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Antimafia Duemila

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Jan 07th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44
Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44
Paraguay Omicidio di Stato
Ecco i veri Killer in Colombia
Carcere, strumento di rieducazione
Plan Condor un altro passo avanti
Associazione culturale Giustizia e Verita'
I bambini: stelle che cadono
 

I bambini: stelle che cadono

Maestro di discipline orientali e direttore di due centri educativi per l’infanzia, Silvio Ois, ha intrapreso nella sua città (Montevideo) una lotta socio-culturale per il recupero e l’integrazione dei bambini nella società.
«“Los niños”  che vengono ospitati nei centri – afferma Ois - spesso non hanno dei punti di riferimento saldi, soffrono la solitudine e sono privi di un’adeguata educazione morale. Questa è un’iniziativa nata per insegnare ai bambini il rispetto per se stessi e per gli altri».
La cura dell’infanzia è una delle cose che contano di più al mondo, i bambini sono il futuro dell’umanità, proteggerli e aiutarli a crescere vuol dire mettere le basi per una società nuova. Questi innocenti sono anche lo specchio del mondo attuale, dipende quindi da noi se riescono a riflettere i vivaci colori della loro innocenza.
I rapporti delle organizzazioni umanitarie non sono confortanti in questo senso. Sempre più bambini sono vittime di ingiustizie e soprusi. E’ urgente correre ai ripari, offrire loro delle basi socio-pedagogiche li aiuterebbe a maturare le loro speranze, i loro sogni, creando delle opportunità per migliorare le loro condizioni di vita.
«Mercoledì 30 marzo – ha raccontato il maestro – sono andato al centro di salute pubblica, nel centro di Montevideo. Un posto dove professionisti, medici e psicologi aiutano le persone. Ero stato invitato da una psicologa, mamma di uno dei miei alunni. Lei conosceva gli argomenti che trattavo nei miei corsi relativamente alla problematica degli abusi sui minori, tema che nel nostro Paese è trattato con molto tabù (se fai una domanda su questo particolare argomento generalmente viene negato a priori). Abbiamo avviato un dialogo in una stanza del corso mentre la gente era in sala d’attesa (momento opportuno per affrontare l’argomento perché se si convocano apposta le persone, per approfondire il tema, non viene nessuno). 
Si sono affrontate le quattro differenti forme di abuso: la negligenza infantile, l’abuso fisico, l’abuso emozionale e l’abuso sessuale.
Mentre il tema andava via via sviluppandosi, la gente ha iniziato ad esporre le proprie inquietudini ed esperienze.
Abbiamo potuto constatare che una ogni tre mamme e uno ogni sette uomini sono stati molestati sessualmente o violentati prima del ventunesimo anno di età. Tutte le persone che erano lì presenti erano stati oggetto di abuso. Quello che più mi ha colpito è stato il racconto di una mamma che rifiutava l’idea di lasciare da solo suo figlio che attualmente ha dieci anni. La donna ha raccontato che suo figlio all’età di cinque anni si lamentava perché  “non voleva stare da solo col suo vicino”,  “giocava in un modo che non gli piaceva” e “gli faceva fare cose che lui non voleva fare”. L’uomo che era un pedofilo era stato poi denunciato ma fu presto rilasciato. La giustizia uruguayana in questo caso non era stata abbastanza incisiva e determinata nel difendere il minore.
Questa mamma oggi continua ad avere paura vedendo che questo individuo ogni giorno passeggia liberamente di fronte alla sua casa. Il bambino attualmente soffre di qualche disturbo legato allo shock e nonostante i suoi dieci anni si fa ancora i suoi “ bisogni” addosso.
Questo racconto deve suscitare in noi la forza di dire “basta”, denunciando le forme di violenza contro i bambini, incitando lo Stato ad avviare una seria ed efficace lotta contro la prepotenza e l’abuso minorile. È necessario che in Uruguay avvenga un cambiamento anche all’interno del sistema giudiziario. E’ urgente per il bene di tutta la società. 
Alla fine del seminario le mamme di tutti quei bambini mi chiedevano disperate un altro incontro per approfondire gli aspetti legali che tutelano i diritti dei bambini».
Ci auguriamo ora che queste piccole associazioni che lavorano a favore dei più deboli vengano ascoltate e appoggiate dagli organi statali preposti alla tutela dell’infanzia.
La società richiede un cambiamento. I bimbi lo chiedono. E’ ora che il cambiamento avvenga. Per questo è opportuno che i governi seguendo un po’ di buonsenso prendano una posizione forte per contrastare questo fenomeno, promulgando delle leggi chiare e severe affinché i colpevoli non vaghino nell’impunità.     S.C.



 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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