Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Thursday
Nov 20th
Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003
Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003
Iraq,punto di non ritorno
Ci puo' essere ancora un buon Natale
Tanti auguri scomodi
La "Notte di Erode"
La guerra fa girare il mondo
Petrolkiller non avrai il mio scalpo!
Vaticano,nucleo rovente della guerra fredda
Il Papa imprevedibile
...per approfondire
Pagina 11


Petrolkiller non avrai il mio scalpo!

“Caro Jack, mio padre è morto sputando, vomitando sui muri della cucina perché non riusciva a controllare il suo corpo. Si vergognava perché in una casa di settanta metri quadri non ti puoi nascondere, non riesci a soffocare i rumori di un corpo operato tante volte senza sincere spiegazioni. Immaginate un uomo onesto, sensibile, un incredibile lavoratore mostrarsi così giorno dopo giorno per più di un anno alle figlie, alla moglie. L’espressione violenta di chi non vuole lasciarsi vincere dal male, di chi viene  calmato solo dalla morfina, di chi viene sommerso di bugie a ogni ricovero (perché tanto ormai non c’era niente da fare). Da mesi per lui pranzo e cena erano solo un sacchetto di plastica molle, molto costoso, da attaccare a quel tubo che gli usciva dal corpo, necessitando con odio e rabbia l’aiuto proprio di quelle persone alle quali lui avrebbe voluto mostrarsi forte e bello come era sempre stato [...]. Io ero figlia di un operaio e quante e quali espressioni ho visto quando con candore dicevo di abitare a Marghera. Abito ancora qui e da un anno o due sono tornate farfalle, licheni e rondini. Mio padre non torna, quel corpo rinsecchito rabbioso è rimasto nella mia memoria, riposa (mi vergogno a dirlo) in un cimitero circondato da tralicci dell’Enel, in un terreno confinante con altri che nascondono rifiuti tossici, pieni di veleno. Oggi, sola, ho pianto davanti ad una televisione e ho visto piangere, perché il mio paese, il mio governo, lo ha ucciso di nuovo. Quelli che hanno giudicato probabilmente hanno un bagno più grande di quello che aveva mio padre quando vi si nascondeva per non renderci partecipi dei sintomi del suo male; quanto a coscienza e dignità non lo so”. E’ il pomeriggio del 2 novembre 2001. Il giorno della memoria dei morti. Questa lettera disperata di una ragazza senza nome giunge al suo programma radiofonico preferito per gridare tutto il dolore e la rabbia per una Giustizia che si rifiuta di rendere onore alla memoria di 157 lavoratori addetti agli impianti di produzione del CVM (Cloruro di Vinile Monomero) del Petrolchimico di Marghera, morti per angiosarcoma, epatocarcinoma, cirrosi, morbo di Raynaud. E’ il giorno della sentenza inaspettata che conclude in primo grado nell’aula bunker di Mestre un processo durato quasi quattro anni, con 150 udienze, migliaia di ore di dibattimento, con la partecipazione di 200 esperti e un centinaio di avvocati. Sotto giudizio il vertice dell’industria chimica italiana, 28 dirigenti Montedison ed Enichem gravemente accusati di omicidio colposo, strage e disastro colposo, disastro ambientale e avvelenamento di acque e alimenti. Dietro a tutto questo vi è il coraggio e la lotta di un uomo solo, Gabriele Bortolozzo, lavoratore instancabile in fabbrica dal ‘56 al ‘90, unico sopravvissuto tra gli operai del suo gruppo, ammalato del morbo di Raynaud (i cui sintomi più manifesti sono mani fredde, esangui, fino alla completa insensibilità al tatto) che dinanzi ai suoi compagni che vede morire uno ad uno non si dà pace e riesce col pubblico ministero Felice Casson a portare finalmente davanti ad un Tribunale coloro che fino a quel momento si ritenevano intoccabili, padroni della vita e della morte degli altri. Per le sue azioni Gabriele è aspramente criticato e costretto a pagare il prezzo di un duro isolamento. <<Era dal 1974 – scrive in una nota Gabriele – che protestavo per la gravissima situazione dei lavoratori dei reparti del cloruro di vinile, dove ho operato per trentacinque anni. Ho rifiutato di sottostare alle visite mediche obbligatorie per legge (non servivano come prevenzione ma solo per indicare ai lavoratori la strada: la morte per cancro); ho presentato esposti alla Magistratura dal 1981 sulla nocività per la salute degli addetti (con la condanna del pretore di Mestre nei confronti di due dirigenti del Petrolchimico); ho fatto l’obiettore di coscienza alle lavorazioni cancerogene, con comunicati, lettere alla stampa e dati sulla mortalità fra gli addetti al CVM. Tutto inutile! Alla fine ho deciso di fare una  ricerca su tre gruppi di lavoratori dei CV: 424 su 1728, stilando gli elenchi dei morti di tumore, con nomi e cognomi e presentando il tutto alla Magistratura>>. Gabriele non riuscirà a vedere l’inizio del processo; muore investito da un camion mentre corre in bicicletta sul Terraglio nel settembre del 1995 a sessantun anni. Ma possiamo davvero pensare ad una tragica fatalità?
Quel 2 novembre del 2001 nell’aula bunker di Mestre la voce del giudice Ivano Nelson Salvarani ripete per 28 volte la parola “assolto”. Il Tribunale accoglie le tesi della difesa e nella sentenza dichiara: <<Il processo ha consentito di accertare che tutte le malattie causate dal CVM sono riconducibili alle molto elevate esposizioni risalenti agli anni ‘50, ‘60 ed ai primi anni ‘70 allorquando se ne ignorava la tossicità che fu evidenziata dalla Comunità Scientifica solo nel 1974>>. Viene giudicata “suggestiva” la tesi avanzata nelle battute finali dell’istruttoria dibattimentale dal pm Casson secondo cui le industrie chimiche americane ed europee erano perfettamente a conoscenza della elevata cancerogenicità del CVM ben prima del ‘74 e con un vero e proprio “patto di segretezza” decisero di mantenere il più stretto riserbo sugli allarmanti risultati delle indagini in corso sugli effetti del CVM. Per diverso tempo, dunque, secondo l’accusa, le industrie hanno lasciato esposti migliaia di lavoratori a quantità enormi della micidiale sostanza.  Per non parlare poi del largo uso del CVM da parte di tutta la popolazione mondiale. Il cloruro di vinile era usato per fare il “saran wrap”, cioè la pellicola trasparente per avvolgere i cibi e conservarli in frigo; serviva per realizzare le tappezzerie delle automobili, le tendine da doccia, le bottiglie per liquori, i rivestimenti per fili elettrici e pavimenti; era usato come gas propellente nelle bombolette spray (lacche per capelli, deodoranti, farmaci, vernici, ecc.). Una spruzzata di lacca erogava 250 parti per milione di cloruro di vinile monomero. Uno spray utilizzato per tre minuti riusciva a produrre una concentrazione di CVM fino a 1400 parti per milione!

LA BATTAGLIA CONTINUA

Non emerge alcun sentimento di tacita rassegnazione dalle pagine del libro inchiesta dello scrittore e pro sindaco di Venezia-Mestre Gianfranco Bettin e del giornalista Maurizio Dianese, Petrolkiller (edito da Feltrinelli nel novembre 2002), ma la decisa volontà di ribaltare una sentenza ingiusta. Gli autori hanno raccolto nuove prove determinanti a sostegno dell’accusa sfruttando le potenzialità di internet: documenti selezionati tra oltre 30 mila secretati (lettere, note, verbali di riunioni, memorandum), custoditi negli archivi delle aziende chimiche e depositati agli atti di processi intentati da cittadini americani contro i vertici industriali. Si tratta di un importantissimo materiale in cui si dichiarano gli accordi segreti intercorsi agli inizi degli anni ‘70 tra le industrie chimiche europee ed americane allo scopo di non rendere di dominio pubblico gli allarmanti risultati sui primi esperimenti scientifici sul CVM condotti in quel periodo da due professori italiani:  Pier Luigi Viola e Cesare Maltoni.
Pier Luigi Viola, che lavora per conto della Solvay a Rosignano in Toscana, nel 1969, al sedicesimo congresso internazionale dei medici del lavoro a Tokyo, comunica di aver riscontrato lesioni polmonari, emorragie addominali, lesioni osteolitiche, danni al cervello e al fegato, ecc. nei ratti esposti a CVM a 30.000 parti per milione per 4 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana e per 12 mesi. Viola parla anche degli esami compiuti tra i lavoratori addetti al processo di polimerizzazione del cloruro di vinile di quattro stabilimenti chimici. Afferma di aver osservato casi di osteolisi, di falangi distali delle mani, di osteolisi nei piedi, deformazione delle dita, alterazioni del sistema nervoso e vascolare molto simili a quelle che caratterizzano la sindrome di Raynaud. Suggerisce di ridurre drasticamente il limite di esposizione degli operai al CVM. Il limite massimo era stato stabilito nel 1954 pari a 500 ppm. Viola accerta esposizioni degli operai al CVM che vanno dalle 10 alle 150 parti per milione a seconda dei casi, ma anche situazioni in cui si arriva addirittura a 2.000 parti per milione. Di fronte a risultati così preoccupanti la Solvay decide di bloccare immediatamente i finanziamenti delle ricerche del prof. Viola e di non fornire più neanche il CVM necessario per le sperimentazioni. Nonostante gli ostacoli e le pressioni Viola l’anno successivo a Houston al decimo congresso mondiale sui tumori, tra il 22 e il 24 maggio del 1970, ripropone e precisa ulteriormente lo studio presentato a Tokyo. Le stesse ricerche vengono poi pubblicate sulla rivista Cancer Research nel maggio del 1971. Inoltre bisogna anche considerare che in Italia già nel 1967 viene pubblicato sulla rivista Medicina del lavoro lo studio del dott. Sociu, un rumeno che evidenzia i gravi danni epatici causati dal CVM. Nel corso dell’udienza del 31 maggio 2000 al processo di Mestre il prof. Reggiani dell’Istituto superiore di sanità dichiara che il prof. Viola <<nell’impianto di Rosignano della Solvay [accertò] … due casi di neoplasia [...]>> e che <<aveva rifatto tutte le anamnesi di tutti i lavoratori, per qualcuno anche un paio di volte e alla fine era arrivato a questa convinzione, che il cloruro fosse cancerogeno>>. Alla domanda del pm Casson inerente il periodo in cui Viola si convince di questa tesi, il prof. Reggiani risponde: <<Viola si riferiva agli anni ‘66 e ‘67>>. Una conferma proviene anche dal genetista Nicola Loprieno, il quale nel novembre 1974 scrive: <<Dal ‘65 erano stati condotti sugli animali esperimenti da parte del prof. Pier Luigi Viola che dimostravano la cancerogenicità del CVM>>. I vertici delle industrie chimiche europee ed americane non possono non sapere dalla fine degli anni ‘60 dell’esistenza degli effetti cancerogeni del CVM. E’ prassi comune infatti lo svolgimento di incontri tra le aziende per lo scambio di opinioni e di materiale informativo. Nel Gazzettino del 23 agosto 1972 in un’intervista al direttore del  Petrolchimico si legge infatti: <<Si fanno meeting interaziendali e internazionali per conoscere gli eventi di altri stabilimenti, di altre nazioni e di altri continenti. C’è una stretta fratellanza fra i responsabili di tutti gli stabilimenti chimici del mondo, che si tengono informati reciprocamente di quanto avviene nelle rispettive zone d’influenza>>.
Il 2 luglio del 1971 il prof. Cesare Maltoni, finanziato dalle maggiori aziende chimiche europee, l’italiana Montedison, l’inglese Ici (Imperial Chemical Industries), la belga Solvay e la francese Rhône-Progil, dà inizio a nuovi esperimenti sul CVM sulla scia di Viola. Maltoni verifica subito che il cloruro di vinile è in grado di causare tumori nei ratti a livelli di 250 ppm. Comunica questi esiti alle aziende sponsorizzatrici ufficialmente nell’ottobre-novembre del 1972 ed informalmente già nell’estate di quello stesso anno.
L’industria chimica italiana, nonostante la conoscenza della cancerogenicità del cloruro di vinile, non avvia interventi appropriati per tutelare la salute dei lavoratori. Non viene rispettata nemmeno la normativa vigente in materia di manipolazione di sostanze pericolose, come il DPR n.547 del 27 aprile 1955 che obbliga il datore di lavoro, nel caso di una sostanza nociva nell’ambiente, a ridurre al minimo l’esposizione dei suoi dipendenti, ad informarli ed a sottoporli a visite mediche trimestrali. Giovanni Battista Bartolucci, specialista in medicina del lavoro e consulente dell’Avvocatura dello Stato, al processo di Mestre, nel corso dell’udienza del 9 ottobre 1988, sostiene di aver esaminato alcune centinaia di fascicoli sanitari riguardanti i singoli lavoratori e di aver appurato che fino al 1970 nel Petrolchimico veniva effettuata una visita medica di assunzione e successivamente qualche altro controllo medico con cadenze non proprio chiare. In alcuni casi Bartolucci riscontra una visita medica compiuta nel ‘55, un’altra nel ‘62 e poi nel ‘70 senza alcun schema preciso. Un altro DPR, il n.962, è emanato nel 1982 e stabilisce che l’industria prenda nota dei livelli di esposizione alle sostanze nocive e trasmetta i dati ai lavoratori. Secondo Bartolucci nei fascicoli dei dipendenti del Petrolchimico non vi è nessun cenno a questi dati. Inoltre le istituzioni pubbliche adibite ad effettuare i dovuti controlli nelle fabbriche, cioé l’Ispettorato del Lavoro e le strutture sanitarie, non mettono mai piede nel Petrolchimico fino al 1994, quando hanno inizio le indagini del pm Casson.
"Dear Mr Best, as you probably know....". Comincia così una lettera datata il 16 agosto 1972 indirizzata da R.I. Lindsell, dirigente dell’inglese Ici (una delle aziende sponsorizzatrici delle ricerche del prof. Maltoni), a George Best, direttore tecnico e vicepresidente dell’MCA (Manifacturing Chemists Associations, associazione delle industrie chimiche americane). Con questo importante documento, riportato in appendice al libro Petrolkiller, l’Ici e le altre industrie chimiche europee si rendono disponibili ad incontrare i rappresentanti dell’MCA per renderli partecipi degli esiti delle ricerche del prof. Maltoni. Ma c’è una  condizione: perché ciò avvenga ogni industria chimica americana deve firmare un patto con cui si impegna a mantenere il segreto su tali importanti informazioni. Il 14 novembre 1972 R N. Wheeler Jr. Della Union Carbide risponde a George Best: "A proposito delle informazioni rivelate al personale della nostra azienda riguardanti la ricerca europea sul cloruro di vinile monomero – cui si fa riferimento nella lettera che Lindsell ha inviato all’MCA il 16 agosto 1972 – noi assicuriamo che terremo queste informazioni nel più stretto riserbo all’interno della nostra azienda finché non avremo specifico, formale consenso per la loro divulgazione da parte degli sponsor europei".

I DANNI AMBIENTALI

Porto Marghera è uno dei siti industriali più inquinati d’Europa. Il processo di Mestre ha rappresentato un’importante occasione per raccogliere ed analizzare una considerevole mole di dati che hanno espresso l’entità effettiva dell’impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica del complesso chimico. Non a caso due giorni prima che venga emessa la sentenza di primo grado, quando tutti si aspettano per lo meno una condanna parziale, la Montedison stringe un accordo con il Ministero dell’Ambiente per effettuare un risarcimento di 525 miliardi delle vecchie lire per i danni ambientali (271 milioni di euro).  Dagli atti processuali emerge che negli anni settanta vengono immesse nell’aria 242.000 tonnellate di fumi tossici, ogni giorno 4,6 tonnellate di CVM, 3,5 di dicloroetano, 800 chili di acido nitrilacrilico. Nell’acqua vengono rilasciate 22.000 tonnellate annue di composti tossici, molti dei quali cancerogeni e 45 tonnellate di metalli pesanti. 80.000.000 di tonnellate di fanghi tossici sono riversate prima in laguna e sucessivamente nell’alto Adriatico. Fino alla fine del 1988 ogni giorno vengono scaricate in laguna 4.000 tonnellate di scarti di produzione dell’acido fluoridrico e fosforico. Presso l’SM 15, il principale scarico del petrolchimico, sono quantificate 17 tonnellate annue di bromoformio, 47 tonnellate di fanghi, 65 chili di idrocarburi policiclici aromatici in grado di inquinare da soli oltre 260 tonnellate di fondali della laguna. Nel 1998 nella zona del Petrolchimico sono calcolati 1.498 camini con un’emissione annua nell’aria pari a 53.000 tonnellate di 120 sostanze tossiche e nocive: 550 tonnellate di composti cancerogeni di cui 98 tonnellate di acido cloridrico, 66 di acido solforico, 7,7 di CVM, 9 di dicloroetano, 1.500 di idrocarburi policiclici aromatici, 5.000.000 di ossido di carbonio e 2.000.000 di polveri. Circa 120 discariche abusive risalenti agli anni ‘70-‘90 sono state individuate in tutta la laguna, intorno e all’interno del polo chimico, per un valore di circa 5.000.000 di metri cubi di rifiuti tossici e nocivi (arsenico, piombo, zinco, cadmio, ammoniaca, ecc.).
Nessuna responsabilità per questo scempio ambientale è stata attribuita dal Tribunale di Mestre agli imputati. E’ tutta colpa di ignoti o di chi è venuto prima delle aziende chimiche. E’ tutta colpa della prima zona industriale e dei suoi residui trasferiti nella seconda. Intanto nel Veneto la popolazione continua a morire di cancro. Un residente nella zona lagunare ha più del triplo di probabilità di contrarre una forma tumorale rispetto agli altri abitanti della regione. Secondo il Registro dei tumori di Padova nel Veneto sono 20.000 i casi di cancro ogni anno. Presso il centro storico di Venezia sono 2.096 i casi, nella terraferma 2.888.
Il pubblico ministero Felice Casson ha presentato ricorso in appello.

Dora Quaranta

NOTA
Tutta la documentazione inerente il processo di Mestre è nel sito www.petrolchimico.it; importanti sono anche:  www.chemicalindustryarchives.org  e www.vinylchloride.com. 


Il titolo di questo articolo è stato tratto da una scritta apparsa su un muro di Marghera, via Della Rinascita, anni settanta





 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corriere_news.jpg



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 889
Notizie: 6401
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2870784

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg