La Rivista
Editoriali
Terzo Millennio Anno V Numero 3 - 2005 N°45 | Terzo Millennio Anno V Numero 3 - 2005 N°45 |
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Pagina 4 di 8 Il grido di Adolfo Perez Un popolo tradito dai suoi governanti Adolfo Perez Esquivel, attivista argentino per i diritti umani, nel 1980 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Recentemente, con un suo scritto, ha denunciato pubblicamente l’ingresso delle truppe americane in Paraguay all’insaputa del popolo. E’ stato il Serpajy-Py (Servicio paz y justicia), un’organizzazione non governativa paraguayana presente in tutta l’America Centrale e Meridionale, a diffondere la notizia che il Parlamento di Asunciòn aveva concluso con gli Usa un accordo segreto che permetteva lo stanziamento di truppe americane nella zona della triplice frontiera sotto il dominio paraguayano. L’operazione di monitoraggio della zona durerebbe all’incirca 18 mesi dal 1 giugno 2005 al 31 dicembre 2006. Un fatto gravissimo che mette in evidenza, a detta di Perez la complicità del governo parguayano e di quei governatori che hanno approvato questa sanzione alle spalle del popolo ipotecando il presente e il futuro del Paraguay. Bisogna assolutamente reagire prima che sia troppo tardi. L’appello di Perez è rivolto al presidente del Paraguay e a chi governa affinché rifiutino l’installazione di una base militare nordamericana nel territorio paraguaiano. Questa situazione è aggravata enormemente dal fatto che il personale militare e civile godrà dell’immunità dalla giurisdizione locale. Questo significa che di fronte alla violazione di qualsiasi diritto umano gli americani non saranno ritenuti responsabili degli eventuali danni che possono provocare alle popolazioni locali rendendo ancora più indifeso il popolo paraguayano dal punto di vista giuridico anche perché non conoscono i diritti del Tribunale Penale Internazionale delle Nazioni Unite e il Diritto Internazionale. Tutti sappiamo che dietro la campagna contro il terrorismo e il traffico di droga si nascondono ragioni strategiche. Adolfo Perez cita alcuni esempi: il piano Puebla –Paranà per il controllo del Centro America e dei Caraibi, la recente invasione di Haiti e la caduta del presidente Ariste, le aggressioni in Venezuela sostenendo il fallito golpe nei confronti del presidente Hugo Chavez, il piano Colombia per il controllo della regione andina con la presenza militare nel conflitto colombiano e con la base militare nordamericana a Manta ceduta dal governo ecuadoriano per il controllo del Pacifico e della regione andina. Ed infine da più parti viene lanciato l’allarme dell’intenzione di privatizzare la più grande riserva di acqua potabile del mondo: la falda del Gauranì. I vari movimenti dei diritti umani si augurano che il governo di Asuncion faccia un passo indietro. M.L. (Tratto da uno scritto di Adolfo Pérez Esquivel – Premio Nobel per la pace)
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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