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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio N° 29 Febbraio 2003
Terzo Millennio N° 29 Febbraio 2003 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 29 Febbraio 2003
La guerra dell'impero
Chiesa:"Sulla guerra Berlusconi spacca l'Europa a favore degli Usa"
"Voglio vivere, voglio studiare"
"Un mondo senza guerre"
A colloquio con il giudice penale uruguayano Pablo Eguren Casal
Per approfondire
Percorsi di lettura


Percorsi di lettura


BIN LADEN IN ITALIA
Viaggio nell’Islam radicale
Magdi Allam


A un anno dal tragico 11 settembre che ha insanguinato l’America, l’Italia scopre un vero e proprio esercito formato da centinaia, forse migliaia, di mujahidin, i combattenti islamici, addestrati alla guerriglia urbana e alle tecniche degli attentati terroristici all’interno dei campi militari di Al Qaeda, creati da Osama bin Laden in Afghanistan. Questa preoccupante presenza fa perno sulla rete delle mosche che anche nel nostro Paese propagandano il jihad, la Guerra Santa: un dovere che tutti i giovani musulmani devono compiere sui campi di battaglia in Afghanistan, nei Balcani, in Kashmir, Palestina e Cecenia.
L’inchiesta  condotta da Magdi Allam sull’islam radicale e militante in Italia si fonda principalmente sull’incontro con ventisei esponenti islamici di primo piano e trova riscontro nelle più recenti indagini giudiziarie, nelle rivelazioni dei servizi segreti e nelle informazioni che trapelano da Guantanamo, dove sono detenuti i mujaidin catturati in Afghanistan, almeno otto dei quali erano residenti nel nostro Paese.
E’ un dato di fatto che per il movimento integralista islamico l’Italia ha cessato di essere una nazione <<neutrale>>, meno che mai amica. A causa del suo diretto coinvolgimento nella guerra contro l’Afghanistan e della politica di repressione dei militanti islamici, l’Italia, questa è l’accusa, ha violato il Aqd al aman, il Patto di sicurezza in base al quale gli islamici radicali si astenevano dall’attività terroristica sul suo territorio in cambio della tolleranza di un’attività logistica a sostegno delle missioni di jiad.
Bin Laden in Italia  si presenta sotto forma di un insolito diario di viaggio, un itinerario nella mente e nell’animo di persone che sono al contempo vicine e lontane, sincere e problematiche. “Proprio perché si tratta di una realtà che incide direttamente nella vita quotidiana di tutti noi, compresi i musulmani residenti in Italia, e che influenzerà probabilmente il futuro della prossima generazione, questo libro si propone come un valido punto di riferimento per riuscire a gestire con intelligenza e saggezza il nostro presente, favorendo sin d’ora una prospettiva di pacifica convivenza nel contesto della pluralità etnica, religiosa e culturale, di per sé sicuramente positiva, che caratterizza sempre più l’Italia del Terzo Millennio.”
Mondadori
Euro 15,00



BUSKASHI’
Viaggio dentro la guerra
Gino Strada


La buskashì è il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco violento e senza regole: l’unica cosa che conta è il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta, al termine della gara. E’ come il tragico gioco a cui partecipano i numerosi protagonisti del conflitto afgano, una partita ancora in corso, solo che al posto della capra c’è il popolo dell’Afganistan. Buskashì è la storia di un viaggio dentro la guerra, che ha inizio il 9 settembre 2001, con l’assassinio del leader Ahmad Shah Massud, due giorni prima dell’attentato di New York. Un viaggio “clandestino” per raggiungere l’Afganistan mentre il Paese viene abbandonato da tutti gli stranieri e si chiudono i confini. L’arrivo nella valle del Panchir, l’attraversamento del fronte sotto i bombardamenti per raggiungere Kabul alla vigilia della disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dei mujaheddin dell’Alleanza del Nord, la Kabul “liberata”: l’esperienza della guerra vista dagli unici testimoni occidentali della presa di Kabul.
Feltrinelli
Euro 12,00



LE MENZOGNE
DELL’IMPERO
E ALTRE TRISTI VERITA’
Seconda Edizione
Gore Vidal

Ne La fine della libertà, la sua ultima raccolta di saggi, Gore Vidal si chiedeva se Bush – come Roosvelt prima di Pearl Harbor – sapesse dell’imminente, catastrofico attacco. La risposta che Vidal forniva un anno fa era un no, ma con un’avvertenza: “Almeno per quanto ne sappiamo ora”. Nonostante tutti i tentativi dell’amministrazione e dei media americani ora ne sappiamo molto più di prima. La tesi centrale del saggio che dà il titolo a questo libro, e che viene qui presentato in prima mondiale, è inquietante: Bush e i suoi conoscevano ciò che stava per succedere l’11 settembre e avrebbero intenzionalmente deciso di “lasciarlo succedere”, per poter scatenare una serie di guerre già da tempo programmate e consolidare così le proprie posizioni di dominio politico ed economico all’interno del paese e nel mondo intero. Quanto basta perché Vidal richieda, senza mezzi termini, l’impeachment del presidente americano. E alle bugie degli “ultimi imperatori” sono dedicati anche gli altri dieci brevi saggi. In essi, con il consueto stile sferzante e di impareggiabile eleganza. Vidal tocca altrettanti capitoli “sporchi” della storia americana del Novecento: da Pearl Harbor a Hiroshima, dal mancato rispetto di Jalta alla dottrina Truman, agli interventi in America Latina, all’espandersi delle basi militari USA in tutta l’Eurasia, dall’eccessiva scandalosa autonomia delle agenzie di Intelligence al dubbio ruolo della Corte Suprema nelle presidenziali del 2000.
Non è tutto destruens, tuttavia, il Vidal di questo nuovo, straordinario libro, e avanza varie proposte concrete , in ordine ai rapporti fra economia e politica (in altre parole al conflitto di interessi), la politica fiscale e persino alla struttura statuale: perché non fare degli obsoleti Stati Uniti una comunità federale, sull’esempio dell’Unione Europea?
Fazi Editore
Euro 13,00





PER UNA PACE INFINITA
Fausto Bertinotti


Si parla molto di pace, in questo nuovo millennio. Eppure non abbiamo che notizie di guerra: pensiamo all’Afghanistan, guerra iniziata e mai finita; all’Iraq, dove una guerra già decisa  può in qualunque momento essere messa in atto; al conflitto tra Israele e Palestina, che negli ultimi mesi ha conosciuto asprezze inconsuete. La violenza sembra l’unica risposta che il mondo sa offrire. Queste guerre possono essere impedite? La violenza può avere una fine? Le guerre sono veramente inevitabili?
Questo libro vuole affermare che la possibilità della pace esiste e che questa possibilità risiede nello sviluppo di quelle forze irriducibili a una logica di guerra: il nuovo movimento dei movimenti che da Seattle in poi hanno animato la scena del mondo e il nuovo movimento operaio. Per capire come queste forze devono operare nella società contemporanea, è indispensabile fermarsi a riflettere sul passato e ripercorrere la strada del pensiero pacifista e dei suoi sostenitori, sia dal punto di vista filosofico sia da quello storico-politico: è da questa analisi che sorge quella che Bertinotti chiama una <<nuova cassetta degli attrezzi>>, strumenti di lotta – non violenta, ma concreta e profondamente calata nell’attualità come per esempio la pratica della disobbedienza civile -  che possono portare avanti le battaglie per la trasformazione e la giustizia sociale, obiettivi irrinunciabili. <<E’ solo nella lotta concreta che si deposita la progettazione per il futuro. E noi vogliamo che questo sia un futuro di pace>>.
Ponte alle Grazie 
Euro 13,00




NO
La seconda guerra irachena
e i dubbi dell’Occidente
Lucia Annunziata


La seconda guerra irachena è già iniziata. Ma il fiume in piena che ci trascina verso il conflitto è molto più travolgente, e molto più rilevante ai fini di una definizione delle identità politiche, di quanto non fosse il traumatico passaggio che dieci anni fa ci portò alla prima.
Non a caso, i SI e i NO spaccano trasversalmente i fronti politici tradizionali, dividono gli ambienti diplomatici e militari (persino quelli dei tradizionali <<falchi>> ), attraversano le aree religiose, e si polarizzano  all’interno stesso delle opzioni politiche, delle destre e delle sinistre, dei vari Paesi. Perché questa scelta è così tormentata? E perché così accidentato il percorso? La risposta è in fondo semplice. Perché l’Iraq è diventato in qualche modo la pietra filosofale della governance globale,  il luogo dove magicamente potrebbero tornare insieme i cocci rotti dell’armonia planetaria: il controllo del petrolio, lo sradicamento del terrorismo, la riscrittura del conflitto israeliano – palestinese, e, infine, l’inglobamento nel circuito delle economie delle Tlc del mondo arabo, che finora se ne è tenuto fuori. Un conflitto, come si vede, troppo carico di significati per non creare l’illusione della perfezione e per non sfociare nella vertigine dell’ideologia: condizioni entrambe destinate a portare a un’inevitabile sconfitta.
Un reciso NO a questa guerra è dunque misura prudente e saggia contro disastri a venire. Un NO che va argomentato subito, non con condanne umorali o con invenzioni – uguali e contrarie – di altre illusorie <<perfezioni>> ; ma con il linguaggio dei numeri, dei dati, delle statistiche, della storia freddamente analizzata e descritta.
Anche perché se un NO a questa nuova avventura è prudente, un avvertimento è necessario: l’Iraq è una potenza pericolosa, il risentimento dei paesi petroliferi  è ormai un serpente annidato nelle relazioni internazionali. E se dunque oggi è opportuno schierarsi contro questa battaglia, è solo perché forse ci toccherà di doverne combattere altre ancora più impegnative.
Interventi Donzelli
Euro 10,00




LE MENZOGNE
DELL’IMPERO
E ALTRE TRISTI VERITA’
Seconda Edizione
Gore Vidal

Ne La fine della libertà, la sua ultima raccolta di saggi, Gore Vidal si chiedeva se Bush – come Roosvelt prima di Pearl Harbor – sapesse dell’imminente, catastrofico attacco. La risposta che Vidal forniva un anno fa era un no, ma con un’avvertenza: “Almeno per quanto ne sappiamo ora”. Nonostante tutti i tentativi dell’amministrazione e dei media americani ora ne sappiamo molto più di prima. La tesi centrale del saggio che dà il titolo a questo libro, e che viene qui presentato in prima mondiale, è inquietante: Bush e i suoi conoscevano ciò che stava per succedere l’11 settembre e avrebbero intenzionalmente deciso di “lasciarlo succedere”, per poter scatenare una serie di guerre già da tempo programmate e consolidare così le proprie posizioni di dominio politico ed economico all’interno del paese e nel mondo intero. Quanto basta perché Vidal richieda, senza mezzi termini, l’impeachment del presidente americano. E alle bugie degli “ultimi imperatori” sono dedicati anche gli altri dieci brevi saggi. In essi, con il consueto stile sferzante e di impareggiabile eleganza. Vidal tocca altrettanti capitoli “sporchi” della storia americana del Novecento: da Pearl Harbor a Hiroshima, dal mancato rispetto di Jalta alla dottrina Truman, agli interventi in America Latina, all’espandersi delle basi militari USA in tutta l’Eurasia, dall’eccessiva scandalosa autonomia delle agenzie di Intelligence al dubbio ruolo della Corte Suprema nelle presidenziali del 2000.
Non è tutto destruens, tuttavia, il Vidal di questo nuovo, straordinario libro, e avanza varie proposte concrete , in ordine ai rapporti fra economia e politica (in altre parole al conflitto di interessi), la politica fiscale e persino alla struttura statuale: perché non fare degli obsoleti Stati Uniti una comunità federale, sull’esempio dell’Unione Europea?
Fazi Editore
Euro 13,00




LA GUERRA INFINITA
Giulietto Chiesa



L’11 settembre 2001 ha avuto inizio una guerra che non ha  precedenti o paragoni nella storia dell’uomo. Terza guerra mondiale o prima del nuovo millennio?
Questo conflitto segna l’ultima fase della globalizzazione americana. Una guerra planetaria che non è lotta per il controllo delle risorse e neppure un’operazione per l’estensione del controllo geopolitico: siamo entrati nell’era dell’Impero e in palio c’è il dominio mondiale. Dopo l’Afghanistan sarà la volta dell’Iraq, poi degli altri stati “canaglia”, poi dei “nemici” che via via verranno individuati in ogni parte del mondo: stati, organizzazioni, dirigenti politici riottosi e singoli oppositori.
Resta però un interrogativo aperto e angosciante: nulla autorizza a ritenere che i cinque sesti dell’umanità che vivono nella più assoluta indigenza accettino supinamente la miseria in cui vivono.
Questa guerra si può anche perdere.
Feltrinelli
Euro 9,00



 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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