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Terzo Millennio
Terzo Millennio Anno V Numero 4 - 2005 N°46 | Terzo Millennio Anno V Numero 4 - 2005 N°46 |
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Pagina 3 di 4 Un biglietto di sola andata per l’inferno Cosa si nasconde dietro il traffico illegale dei bambini di Chantal Hulin Sembrerebbe che il motivo di tutta la nostra ira e della nostra rabbia, accumulata come frutto di insoddisfazioni, chissà di che tipo, sono i bambini. In questi ultimi due mesi, solo per fare riferimento a un periodo di tempo che la nostra fugace memoria sia capace di ricordare, abbiamo sentito e visto, perché i mezzi di comunicazione esistono, che i nostri bambini paraguayani vengono rapiti o semplicemente scompaiono, vengono violentati, abbandonati dai propri genitori, colpiti, deambulano per le strade senza meta, drogati non solo con “cola de zapatero” (una droga sintetica), ma anche con sostanze più pesanti e si prostituiscono per poche monete. Il Ministero della Salute parla della sua preoccupazione sugli indici di denutrizione e, come se non bastasse, abbiamo l’indice di mortalità neonatale infantile più alta dopo Haiti. Cosa ci hanno fatto loro? In che cosa ci hanno fatto del male per ferirli e ignorarli così profondamente? Cosa ci sta succedendo? Che permettiamo che tanto male si scateni sulle nostre future generazioni? Cosa ci sta succedendo? Che distruggiamo la nostra natura? Migliaia di ettari di bosco paraguayo, scomparsi. Per caso vogliamo che scompaia il nostro stesso seme? Sembrerebbe che stiamo cercando di non perpetuarci nel tempo, di mettere fine al nostro futuro, andando contro le leggi stesse della natura. Questi paragrafi vogliono essere un grido di richiamo ai miei fratelli paraguayani, perché se continuiamo su questa strada, veramente non passerà molto tempo prima che la cosa più preziosa che abbiamo scompaia: La Nostra speranza di perpetuarci nei nostri figli. Sono circa un miliardo i bambini che vivono una situazione limite di estrema povertà. Rovistano tra le discariche, vanno in cerca di cibo, si prostituiscono nelle strade, mendicano cibo, sono resi orfani dall’Aids. Ogni giorno 29.000 di loro muoiono per malattie prevenibili. Oltre 2 milioni, sotto i 15 anni, sono sieropositivi. La malnutrizione e le drammatiche condizioni igieniche e sanitarie li rende vulnerabili alle malattie. Una tragedia indefinibile che si consuma sotto gli occhi di una umanità sempre più cieca e sorda. Il 5 aprile 2005 è stato presentato inoltre a Manila da Carol Bellamy* il rapporto dell’Unicef che ha evidenziato come il traffico illegale di bambini sia diventato una piovra con un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di dollari, in grado di competere con il business delle armi e della droga. Questo mercato ha condannato oltre 2 milioni di bambini all’industria del sesso e impiegato altre migliaia di loro in conflitti armati in quasi tutte le regioni del mondo. Le misure repressive hanno reso più subdoli e più difficili da identificare i trafficanti nella clandestinità. Sul fronte legislativo è evidente che non tutti i governi fanno il possibile per combatterle. In Europa si parla di un “traffico” che coinvolge migliaia di bambini. Nel solo Messico si calcola che siano almeno 40.000, ogni anno, i bambini strappati alle famiglie e condannati a finire nelle mani di bande criminali, che li avviano alla prostituzione e alla pornografia, o li utilizzano per il traffico di organi. Queste pratiche, effettuate con la complicità di medici, sono una delle principali cause dell’aumento del furto di bambini (negli Stati Uniti ogni giorno pare che scompaiono più di 2000 bambini), soprattutto in alcuni Paesi dell’America Latina delle adozioni internazionali illegali che spesso conducono alla morte delle vittime. I responsabili di questo crudele commercio non sono solo nei Paesi dove i bambini vengono rapiti o mutilati, ma anche Paesi dove il prelievo di organi viene commissionato e pagato per realizzare il trapianto. Solitamente le vittime predestinate sono bambini di strada e famiglie che versano in estrema povertà. Il “consenso” dei bambini e quello delle loro famiglie spesso costituisce un alibi “salvifico” per i trafficanti. Anche la legge sembra essere dalla loro parte dal momento che la convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 – articolo 10 – e molte leggi nazionali hanno considerato il consenso del fanciullo o dei genitori come una condizione che legittima il trasferimento del bambino da uno Stato all’altro. Si dimentica che lo spostamento del bambino è il primo passo del traffico e che il consenso del bambino e quello delle famiglie povere è viziato dalla mancanza di maturità del fanciullo o dallo stato di necessità delle famiglie. A richiedere i bambini o le bambine sono persone facoltose che pagherebbero qualsiasi somma di denaro pur di adottarne uno. E una volta che si conclude la “trattativa” venditore, acquirente e bambino scompaino misteriosamente in una fitta rete di illegalità. In un Paese come il Paraguay, ad esempio, né il governo, né la giustizia, ne gli organismi dei diritti umani nessuno, assolutamente nessuno si occupa di creare un collegamento una volta che i bambini sono stati dati in adozione. Non a caso in Paraguay le adozioni internazionali hanno avuto una rapida impennata passando da 6 a 600; su una popolazione complessiva di 4 milioni di abitanti. Inoltre è stato provato che in Brasile a volte le adozioni vengono estorte, perché alle madri biologiche non viene spiegato che stanno dando in adozione il proprio figlio; credono di affidarlo per alcuni anni ad una coppia che si occuperà di lui, senza interrompere i legami familiari. Altre volte i bambini vengono rapiti, o sistemati in istituti senza il permesso dei genitori o addirittura senza che questi vengano avvisati; da qui alla dichiarazione di abbandono che, precede l’adozione illegale, il passo è breve. Le adozioni: un affare “oscuro” Renè Bidel, rappresentante delle Associazione Internazionali della giustizia per la Democrazia negli Stati Uniti ha detto : <<Milioni di bambini latinoamericani escono dal loro paese d’origine e spediti in Europa, Stati Uniti per utilizzare i loro organi nei trapianti>>. Anche l’Onu ha denunciato ufficialmente che il traffico dei bambini si svolge con queste finalità. Come animali portati al macello bambini e bambine servono a “pezzi” per il mercato clandestino degli organi. Anche se alcuni esperti sono del parere che è materialmente impossibile che si possano trasportare “gli organi” in un paese diverso da quello delle vittime perché non riuscirebbero ad arrivare in buono stato dopo tante ore di volo. Quindi se non sono gli organi che “viaggiano”, allora sono i bambini. Sono loro quelli che scompaiono. Una giornalista brasiliana, facendo una indagine sul campo, scoprì che il numero dei bambini che partivano dal Brasile per le adozioni internazionali non corrispondeva con il numero di quelli che venivano registrati una volta che arrivavano nel paese straniero. Morti silenziose, sconosciute e insieme i voti muti di tanti bambini. Sfogliando un giornale mi soffermo su una notizia: il corpicino di un bambino è stato abbandonato a pochi metri dalla capanna di un campo profughi. E’ senza occhi, senza cuore, senza reni. Stessa fine anche per una bambina di 12 anni. Anche lei ritrovata senza cuore, senza polmoni e senza reni. A nulla sono valsi i tentativi della madre di rivolgersi alle forze dell’ordine. Addirittura in un ospedale di Bogotà, Colombia, un bambino di quattro anni, ricoverato per una diarrea ne è uscito privo di ambedue gli occhi. La circostanza sarebbe stata confermata da numerosi testimoni e il bambino è stato filmato e intervistato dalla Tv francese. La stessa cosa è avvenuta ad una bambina di quattro anni, rapita e ritrovata con una fasciatura sugli occhi. Stranamente a Bogotà, nei quartieri più poveri, sono fiorite molte cliniche oculistiche… per non parlare poi dello scandalo della clinica psichiatrica di Montes d’Oca in Argentina, dove si è scoperto che venivano prelevati organi sui pazienti malati mentali, tra cui adolescenti e fanciulli. Anche il confine tra Nepal e India, lungo 1500 km, con oltre 20 posti doganali ufficiali e un numero indefinito di valichi non controllati, è una sorta di luogo simbolico del traffico internazionale di minori. I bambini trasportati verso l’India vengono istruiti sul modo di rispondere ad eventuali domande al confine. Spesso gli ufficiali doganali si fingono ignari del crimine, salvo poi ricattare i trafficanti estorcendo una partecipazione nei proventi. Dopo l’attraversamento del confine, la destinazione finale è spesso una fabbrica o un altro luogo di lavoro forzato. In certi casi le bambine sono consegnate a tenutari di bordelli. Il traffico di bambini si alimenta di diversi fattori: lo scopo di lucro dei trafficanti, la povertà delle famiglie, la fragilità dei bambini, la corruzione delle autorità, la mancanza di leggi adeguate, l’inerzia dei paesi dell’Europa e l’indifferenza della pubblica opinione e dei mass media. Le direttrici principali del traffico sono state identificate virtualmente in ogni parte del mondo e cambiano in continuazione in relazione a vari fattori: mutamenti legislativi o di politica nazionale, apertura di nuovi mercati, conflitti armati ecc. Sfruttando la clandestinità e non essendo soggetti a nessun documento ufficiale questi “impresari” senza scrupoli nazionali e stranieri non devono fare tanti sforzi, né cercare pretesti per convincere i genitori delle potenziali vittime, famiglie povere e con poche risorse economiche. Nella maggior parte dei casi queste persone consegnano i propri figli piccoli vedendo questa scelta come unica possibilità di sopravvivenza. Purtroppo la rete del traffico dei minori e soprattutto degli organi in ogni paese latinoamericano ha una connessione internazionale ben consolidata grazie anche alla longa manus delle criminalità organizzate. E’ la loro principale attività. I guadagni dei trafficanti sono investiti per finanziare il traffico di armi, di droga, di visti d’ingresso, la prostituzione e per pagare le famiglie dei bambini sfruttati. E i bambini? Nessuno si preoccuperà mai di conoscere il destino delle creature vittime innocenti del feroce crudele mercato internazionale del traffico degli organi e traffico dei bambini, in alcuni casi con vesti ufficiali, esaltato e protetto dal nome Adozioni. Come sopra accennato il traffico infantile ha aumentato notevolmente anche un altro mercato: quello del sesso di queste piccole vittime. Il numero è in costante crescita e secondo l’Organizzazioni delle Nazioni Unite <<non esiste regione, paese, città o villaggio risparmiato dal fenomeno dello sfruttamento sessuale di minori a fini di lucro>>. Le Organizzazioni non governative stimano in 2 milioni l’anno il numero dei bambini vittime del traffico per fini sessuali nel mondo intero, hanno un’età compresa tra i 3 ei 17 anni e provengono da paesi africani, dall’Asia, dall’Europa dell’Est e America Latina. Nonostante il grado di allerta sia sempre alto in tutto il mondo i siti pedopernografici aumentano e di conseguenza cresce il numero di visitatori facilitata dai mezzi informatici che hanno permesso una vera e propria proliferazione di materiale audiovisivo contenente abusi sui minori. Il dato più allarmante è che il fenomeno ha affinato le tecniche e i modi di azione per disseminare materiale illegale anche in spazi completamente estranei. In termini di diffusione al primo posto stanno gli Stati Uniti seguiti da Russia, Corea del Sud, Giappone, Spagna, Australia, Germania, Svizzera, Inghilterra e Italia. Il dato più allarmante evidenziato è la questione dell’eccessiva permanenza in rete di siti web che propongono materiale pedopornografico, oggetto di diffusione sempre più ampia e incontrollata. Su internet esistono dei veri e propri babycibermarket e cassette porno in cui bambine e bambini vengono stuprati, torturati e uccisi. Tutto questo nell’indifferenza generale. Un fattore decisivo del traffico è la crescente domanda di sesso dei bambini da parte di consumatori europei. Personaggi insospettabili del mondo della finanza, della politica, delle istituzioni, della cultura e della società civile chiedono di fruire delle prestazioni sessuali di fanciulli sempre più giovani, offrendo in cambio denaro alle famiglie e ai trafficanti. Il fenomeno in Europa riguarda migliaia di bambini che ogni anno vengono trafficati a scopo, principalmente sessuale (prostituzione, pedofilia e impegno in film pornografici). Tuttavia altre forme di sfruttamento e abusi, quali quelli del lavoro minorile, della mendicità, delle adozioni internazionali illegali e del traffico di organi stanno chiaramente emergendo, vista la forte domanda nei paesi di destinazione. box1 Associazione culturale Giustizia e Verità L’attività dell’associazione ha preso il via il 5 marzo scorso in uno dei quartieri più a rischio della città di Asuncion con il proposito di restituire ai bambini la loro dignità di esseri umani. E’ sotto gli occhi di tutti la situazione generale in cui versa il Paese. Il 56 % della popolazione del Paraguay oggi vive in condizioni di estrema povertà. Per il Ministero della Salute sono circa 140.000 i bambini che vivono in condizioni di forte denutrizione, anche in una zona molto ricca da un punto di vista agricolo come quella di Itapua-Encarnacion. E’ in aumento anche il tasso di mortalità infantile che ha raggiunto il 50%. Ogni 1000 bambini che vengono alla luce 56 nascono morti a causa delle carenze alimentari della madre durante la gravidanza. Su 10 bambini la metà è poverissima, vale a dire non riesce a sopperire al fabbisogno giornaliero di cibo, non ha un’assistenza medica, non ha un tetto e non ha di che vestirsi. Quattro le aree di intervento del dispensario: quello sanitario con la collaborazione della D.ssa. Chantal Hulin, della D.ssa. Carmen Recale, del Dr. Jorge Alvarenga e della D.ssa Mercedes Gill. Fino ad oggi all’interno della struttura ricevono assistenza 832 bambini il cui un costo mensile è di 9.117 euro. Ad ogni bambino che arriva l’associazione fornisce: l’assistenza medica da parte di uno specialista, le provviste di medicinali, l’igiene e la disinfezione dai parassiti esterni, il sostegno psicologico e pedagogico, le merende settimanali, e il sostegno spirituale perché nella maggior parte dei casi i bambini sono soli o abbandonati a se stessi. Le patologie più frequenti riscontrate fino ad ora nei piccoli sono la scabbia che colpisce il 93%, la parassitosi 100% e al 70% l’anemia. All’interno dell’ambulatori vengono visitati anche gli adulti. Anche per loro le patologie più frequenti sono le stesse che si riscontrano per i bambini, con una forte incidenza anche delle patologie del cavo orale. Sono tante anche le richieste che il dispensario fa all’esterno per quanto riguarda esami specifici che vanno dalle analisi cliniche 38% all’elettrocardiogramma (21%) ed alle ecografie 14%. L’altro settore di intervento è quello dell’igiene e dell’eliminazione dei parassiti che viene portato avanti grazie alla dedizione della Sra. Hilda de Cristallo, della Sra. Rosa de Gonzalez, della Sra. Hady de Ramirez e della Sra. Mercedes Kanonikoff in stretta collaborazione con la D.ssa. Chantal Hulin. E per finire abbiamo il settore della mensa e l’area di intervento pedagogico. L’Associazione, inoltre, edita una rivista Punto Rojo, distribuita gratuitamente. www.justiciayverdad.com box2 I due mandati alla presidenza (1989-1999) anni di governo menenista sono stati contrassegnati da livelli record di produzione e di crescita economica. Menem si lanciò in una politica decisamente neoliberista. L’obiettivo era privatizzare il più possibile per eliminare la spesa pubblica e conseguentemente per estinguere il debito estero. Inoltre riuscì a riportare l’inflazione a livelli impensabili pochi anni prima. Ma le riforme ebbero pesanti costi sociali: aumento della disoccupazione e della povertà, deficit della bilancia commerciale. Il 7 giungo 2001 gli è stato comunicato lo stato d’arresto su ordine del giudice istruttore Jorge Urso. Con l’accusa di essere il presunto capo di un’associazione a delinquere che tra il 1991 e il 1995, durante il suo mandato presidenziale, ha venduto illegalmente armi per 100 milioni di dollari alla Croazia e all’Ecuador. Operazioni che sarebbero avvenute in violazione dell’embargo militare deciso dalle Nazioni Unite contro l’ex Jugoslavia, nel primo caso, e del protocollo di Rio, di cui l’Argentina è uno dei garanti, nel caso del conflitto tra Perù e l’Ecuador. Sullo sfondo ci sono una dozzina di suicidi misteriosi e di incidenti mortali. Tra questi la morte del figlio dello stesso presidente, Carlitos, avvenuto in un incidente di elicottero non molto chiaro. Il suo “regime” criminale ha provocato numerose vittime che riportiamo in elenco per ricordare chi fu il candidato de La Rioja Carlos Menem. Marcelo Cattaneo. Per la giustizia la sua morte fu un suicidio. Il suo corpo fu trovato appeso ad una antenna vicino alla città universitaria con roba che non gli apparteneva e un pezzo del giornale La Nacion ; Mario Perel e sua moglie. Si parla di suicidio. Un colpo alla testa ad un metro di distanza. Carlo Alberto Alonso morto per un arresto cardiaco; il generale Juan Carlos Andreoli cadde da un elicottero nel quale viaggiava; Rodolfo Aguilar; Vicente Bruzza morto per un infarto; Francisco Callejas per una emorragia cerebrale, il capitano De Navio Horacio Estrada; Victor Moron; il brigadiere Rodolfo Etchegoyen; la giustizia nel suo caso ha parlato di suicidio; il Commissario Jorge Gutierrez, lo ammazzarono mentre viaggiava in treno; il sottocommissario della Polizia Bonaerense Jorge Luis Piazza; Josè Gussoni; Alfredo Yabran; Marta Meza; Lourdes Di Natale; Lorenzo Epifanio Siri; Miguel Lucow; Angel Daniel Antakle; Felix Bonachera; Hector Bassino; Hugo Sanchez Trotta; Emilio Eduardo Mancini; Jorge Artoni; Hugo Raul Bocolino; Carlos Santander; Dr. Martinez; Rodolfo Cortese; Antonio Palermo e Sonia Alvarez.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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