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Terzo Millennio Anno VII Numero 1 - 2007 N°52 | Terzo Millennio Anno VII Numero 1 - 2007 N°52 |
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Pagina 5 di 5 Un Punto Rosso d’allarme nella cartina del mondo Come e quando nasce l’Associazione “Justicia y Verdad”? L’Associazione “Giustizia e Verità” nasce ad Asuncion, in Paraguay, nel gennaio 2005 su iniziativa di un gruppo di cinque persone, professionisti nell’area medica (un medico, uno psicologo, un’infermiera, ecc). Ad unirci è stato il desiderio di fare qualcosa di serio a favore della vita, soprattutto quella dei bambini. Abbiamo scelto questo nome perché nel mio paese la giustizia e la verità sono i due valori di cui più sentiamo la mancanza… Così il 18 Aprile 2005 abbiamo inaugurato il dispensario medico con tutte le attività che volentieri vi illustrerò. Parlando di lei personalmente, cosa l’ ha spinta a compiere la scelta di aiutare la realtà del suo paese? È stata una chiamata soprattutto spirituale. Sedici anni fa ho conosciuto una persona speciale, Giorgo Bongiovanni, che nella sua missione ha percorso tutto il mondo, compreso il Paraguay. E dopo tutti questi anni dentro di me è nato il desiderio profondo di assumermi un impegno serio. Non appartengo a nessuna religione. Sono cattolica, ma non vado in Chiesa. Mi ritengo piuttosto universalista, condivido con tutto il mondo la stessa fede, la fede in Dio. Rispetto assolutamente le altre religioni, per me la cosa più importante è agire e non quello in cui si crede o si pensa. Quali sono le condizioni di vita in Paraguay, soprattutto per quanto riguarda i bambini? Il Paraguay è un paese del Terzo Mondo. È il cuore dell’America Latina. Purtroppo è riconosciuto come il terzo paese più corrotto a livello mondiale. Questo vi può dare un’idea di come si vive nel mio paese... Il 63% della popolazione (più di 3 milioni di persone) vive in estrema povertà, mentre il solo 20 % detiene la maggior parte delle ricchezze del paese. La classe media sta scomparendo. Come in quasi tutti i paesi del Sudamerica il governo è democratico. In passato c’era la dittatura del generale Alfredo Stroessner, morto in Cile come Pinochet. L’attuale presidente si chiama Nicanor Duarte Frutos. Il partito di maggioranza è comunista. La corruzione è altissima ai vertici del governo, nel Parlamento, nell’amministrazione giudiziaria. In molti sono coinvolti nel traffico di droga, armi, bambini, riciclaggio di denaro sporco. Il 70 % della popolazione ha meno di 20 anni, il resto ne ha 30,40. È praticamente un paese di giovani, eppure il governo non investe nulla in sanità o educazione. Un altro dato molto grave è che siamo il secondo paese del terzo Mondo con il più alto tasso di mortalità materno-infantile, dopo Haiti. In questo contesto di povertà estrema quali sono le problematiche fisiche e sociali che si riscontrano maggiormente nei bambini e nella gente che vive per strada? Si tratta ovviamente dei problemi tipici dei paesi sottosviluppati: la fame, la mancanza di assistenza medica basilare, di istruzione scolastica. Iscriversi all’università è praticamente impossibile per chi non ha niente da mangiare… In tanti vivono in case precarie, non ancora pavimentate, senza acqua potabile né luce. Noi ci occupiamo dei cosiddetti “bambini di strada” o, meglio, di intere “famiglie di strada”, che vivono di espedienti, lavando i vetri, vendendo figurine… I piccoli vengono spesso costretti a prostituirsi dai loro stessi genitori. I più colpiti vanno dagli 0 ai 12 anni; dai 12 anni in poi ti trovi davanti a una gioventù totalmente distrutta dalla droga, dall’emarginazione. I giovani vengono letteralmente presi per mano e condotti sulla via della delinquenza… I due compiti primari dell’associazione sono di offrire assistenza medica e una giusta alimentazione. Il terzo è dare un’istruzione basilare, mentre il quarto, il più importante, è togliere questi bambini dalla strada, educandoli, insegnando loro un mestiere (carpentiere, falegname, ecc.) semplice ma dignitoso. In secondo luogo il nostro obiettivo è denunciare. La società paraguaiana è addormentata. La gente non vuole vedere la realtà, i bambini di strada fanno ormai parte del paesaggio quotidiano. Noi svolgiamo umilmente un’attività di denuncia, mostriamo la cruda realtà alla gente attraverso seminari e una rivista. Questi sono i due pilastri dell’associazione “Giustizia e Verità”: l’azione sociale e la denuncia. Prima ci ha parlato di denuncia sociale, come pilastro fondamentale dell’associazione “Giustizia e Verità”. In che modo svolgete questa denuncia? Per poter spiegare cosa denunciamo devo prima spiegarvi quello che vediamo, in che condizioni arrivano da noi questi bambini... Uno dei problemi più gravi è la fame. Un giorno, per esempio, è arrivata al dispensario una madre con un neonato di 2 mesi, disperata perché il piccolo non respirava più. Ci ha spiegato che, non riuscendo a calmare il pianto del bambino, gli aveva fatto inalare la cosiddetta “colla di Zapatero”, la droga più economica in Paraguay, contenente il tolueno, un principio attivo che agisce sul cervello annullando il senso di fame… Abbiamo portato il bambino in una clinica privata (in un ospedale pubblico sarebbe morto) e per fortuna sono riusciti a rianimarlo. C’è poi il traffico di organi, che si nasconde dietro alle adozioni e al mercato nero…In Europa e negli Usa ci sono lunghe liste di attesa per i trapianti, ma la gente non ha la minima idea della provenienza di quegli organi. Si sa che un organo non sopravvive più di trenta minuti dopo l’esportazione. Così i bambini vengono presi ancora vivi e portati nelle cliniche occidentali, dove li anestetizzano ed estraggono gli organi. I più cari sono i reni (170.000 euro) e i polmoni (150.000 euro); la cornea è più economica, 35.000 euro. A nessuno importa se un bambino di strada scompare, così questi criminali possono agire indisturbati. Per non parlare della pedofilia e del traffico di materiale pedo-pornografico. Al dispensario arrivano bambine (e bambini) che con meno di 4 anni subiscono abusi sessuali dai loro stessi genitori, dai patrigni o fratellastri, oppure sono costretti a prostituirsi. Ad Asunciòn oltre 8.000 bambini vengono sfruttati nei cosiddetti “tour” di pedofilia. Durante la stagione invernale, dall’Europa (Norvegia, Spagna, Italia, ecc) e dagli Usa partono migliaia di pedofili forniti di un catalogo con un’ampia scelta. Il prezzo più caro si paga per avere rapporti con un bambino o una bambina vergine… Ecco cosa vediamo nell’associazione “Giustizia e Verità”. Ma il governo, la società paraguaiana non vedono, sono addormentati. Per questo nasce la denuncia. Abbiamo una rivista: “Punto Rojo” che esce ogni tre mesi ed è distribuita gratuitamente in una catena di farmacie e in una di negozi di abbigliamento e calzature, le più importanti della capitale. Il Paraguay è un “punto rojo”, un punto rosso d’allerta sulla cartina del mondo. Organizziamo anche dei seminari, ad uno dei quali hanno partecipato il giudice argentino Juan Alberto Rambaldo, Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista AntimafiaDuemila e alcuni membri del Ministero dell’Adolescenza e dell’Infanzia del nostro paese. Il titolo del seminario era: “Società, cosa ci sta succedendo?” Realizziamo anche dei dibattiti interattivi nelle scuole di bambini provenienti da famiglie con reddito alto, per esempio figli di deputati, senatori,… Facciamo “educazione alla legalità”. I temi del dibattito sono la droga, il fumo, l’alcool. Mostriamo ai ragazzini di 11/12 anni filmati dei bambini di strada. Cerchiamo di trasmettere loro la coscienza che c’è chi è meno fortunato e la consapevolezza che anche loro corrono il rischio di cadere nel giro della droga e della delinquenza. Anzi, sono ancora più a rischio, perché qui non si parla solo di colla di Zapatero, ma di droghe molto più costose e pesanti… Che tipo di risposta a questo tipo di denuncia avete avuto finora? Diciamo che c’è un po’ di tutto. Alla maggior parte delle persone non importa nulla. Possono ascoltare per cinque ore di fila storie di abusi sui bambini, vedere le immagini e commuoversi, ma usciti da quell’aula tutto torna come prima. Alcuni invece si avvicinano e offrono il loro aiuto. La cosa più bella è quando si avvicina a noi un giovane di 17/18 anni e ci chiede come può dare una mano. Può descriverci una giornata “tipo” nel dispensario medico? Certamente! Il dispensario apre alle 8:00. L’intera mattinata è dedicata alla somministrazione gratuita dei medicinali ai bambini e alle loro madri. Se ne occupano un’infermiera e una dottoressa che quotidianamente assistono circa 40/50 pazienti. Verso le 14:00 inizia la “fase di igiene e disinfestazione”. Le malattie più frequenti sono quelle tipiche del terzo mondo (scabbia, pidocchi, ecc.). I bambini vengono puliti e cambiati. I vestiti vengono bruciati perché infettati dai parassiti. In estate ci sono 40 gradi, i bambini camminano a piedi nudi sull’asfalto che si attacca alla pelle. Verso le 16:30/17:00 si fa merenda. I bambini sono tanti, dobbiamo fare diversi turni. Diamo loro il latte con qualche goccia di iodio bevibile, elemento che scarseggia in Paraguay e la cui carenza provoca problemi alla tiroide e il cosiddetto “cretinismo”, una forma di ritardo mentale. Le attività del dispensario terminano verso le 19:00/20:00. Il sabato e la domenica chiudiamo qualche ora per pulire e igienizzare l’ambiente. In un anno l’attività del dispensario è raddoppiata, abbiamo chiuso il mese di novembre con 8000 pazienti!! Da dove nasce il legame tra la Funima International in Italia e l’associazione “Giustizia e Verità” in Paraguay? L’incontro tra l’associazione “Giustizia e Verità” e la Funima International è stato reso possibile grazie a Giorgio Bongiovanni, una persona meravigliosa, indipendentemente dall’esperienza spirituale che vive e dai segni che porta. La cosa più importante sono i frutti che ha dato a questa terra, il Sudamerica, aiutando anche Raul Bagatello, il missionario delle Ande fondatore della “Fundacion Los Niños del Mañana” che con le sue mense oggi assiste oltre 1700 bambini. La Funima International ci dà un sostegno grandissimo, inviandoci mensilmente il denaro per pagare lo stipendio di un’infermiera e sostenere le spese del dispensario. Ringrazio questa associazione che mi ha permesso di venire in Italia e ha organizzato tante iniziative che oggi mi permettono di tornare al mio paese con 4000 euro di donazioni, una cifra per me incredibile! Considerando gli aiuti che la Funima International vi invia mensilmente, quali sono le necessità più imminenti che dovete affrontare e quali i progetti futuri? Attualmente abbiamo una spesa mensile di circa 2700 dollari. Abbiamo bisogno di un supporto minimo di 500 dollari mensili per comprare le medicine. Il resto lo otteniamo dalle donazioni . La necessità più urgente è una nuova struttura, più grande, soprattutto in vista del terzo obiettivo dell’associazione, e cioè quello di dare ai bambini un’educazione e insegnare loro un mestiere. Con 200 dollari possiamo stipendiare un professore a tempo pieno. Capisco bene che bisogna fare un passo alla volta, concretamente, come fanno le associazioni serie. Qui in Paraguay ce ne sono molte che nascondono attività illecite come il riciclaggio di denaro. Per questo noi portiamo sempre alla gente le prove concrete di quello che facciamo. Prima diceva che ama vedere nei giovani la forza, l’entusiasmo delle nuove idee...Poiché la Funima International è composta per la maggior parte da ragazzi, ci tenevamo che lei potesse dare un consiglio a tutti i giovani che sentono determinati valori e vogliono metterli in pratica a favore di una causa importante, per crescere insieme. Prima di tutto la cosa più importante è imparare non soltanto a guardare, ma a osservare, a spalancare gli occhi per poter vedere. Imparare ad ascoltare, sviluppare i cinque sensi, toccare, avvicinarsi, abbracciarsi. Facendo così secondo me riusciamo a non essere così egoisti. La nostra vita non è unica. C’è tantissima gente che soffre, che non ha niente da mangiare. A volte un abbraccio, una carezza valgono molto più del denaro o delle medicine. È questo che vorrei trasmettere ai giovani. Perché alla fine la giovinezza passa, diventi adulto, ti sposi, hai dei figli. Quando te ne accorgi hai 40/45 anni e inizi a fare un bilancio della tua vita. La vita ti chiede il conto, e se non hai seminato nulla, non possederai nulla. Allora la tua vita rimane vuota, resta uno spazio vuoto che non ti dà nessuna soddisfazione e cadi nella depressione. Per questo esistono tanti giovani e adulti depressi, con istinti suicidi. Quel vuoto bisogna colmarlo con l’amore verso il prossimo, il desiderio di fare qualcosa di buono, non soltanto per i bambini. Per la vita del pianeta in generale, per la tua stessa vita…perché alla fine tutto quello che facciamo serve a farci sentire bene, a farci dormire con la coscienza a posto, con il senso di una vita compiuta. Voglio ringraziare infinitamente la Funima International, a nome di tutti i bambini che assistiamo nel nostro dispensario, dei miei compagni di lavoro che sono dei fratelli per me. Ringrazio i giovani volontari della Funima per il fuoco che hanno dentro, una forza immensa. Ringrazio il signor Giorgio Bongiovanni, una persona che mi ha ispirato tanto, e la Vergine, per avermi dato l’opportunità di aprire il mio cuore e di incamminarmi con i miei fratelli verso una causa giusta a favore della vita. Vi ringrazio tanto. box1 Chantal Hulin è un medico. Nel gennaio 2005 ha fondato l’associazione “Justicia y Verdad” che ha come attività principale la gestione di un dispensario medico in cui vengono accolti, puliti, curati e rifocillati circa 8.000 pazienti l’anno, soprattutto “bambini di strada” . L’associazione si occupa anche di una seria attività di denuncia tramite la rivista “Punto Rojo”. L’associazione onlus Funima International, che AntimafiaDuemila appoggia, contribuisce al sostentamento del dispensario. Nel dicembre scorso la dottoressa è stata ospite delle nostre associazioni in Italia dove abbiamo realizzato questa intervista. Per info: www.justiciayverdad.com
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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