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Antimafia Duemila

Thursday
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Terzo Millennio Anno V Numero 3 - 2005 N°45 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno V Numero 3 - 2005 N°45
Bambini di strada
Il triangolo delle bermuda
Il grido di Adolfo Perez
Corruzione, infanzia e adolescenza
Elena Quinteros un caso ancora aperto
Rassegna stampa news
Antimafia For Funima International
 

 

Corruzione, infanzia e adolescenza
Simposio in Paraguay sulla lotta alla criminalità
di Georges Almendras

Purtroppo quando si parla del Paraguay a livello internazionale si fa frequente riferimento alla corruzione che colpisce tanto nell’ambiente governativo come nel privato così come si fa riferimento alla forte attività dei gruppi mafiosi dediti al contrabbando, al narcotraffico, al riciclaggio di denaro, etc.
A nessun paraguaiano può sfuggire che mentre vi sono coloro che vivono nella miseria più tremenda privi di qualsiasi diritto, ci sono altri che vivono nell’opulenza e, ciò che è peggio, indifferenti verso i bisogni e le sofferenze altrui.
Non c’è sudamericano che non sappia, per informazione propria, da terze persone o attraverso i mezzi di comunicazione, che in queste terre circondate da paesi come Brasile, Bolivia, Perù e Argentina, il popolo, circa sei milioni di abitanti, considera normale che i disagi appartengano a molti e i privilegi a pochi. Realtà di un continente dissanguato, già dai tempi della conquista, che giorno dopo giorno continua a subire le pressioni degli interessi espansionisti e imperialisti, a partire dagli Stati Uniti.
In questo quadro e in mezzo a tanta sottomissione, molte volte sottile, altre volte sfacciata, il popolo vive in condizioni economiche spesso irreversibili specialmente per i lavoratori, per le classi più umili. Per gli indifesi. Gli indici di povertà attuali sono veramente allarmanti. Basti quest’esempio: in Paraguay il 52 % dei bambini vivono in estrema povertà.
Questa barbarie dell’uomo moderno (che presume di essere civilizzato) hanno comunque spinto il vero uomo a realizzarsi lavorando contro le ingiustizie sociali.
Ed è così che prendono forma le lotte che mirano a neutralizzare e a fronteggiare le sofferenze degli uomini e in particolare dei bambini. In che modo? Sono diverse le strade che gli uomini e donne di bene possono percorrere in favore delle cause giuste.
Recentemente abbiamo avuto l’opportunità di assistere, nei saloni della libreria “Il Lettore” della capitale paraguaiana, Asunciòn, a un Simposio organizzato dall’Associazione Culturale “Giustizia e Verità” intitolato “Corruzione-Infanzia e Adolescenza. Società, cosa ci sta succedendo?”.
Questa promettente Associazione, secondo quanto affermato nella sua pubblicazione ufficiale “Punto Rojo”, ha il preciso scopo di denunciare fatti e realtà di ingiustizia sociale in Paraguay, così come avevamo accennato nel numero precedente di ANTIMAFIADuemila.
All’evento hanno partecipato oltre al nostro direttore Giorgio Bongiovanni, in qualità di invitato speciale, anche molte personalità impegnate in prima persona sul versante sociale e giudiziario: il Giudice Penale di Garanzia Dr. Silvio Flores Mendoza; la dott. Patricia Costa, come rappresentante del Ministero dell’Infanzia e dell’Adolescenza; il Dr. Miguel Angel Villalba; Dr. Juan Alberto Rambaldo, giudice della Repubblica Argentina, così come molti giornalisti e altri invitati che abbiamo già avuto modo di intervistare: Pablo Medina, fratello del giornalista ucciso dalla mafia paraguaiana e Martin Almada, coraggiosa vittima della dittatura ordita dal Plan Condor.
Ad aprire il Simposio di fronte ad una platea di circa 100 persone il giornalista e membro dell’Associazione Jesus Menargues, moderatore dell’incontro, che ha spiegato come il dispensario medico gestito da “Giustizia e Verità” si sia inserito nella realtà dei bambini di strada.
Di seguito è stato proiettato un emozionante video-clip che ha avuto il merito di illustrare il dramma della strada, un eccellente documento più che mai adatto alla divulgazione di una situazione da molti ignorata.
A seguire è intervenuta la dottoressa Hulin, direttrice e responsabile del Dispensario, che ha spiegato la natura particolare del lavoro da lei svolto e ha enumerato alcuni dati, tristemente drammatici sul degrado in cui vivono le famiglie di cui si occupa il centro:
138 nuclei famigliari, formati da circa 658 persone, di cui 300 sono bambini.
“Il 93% di questi bambini proviene dall’interno o dalle periferie di Asuncion e fanno parte di famiglie organizzate in strada sotto forma di clan, con il positivo e il negativo che tutto questo comporta”. “Le donne e i bambini – ha proseguito la dottoressa - principalmente puliscono i vetri e vendono medicamenti ed erbe mentre gli uomini vendono le schedine del bingo e giornali oppure dolci o frutta”.
“Esiste poi un gruppo piuttosto numeroso che mendica solamente ed è composto da madri con bambini appena nati o bambini con problemi mentali o malformazioni fisiche. Molti di questi bambini vengono presi in affitto per mendicare”.
L’intervento della Dra. Chantal Hulin ha mirato soprattutto ad evidenziare la cause di una tale situazione poiché è più che logico ricercarle nelle politiche di governo indifferenti alle prime necessità del proprio popolo divenendo ancor più perverse quando sono infiltrate dalla corruzione che giunge sin alle poltrone presidenziali, parlamentari ed istituzionali dello Stato.
Una visione strettamente legata all’aspetto medico è stata offerta invece dalla Dra. Carmen Recalde che ha indicato le principali malattie di cui sono affetti i bambini assistiti nel Dispensario dovute nella maggior parte dei casi alle loro pessime condizioni di vita.
La dottoressa Patricia Costa, come rappresentante della Segreteria Nazionale Dell’Infanzia e Adolescenza, ha invece posto l’accento su altri aspetti connessi come lo sfruttamento e l’abuso sessuale infantile in Paraguay, rendendo note le agghiaccianti statistiche raccolte da un giornalista assassinato dalla mafia locale. Si parla di un numero impressionante di 3.500 minori che subiscono ogni sorta di abuso sessuale nelle località di Puerto de Iguazu, Ciudad del Este e Foz de Iguazu.
Il giudice argentino Juan Alberto Rambaldo ha invece tracciato il quadro del suo paese a partire dagli aspetti della corruzione e delle strutture mafiose connesse con il sistema economico internazionale a cui sono soggetti in termini di dipendenza i vari paesi dell’America latina.
Le sue parole di uomo impegnato in primo piano nella lotta al crimine sia come cittadino che come giudice hanno colpito molto la platea che ha seguito con altrettanta attenzione la relazione di Giorgio Bongiovanni. Il direttore ha sintetizzato la storia dei giudici italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, della loro lotta contro Cosa Nostra fino all’estremo sacrificio. Ha poi fatto proiettare il documentario “Paolo Borsellino, l’ostacolo tra mafia e Stato” con il quale ha potuto spiegare la situazione italiana.
Un documento molto apprezzato così come l’intera serata che ha certamente ingenerato nella società paraguaiana il preludio di una nuova coscienza antimafia.
 



 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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