabili, intoccabili protetti non solo ad alti livelli, ma anche dall’incredulità della gente comune. Uomini e donne per bene che si rifiutano di pensare che possano esistere certi mostri. Che da certe verità, a ragione o torto, vogliono proteggere il loro senso del mondo. Se da una parte non sono da biasimare, dall’altra ci vuole anche il coraggio della realtà, cui ribellarsi, da aggredire, da cambiare.


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Ultim’ora

Apprendiamo, in fase di chiusura del giornale, che il Tribunale del riesame di Roma ha accolto il ricorso dei sei arrestati nell’inchiesta per i presunti casi di pedofilia a Rignano Flaminio disponendo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Occorrerà ora attendere le motivazioni del Tribunale e quindi le prossime decisioni della procura di Tivoli per conoscere i  possibili sviluppi dell’inchiesta ancora in corso. 



 
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