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Antimafia Duemila

Wednesday
Jan 07th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53
Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VII Numero 2 - 2007 N°53
In mano ai mostri
la testimonianza
il riscatto dei bambini
Cosa resta dell'infanzia?
Un prete in politica per salvare il Paraguay
Lettera del Mullah Omar
La geopolitica fra i quattro giganti della terra
La "guerra fredda" prossima ventura
Economia di guerra
Per la sinistra una fondazione con la Effe maiuscola
 

 Cosa resta dell’infanzia?
di Nicoletta Bressan - Don Fortunato Di Noto 1

Se si pensa all’infanzia è bello pensare al sorriso di chi, piccolo, si affaccia alla vita con le braccia aperte pronto a ricevere l’amore di chi lo circonda, senza temere nulla. Oggi, invece, l’infanzia è sempre più sinonimo di sangue: il sangue di centinaia di migliaia di bambini che periscono ogni giorno per mano della perversione, dell’egoismo, della cattiveria organizzata e cinica di adulti che, come trattori, non si fermano sui loro piccoli corpi. Corpi che non possono nulla, che non riescono a difendersi, manine piccole che coprono gli occhietti per non vedere, anche se il dolore sale da dentro come una lama di un coltello che prenderà, poi, le vesti di mille forme di dolore e disagio.
Oggi, la violenza sui bambini è una pericolosa costante che accomuna gli stati e le culture del mondo. Secondo l’ultimo Rapporto ONU  2006 almeno 54.000 minori sono stati uccisi nel 2002; 223.000 costretti a rapporti sessuali o comunque a contatti fisici forzati; 218 milioni di bambini sono lavoratori, di cui 126 milioni coinvolti in attività rischiose, 5.7 in lavori forzati o imposti per estinguere il debito contratto; 1.8 milioni sono vittime del giro della prostituzione e della pornografia; 1.2 risultano essere vittime del traffico di esseri umani; e tra i 100 e 140 milioni di ragazze hanno subito una mutilazione genitale.
Tale violenza, spesso, rimane nascosta e socialmente accettata; per molti bambini è una routine. Nella maggior parte delle volte è commessa da persone di cui i bambini si fidano e comprende la violenza fisica, psicologica, la discriminazione, l’abbandono e il maltrattamento. La grande differenza tra maschi e femmine è che, i primi, sono più a rischio di violenze fisiche rispetto alle seconde, le quali sono invece più soggette a violenze sessuali, abbandono ed induzione della prostituzione. Secondo uno studio mondiale elaborato dopo quattro anni di ricerche, infatti, è risultato che 150 milioni di bambine nel mondo, ossia circa il 14% della popolazione infantile del pianeta, sono vittime proprio di abusi sessuali, mentre i maschi sottoposti a tali brutalità sono circa 73  milioni.
E’ indubbiamente un olocausto silenzioso che si chiama prostituzione, pedofilia, pedopornografia, accattonaggio, adozioni illegali, lavoro forzato, matrimonio forzato, prelevamento di organi e arruolamento in gruppi armati. E’ una carneficina continua di vite umane che alimenta le sparizioni, le torture e la morte di piccoli in ogni dove; e, spesso, dietro di essa dimora una cruda verità: al mondo, centinaia di bambini sono orfani con genitori vivi. Da qui, il passo per venire risucchiati nei vortici più differenti, è breve.
In Italia, secondo i dati del DAC (Direzione anticrimine centrale della Polizia di Stato), nella prima metà del 2005 le segnalazioni di reati sessuali nei confronti dei minori sono state 410 (407 delle quali risolte). Sul totale di 410, 334 segnalazioni hanno riguardato violenze sessuali, 45 atti sessuali con minorenni, 17 violenze sessuali di gruppo e 14 di corruzione di minorenne. Le bambine sono le più colpite, sia italiane che straniere. Nel 77,4% dei casi sono loro le vittime degli abusi, fin da piccolissime, così sono loro ad essere maggiormente riprese in filmini e foto pedopornografiche. La fascia di età più colpita, sempre secondo i dati del DAC, è quella compresa tra gli 0 e i 10 anni. Su un totale di 471 vittime di abusi sessuali al di sotto dei 18 anni, 165 (il 35%) aveva da 0 a 10 anni, 164 (il 34,8%) tra gli 11 e i 14 anni, il resto (142) tra i 15 e i 17 anni.
Chi compie abuso sessuale nell’82,4% dei casi conosce la vittima. I dati ufficiali concordano nel dire che le violenze sessuali, che avvengono nell’ambito familiare (intra ed extra), vedono per un 30% dei casi identificarsi nei conoscenti, nei partner occasionali o nei conviventi non stabili il child sexual offender; e solo per un 19% circa, una percentuale comunque non irrilevante, le offese e i reati sono compiuti dal padre, dal nonno, dal cugino. Sono in aumento, infine, le violenze perpetrate da donne a danno di minori: la percentuale si aggira attorno al 4-7%.
Nel mondo di Internet, poi, è imprecisata la quantità di materiale pedopornografico online. In Italia, la Polizia Postale, negli ultimi sette anni, ha monitorato 247.938 siti web, di cui 154 solo nel nostro paese. Le persone finite in carcere sono state 166, 3.187 le perquisizioni, 3.483 i soggetti denunciati. Questi dati si aggiungono a quelli derivanti dall’attento monitoraggio e dagli studi sociali dell’associazione Meter di don Fortunato Di Noto in merito alla pedofilia online. In tal senso, l’associazione stima che circa 700.000 filmini pedoporno siano stati prodotti negli ultimi 12 anni. Un business in cui coinvolti sarebbero dai 2 ai 3 milioni di bambini, da pochi mesi fino a 12 anni. Secondo un attendibile studio di Max Taylor, esperto di pedopornografia e coordinatore del progetto “Copine” (UE), su 50.000 foto visionate l’età media delle vittime oscillava dai 4 agli 11 anni.
    L’associazione Meter, dal 1995, ha segnalato circa 162.000 siti pedofili e pedopornografici; solo dal 2003 al 2005, i siti sono stati 27.844. In particolare, nel solo 2005, i siti segnalati alle Polizie Europee ed Internazionali (FBI, Interpol, Polizia Spagnola, Portoghese, Australiana, Svizzera, Tedesca, Brasiliana, alla Gendarmeria Francese….) sono stati 5342 siti. Le nazioni dove essi erano allocati sono, per ordine di importanza: Usa, Russia, Brasile, Spagna, Australia, Francia, Polonia, Iran, Iraq, Giappone, Italia, Germania, Inghilterra, Repubblica Ceca, Romania, Nigeria, Israele. L’associazione Meter ha rilevato, poi, che i bambini coinvolti erano: per il 70% di razza bianca, per il 20% di provenienza asiatica ed africana, e per il 10% di origine araba e mediorientale; di cui, sempre, su un campione di 6780 foto, è emerso che per il 78% le vittime erano femmine e per il 22% maschi.
Dalle denunce dell’associazione Meter importanti inchieste nazionali ed internazionali hanno preso avvio, e proprio in nome della salvaguardia dei minori l’attività dell’associazione - che nasce nel Settembre 2002 ad Avola (SR) per volontà del suo fondatore, don Fortunato Di Noto - non si limita al monitoraggio della pedofilia online ma estende la sua azione ad ampio raggio. Il suo obiettivo è quello di prevenire le varie forme di abusi e maltrattamenti a cui i bambini possono essere sottoposti da parte di adulti o di altri minori, progettando interventi mirati di aiuto concreto alle vittime, del tutto gratuiti.
Grazie alla collaborazione di giovani psicologi, sociologi, criminologi, avvocati, educatori, l’associazione Meter ha aperto nella sede centrale di Avola il “Centro di primo ascolto alle vittime di abuso sessuale e disagio infantile”, al quale chiunque si può rivolgere, anche attraverso il numero verde 800 455270. Inoltre, l’associazione si dirama sul territorio grazie agli “Sportelli Meter”, diretti da equipe specializzate, il cui fine è quello di fornire supporto ogniqualvolta accade un abuso a danno di minori, ma non solo. Fino ad ora, sono operative 8 sedi in Sicilia (Ragusa, Modica, Pachino, Caniccatini Bagni, Gela, Piazza Armerina e Aci Castello), e altre si stanno aprendo nel resto d’Italia. Meter si avvale, poi, di una rete di contatti con professionisti operanti in Belgio, Romania, Portogallo, Nigeria e Filippine; e il suo apporto è richiesto da Istituzioni ed organismi europei e nazionali. Infine, attraverso il sito http://www.associazionemeter.it, chiunque può visionare il lavoro dei volontari, i servizi che vengono offerti, i progetti proposti, avendo la possibilità di segnalare la conoscenza di siti pedopornografici all’associazione, che dietro la verifica da parte di esperti di informatica, provvederà ad inoltrare la denuncia alle autorità competenti.
Per non dimenticare i bambini che, fino ad ora, sono scomparsi ed uccisi, dal 25 Aprile fino alla prima domenica di Maggio, Meter promuove da 11 anni la GIORNATA DELLA MEMORIA DEI BAMBINI VITTIME della violenza, dello sfruttamento e dell'indifferenza (GMBV). Per loro e in nome di loro, METER ha girato uno Spot per la Radio
http://www.jingle.it/giornata_bambini_vittime.mp3, ed uno per TV pubbliche e private http://www.jingle.it/gmb_internet.avi, che l’associazione invita a diffondere.
Le adesioni alla GMBV sono aperte a chiunque scrivendo a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , oppure telefonando al Numero Verde nazionale 800 455270. Fino ad ora alla GMBV hanno aderito, tra i tanti singoli ed associazioni in tutta Italia, anche la Camera dei Deputati, il Ministero delle Comunicazioni, la Caritas Italiana e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la cui lettera viene riportata di seguito. 
Di fronte alle cifre elencate sopra, la Giornata della Memoria diventa un momento necessario per la società civile, perché essa possa riflettere su che cosa è rimasto dell’infanzia. Non c’è più tempo: a chi fa del male ai bambini è giunto il momento di dimostrare che, per ogni suo gesto, ce ne sono mille in difesa di un solo bambino.

(Roma, 20 Marzo 2007) "Caro don Fortunato, ho ricevuto la Sua lettera e desidero ringraziarla per l’impegno quotidiano con cui opera a favore dei più deboli. L’associazione Meter ha il prezioso merito di contribuire alla lotta contro la pedofilia e lo sfruttamento dei bambini promuovendone i diritti e favorendone la tutela, così come sancisce la nostra carta Costituzionale.
E’ necessario che i bambini siano al centro delle politiche sociali perché costituiscono il futuro del nostro paese. Tutelare i più deboli, i più indifesi è un dovere di tutti: le istituzioni, a tutti i livelli, l’associazionismo e l’intera società civile.
La giornata della memoria dei bambini vittime, quindi, oltre a richiamare l’attenzione sulle gravi, ripetute e diffuse violazioni dei principi giuridici e etici di tutela dei più piccoli offre un’utile occasione di riflessione comune.
Certo che continuerà a difendere con tenacia i “piccoli cittadini”, mi è gradito a Lei e a quanti ogni giorno lavorano al suo fianco il mio saluto augurale.

Cordialmente
Giorgio Napolitano"



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Duemila  bambini stranieri irrintracciabili!
 Alla base vi è una perversa
strategia criminale


Napoli. Si sono perse le tracce di 2.000 bambini stranieri. C’è il forte sospetto che molti di loro siano finiti nel giro della pedofilia e dello sfruttamento sessuale. Lo denunciano Don Fortunato Di Noto, prete siciliano fondatore dell’associazione Meter contro la pedofilia e Mario Campanella, giornalista ed autore con Di Noto di un libro verità sulla pedofilia prossimamente in uscita dal titolo “Lettera ad un bambino molestato”.
I bimbi perduti sono soprattutto albanesi, serbomontenegrini e rumeni, <<giunti dai confini di terra del nord e di mare del sud – avvertono Di Noto e Campanella – insediatisi prevalentemente nella zona del Piemonte e della Campania come ‘perversa strategia’ di quei clan che li sfruttano giornalmente con la mendicità>>.
Dora Quaranta




 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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