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Terzo Millennio
Terzo Millennio N° 42 Novembre-Dicembre 2004 | Terzo Millennio N° 42 Novembre-Dicembre 2004 |
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Pagina 4 di 10 Paraguay terra di confine di Giorgio Bongiovanni* Ci accoglie con cortesia e rispetto il Paraguay, attraverso le più alte cariche giuridiche impegnate nella lotta al crimine. Per un contrattempo non abbiamo potuto intervistare il presidente della Repubblica Nicanor Duarte Frutos, impegnato in una delicata trattativa con i campesinos. In sua vece a fare gli onori di casa il Presidente della Corte Suprema Victor Manuel Nuñez che ci ha presentato il quadro generale in cui operano le istituzioni del suo Paese. Giovane democrazia il Paraguay paga lo scotto di essere inserita come cardine di un triangolo tra Argentina, Brasile e Bolivia, terre purtroppo protagoniste di fatti criminosi a vari livelli. Pertanto la sua è una funzione di transito, di passaggio. Se questo è in un certo senso confortante, nell’altro esige un grande lavoro di prevenzione, ma soprattutto, sostiene il giudice, occorre stabilire e pretendere da tutti, a partire dalle istituzioni, un codice etico e morale che sia la base su cui poggia ogni scelta, anche la più piccola. Una visione, la sua, che ha voluto estendere anche a livello globale, guardando lo stato attuale del mondo piegato da criminalità e violenza. Ci ha sorpreso con quanta profondità questo giudice ha saputo cogliere le cause primigenie e nello stesso tempo indicare la possibilità di soluzione e riscatto. Che condividiamo pienamente. Presidente, come si è evoluta la criminalità in questi ultimi anni nel suo paese e più in generale negli altri Stati dell’America latina? Beh, come dico sempre, il fenomeno della criminalità nasce con l’uomo stesso, con la stessa umanità. Il delitto è sempre esistito, vi sono epoche in cui ha raggiunto il suo auge in diversi paesi, in altre epoche ha avuto invece una crescita moderata. Sfortunatamente nel mondo intero, nell’ultimo periodo, la criminalità ha raggiunto dei picchi straordinari. Il Paraguay è integrato in un continente dove il crimine organizzato e il traffico di droga sono molto radicati mi riferisco per esempio alla Colombia e alla Bolivia e quindi non può prescindere dal suo contesto territoriale. Non è un’isola, quindi è comunque affetta da questa crescita della criminalità. I reati che hanno subito un certo incremento sono per esempio i sequestri, ma così come per la droga non raggiungono il livello dei paesi confinanti.
Quindi secondo lei le grandi mafie, come quella siciliana, possono utilizzare, in accordo con quella colombiana, zone come il Paraguay per far transitare i propri traffici? |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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