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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44
Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio Anno V Numero 2 - 2005 N°44
Paraguay Omicidio di Stato
Ecco i veri Killer in Colombia
Carcere, strumento di rieducazione
Plan Condor un altro passo avanti
Associazione culturale Giustizia e Verita'
I bambini: stelle che cadono


Ecco i veri killer in Colombia
di John Pilger

Perchè il governo britannico trova vantaggioso attribuire i massacri che avvengono in Colombia al traffico di droga?
Mentre i difensori della sanguinosa avventura irachena di Blair e Bush vedono la guerra come un “male che non vien per nuocere” rispetto al contesto mediorientale, i fatti che si svolgono in Colombia sono illuminanti sulla natura, universale, delle loro “missioni”. Questi fatti svelano una storia orribile che, quando viene qualificata come news, diventa una tragedia intitolata “il prezzo della cocaina [è stato] pagato con il sangue”.
Così l’Observer del 13 febbraio ha descritto la sofferenza della Colombia. E questo esemplifica lo standard adottato, la versione sterilizzata, con il capo della polizia cittadina e un ministro degli esteri che ci assicurano che i problemi della Colombia derivano tutti dalla droga e che il presidente della Colombia, Alvaro Uribe, “uno che ha studiato a Oxford”, sta “cercando di tenere sotto controllo gli elementi più aggressivi dell’esercito”. L’articolo aggiunge poi che il governo britannico sta aiutando il presidente a perseguire questa nobile causa. Per quanto riguarda la colossale partecipazione militare statunitense in Colombia, conosciuta come "Plan Colombia" - il cui ammontare è inferiore solo ai miliardi spesi per l’Iraq e Israele – si dice che è semplicemente “discutibile” e “finalizzata a sradicare il commercio [di droga]”.
Per quanto riguarda Bill Rammell, il ministro degli esteri di buona parte del pianeta, l’Observer riporta che egli fa delle vicende colombiane una questione morale. Per gli inglesi generosi, dice l’Impegnato Bill, sniffare cocaina “dovrebbe essere così socialmente tabù quanto lo era bere una bottiglia di vino del Sud Africa durante l’apartheid”.
Non molto tempo fa l’Impegnato Bill si trovava a Pyongyang, e diceva ai nord coreani che non è semplicemente loro diritto possedere armi nucleari. E che il fatto che il governo che rappresenta sia armato fino ai denti con armi nucleari è, chiaramente, irrilevante. Prima di questo l’Impegnato Bill mi ha detto, in un’intervista al Ministero degli Esteri, che la popolazione delle isole Chagos, nell’Oceano Indiano, che è stata brutalmente e illegalmente espulsa dalla sua terra del governo inglese, non potrà rientrare perchè sarebbe a rischio di vita a causa di un ipotetico “innalzamento” del mare. Quando lo tsunami ha colpito, ha risparmiato le Chagos - come ben sanno gli americani. Ecco perchè si sono accordati con gli inglesi per cacciare gli abitanti delle isole e costruire un’estesa base militare della quale i marines vantano “le superbe, eccezionali e sicure condizioni ambientali”. Si riferiscono a Diego Garcia, l’isola principale.
Abbandoniamo per un attimo l’Impegnato Bill per ritornare alla Colombia.
Il 21 febbraio, secondo i testimoni, i soldati della diciassettesima brigata dell'esercito colombiano sono entrati nella Comunità della Pace di San Jose de Apartado, nel nord-ovest del paese. La Comunità non ha alleanze politiche ed è internazionalmente riconosciuta e "protetta" dalla corte Inter-Americana per i diritti dell'uomo. In base alle dichiarazioni dei testimoni, i soldati hanno rapito e assassinato otto civili, tra i quali tre bambini e una ragazzina adolescente, e li hanno fatti a pezzi con i machete. Fra loro c’erano Luis Eduardo Guerra, il leader campesino della comunità, la sua compagna Bellanyra e il figlio Deiner. Guerra era apprezzato per essere un uomo generoso e un mediatore . Dal 1997 il suo popolo ha subito più di 130 assassinii; senza nessun motivo scatenante.
Le Nazioni Unite hanno chiesto un’indagine; gli Usa hanno chiesto un’indagine; e pure il Ministero degli Esteri britannico. Se il passato insegna, questi ultimi due possono essere fiduciosi che anche questo recente orrore passerà senza problemi e che la solita facciata che viene usata per la questione colombiana potrà tornare al suo posto. Così come Bush e Blair si sono inzuppati di sangue in Iraq, così fanno in Colombia.
I militari e la polizia colombiani hanno il peggior record rispetto alla tutela dei diritti dell'uomo di tutto l'emisfero occidentale. Che il governo dell’educato-a-Oxford-Uribe sia migliore di quello dei suoi predecessori e che sia la droga a causare più di 20.000 omicidi l’anno, è una fiction creata a Washington e Londra. Non ci sono dubbi che le Farc, un gruppo di guerriglieri contadini, abbia trafficato in cocaina, ma il commercio di droga e la violenza in Colombia sono, in modo schiacciante, colpa dello Stato, dei suoi militari e paramilitari, finanziati e addestrati, direttamente e indirettamente, dai governi americano e britannico. Per di più la questione della cocaina è solo una distrazione: il combustibile del conflitto, non la sua causa. Le vittime sono persone come Guerra e la sua famiglia, i sindacati, gli insegnanti, coloro che chiedono riforme della terra, gli indigeni, i capi villaggio che lavorano per promuovere la giustizia sociale ed economica e i diritti umani.
Nel suo studio sulla politica estera britannica, Unpeople, lo storico Mark Curtis ha scritto: “La guerra in Colombia è essenzialmente per il controllo delle risorse in una società profondamente disuguale. L'elite, costituita soprattutto dai grandi latifondisti, controlla quasi tutta la ricchezza mentre la maggior parte della popolazione vive in povertà. Il ruolo fondamentale dello Stato consiste nel mettere ai margini le forze popolari e nell’assicurare che le risorse della Colombia – soprattutto il petrolio - rimangano nelle mani corrette [ quelle dell’Inghilterra e degli Stati Uniti ]. La strategia è sostenere tutto questo... "la guerra alla droga" è una copertura”.
Gli squadroni della morte legati al governo colombiano sono riusciti con così tanto successo a cacciare il popolo dai suoi possedimenti, che il 76% del terreno è ora controllato da un’elite formata da meno del 3% della popolazione. Considerati gli stretti legami tra militari e paramilitari, afferma Douglas Stokes del Dipartimento per le Politiche Internazionali dell’Università del Galles, Aberystwyth, "il sostegno militare degli Stati Uniti sta andando direttamente alle principali reti terroristiche di tutta la Colombia, che mettono in commercio la cocaina sui mercati degli Stati Uniti per finanziare le loro attività."
Il governo Blair rifiuta di dire esattamente dove finisce la maggior parte dei milioni pagati, in tasse dai contribuenti britannici, "per l’assistenza contro la droga" alla Colombia. "Non forniamo i dettagli relativi al sostegno che offriamo", dice Bill Rammell, "né informiamo sulle unità specifiche alle quali forniamo assistenza, perchè se lo facessimo ridurremmo l’efficacia del nostro lavoro e potenzialmente metteremmo in pericolo il personale britannico coinvolto". Ciononostante, sappiamo bene qual è la direzione che prendono i finanziamenti.
Il suo predecessore Keith Vaz era meno timido. "Dovremmo dare il maggior sostegno possibile al governo del presidente Pastrana", ha detto nel mese di gennaio 2000. Leggendo la relazione di Amnesty sul coinvolgimento di Pastrana nelle stragi è chiaro dove finiscono i fondi. Per quanto riguarda Uribe, la propaganda fatta dal governo Blair gli attribuisce una capacità “impressionante” nel "contenere il crimine e la violenza". Questo significa che Uribe ha permesso alla polizia colombiana, ai militari e ai paramilitari di "pacificare" le città dividendole in settori, nei quali la classe media si sente più al sicuro. Nessuno vede cosa accade nelle periferie. Durante il primo anno della presidenza Uribe, ci sono stati quasi 7.000 omicidi politici e "sparizioni", peggio di quanto accadeva durante i 4 anni di Pastrana.
L’Impegnato Bill ha promosso il regime di Uribe in un documento (Observations, 21 febbraio). Le omissioni sono molte, per esempio il fatto che i prodotti chimici usati per trasformare la coca in cocaina vengono tutti dagli Stati Uniti e dall'Europa, o che gli ingenti investimenti britannici in petrolio e le violazioni dei diritti umani sono due facce della stessa medaglia - con la BP protetta dai militari colombiani e la società che possiede l’oleodotto - del quale è il maggiore azionista - che è legata a una famigerata brigata dell’esercito. Questa è la minaccia finanziata dallo Stato, in Colombia, e le organizzazioni non governative britanniche, insieme alle loro controparti colombiane, sono perennemente a rischio. "Chiediamo continuamente al governo colombiano", ha dichiarato l’Impegnato Bill, "di sostenere e proteggere il loro lavoro".
Gli assassini di Luis Eduardo Guerra e delle altre sette persone stanno certamente tremando di paura.
Tratto da http://www.nuovimondimedia.com




 
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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
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