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Antimafia Duemila

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Terzo Millennio Anno VI Numero 4 - 2006 N°50 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno VI Numero 4 - 2006 N°50
Mosca cuore del potere mafioso
La morte violenta dei giusti
I meccanismi perversi del FMI della Banca Mondiale e del WTO
Imperialismo, Denaro, Guerra


Mosca cuore del potere mafioso


Anna Politkovskaya e Andrei Kozlov. Martiri della giustizia
di Monica Centofante

E’ stato colpito mentre usciva da una partita di calcetto al palazzetto dello sport Spartak di Mosca. Due colpi di pistola automatica, uno al petto e l’altro alla testa hanno freddato il vicepresidente della Banca Centrale russa, Andreij Kozlov. Ma hanno soprattutto messo la parola fine alle sue battaglie, che minavano alla base il potere costituito della finanza russa. Kozlov, ha detto di lui il ministro delle Finanze Alexei Kudrin, <<era un uomo che combatteva contro la corruzione, il riciclaggio e le istituzioni finanziarie poco trasparenti>> e nel corso dell’ultimo Forum Finanziario Internazionale di Soci, tenutosi nella prima settimana dello scorso settembre, aveva forse alzato troppo il tiro. Dopo essersi reso conto che revocare le licenze a chi non offriva sufficienti garanzie (tra il 2005 e il 2006, sotto il suo mandato, ne erano state revocate 74) non bastava più. <<Chi si occupa di riciclare denaro sporco o si serve di un istituto di credito per finanziare operazioni poco pulite - erano state le sue parole - non ha diritto a far parte della comunità bancaria del Paese>>. <<Ho notato che dopo la chiusura forzata di una banca, l’intera squadra coinvolta passa con grande leggerezza a un’altra  banca, poi a una terza, magari a una quarta, continuando così a fare affari sporchi. Propongo dunque - aveva concluso - di affrontare con serietà la questione della responsabilità personale e di mettere in atto, nel caso di reati finanziari, il divieto a esercitare la professione, e se necessario, l’interdizione a vita>>. Parole giudicate evidentemente troppo forti per <<finanzieri senza scrupoli a cui Kozlov avrebbe rovinato gli affari>>. A dichiararlo è questa volta l’ex presidente della Banca Centrale russa Viktor Gerashchenko, che aggiunge: <<Stava creando troppi problemi a troppe banche. Era un uomo di principi, con una predilezione particolare per l’applicazione della legge. Non credo che il movente vada cercato nelle sue questioni personali come ho sentito dire dagli inquirenti, mi sembra piuttosto che i mandanti del suo assassinio siano tra coloro a cui stava mettendo i bastoni tra le ruote>>. Concorde il presidente della Duma Boris Grislov che sollecita a cercare gli assassini <<fra i banchieri>>, mentre è amaro il commento del capo della commissione finanze alla Duma Vladislav Reznik. <<Pensavo che questo genere di vicende facesse parte del passato - ha detto - ma purtroppo mi sbagliavo>>. E il corpo senza vita di Andreij Kozlov, ritrovato lo scorso 13 settembre davanti al palazzetto dello sport Spartak di Mosca, dimostra che l’incubo che attanagliava Mosca negli anni Novanta è oggi più attuale che mai.






 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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