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Antimafia Duemila

Thursday
Nov 20th
Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003
Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 28 Gennaio 2003
Iraq,punto di non ritorno
Ci puo' essere ancora un buon Natale
Tanti auguri scomodi
La "Notte di Erode"
La guerra fa girare il mondo
Petrolkiller non avrai il mio scalpo!
Vaticano,nucleo rovente della guerra fredda
Il Papa imprevedibile
...per approfondire
Pagina 11


Percorsi di lettura

GUERRA ALLA LIBERTA’
Il ruolo dell’amministrazione Bush nell’attacco dell’11 settembre
Nafeez Mosaddeq Ahmed

Esistono prove convincenti che “l’amministrazione Bush abbia istigato il terrorismo in quanto esso è un pretesto perfetto per giustificare una politica estera aggressiva; e questo è valso anche per gli attacchi dell’11 settembre alle Torri Gemelle e al Pentagono”. E’ la controversa tesi centrale di questo libro, che arriva finalmente in Italia, in prima europea, dopo aver circolato a lungo su internet e nei canali alternativi dell’informazione radical. Ma non si pensi a una raccolta di facili insinuazioni dietrologiche. Ciò che sorprende in Guerra alla libertà  è l’assoluta sobrietà e il rigore documentario con cui Ahmed tenta di rispondere a queste domande:

1.    L’invasione dell’Afghanistan è il risultato degli attentati dell’11 settembre o, come molti dati indicano con chiarezza , era già programmata in precedenza?

2.    Come mai, nonostante le numerose e dettagliate segnalazioni, non è stato fatto nulla per prevenire gli attentati?

3.    Come mai l’11 settembre non si sono adottate le procedure di routine di intercettazione degli aerei?

4.    Quali sono le relazioni economiche che hanno legato la famiglia di Bin Laden e la famiglia di Bush? Esse sono interrotte da tempo o, come sembra, continuano ancora oggi?

5.    Osama Bin Laden ha davvero rotto con la sua famiglia o invece come fonti attendibili indicano chiaramente, mantiene con essa rapporti di stretta cooperazione?

6.    A chi porteranno benefici economici la guerra in Afghanistan e le prossime, annunciate campagne della “guerra al terrorismo”?

Guerra alla libertà  offre l’interpretazione più chiara, articolata e completa degli avvenimenti dell’11 settembre e di ciò che ne è seguito: di quella tragica giornata ricostruisce le motivazioni profonde con una lucidità che costringerà ogni lettore anche il più scettico, a riflettere.
Fazi Editore
Euro 16,80





REGALIAMOCI LA PACE
Conversazione con Tiziano Terzani
 e quindici contributi per una cultura di pace
Federica Morrone

“I valori su cui possiamo metterci d’accordo non sono quelli scritti nei libri, non appartengono a nessuna biblioteca, ma vivono nel cuore di ognuno. Sono i più semplici. Esiste forse una civiltà che odia i bambini ? E’ comune fare i bambini ed amarli. Ed allora mettiamoci d’accordo: tu non ammazzi mio figlio, io non ammazzo il tuo. Se vogliamo scriviamolo pure, ma non ce ne sarebbe neanche bisogno, questi sono valori di tutti.”
Edizioni Nuovi Mondi
Euro 7,00




IL VIZIO OSCURO DELL’OCCIDENTE
Manifesto dell’Antimodernità
Massimo Fini

L’11 settembre ha inaugurato una nuova era, quella del << terrorismo globale >>, conseguenza logica, e prevedibile, della prestesa dell’Occidente di ridurre a sé l’intero esistente. Ma il <<migliore dei mondi possibili>> si rivela un modello paranoico, basato sull’ossessiva proiezione nel futuro, dove l’individuo non può mai raggiungere un punto di equilibrio e di pace. Nella ricerca inesausta del Bene, anzi del Meglio, l’uomo occidentale si è creato il meccanismo perfetto e infallibile dell’infelicità. E lo sta esportando ovunque. Il <<terrorismo globale>> non farà che confermare e rafforzare il delirio occidentale dell’unico modello mondiale. E lo scontro del futuro non sarà più tra destra e sinistra, fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente - due facce in realtà della stessa medaglia - ma non sarà nemmeno uno <<scontro di civiltà>>, perché, inglobando, ghettizzando, distruggendo, alla fine ne rimarrà una sola: la nostra. Ma è al suo interno che avverrà lo scontro vero, il più drammatico e violento: fra i fautori della modernità e le folle, deluse, frustrate ed esasperate, che avranno smesso di crederci.
Marsilio
Euro 6,00 







BUSKASHI’
Viaggio dentro la guerra
Gino Strada

La buskashì è il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco violento e senza regole: l’unica cosa che conta è il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta, al termine della gara. E’ come il tragico gioco a cui partecipano i numerosi protagonisti del conflitto afgano, una partita ancora in corso, solo che al posto della capra c’è il popolo dell’Afganistan. Buskashì è la storia di un viaggio dentro la guerra, che ha inizio il 9 settembre 2001, con l’assassinio del leader Ahmad Shah Massud, due giorni prima dell’attentato di New York. Un viaggio “clandestino” per raggiungere l’Afganistan mentre il Paese viene abbandonato da tutti gli stranieri e si chiudono i confini. L’arrivo nella valle del Panchir, l’attraversamento del fronte sotto i bombardamenti per raggiungere Kabul alla vigilia della disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dei mujaheddin dell’Alleanza del Nord, la Kabul “liberata”: l’esperienza della guerra vista dagli unici testimoni occidentali della presa di Kabul.
Feltrinelli
Euro 12,00





L’IMPERO COLPISCE ANCORA
La guerra infinita del militarismo americano
Carlo Bertani e Mauro Bottarelli

Tutto quello che TV e giornali non vi dicono sulla guerra infinita
1)    Perché l’Impero va alla guerra infinita
2)    Hollywood e il pentagono (dal virtuale al reale)
3)    Tutte le armi dell’Impero (atomiche, balistiche, chimiche)
4)    Le armi del teatro mediorientale (atomiche balistiche, batteriologiche)
5)    L’Europa serva e/o imbelle e in pericolo
6)    Tutti i rischi atomici e batteriologici che corriamo (Italia e Roma comprese)
Malatempora / movement
Euro 7,00







LA GUERRA INFINITA
Giulietto Chiesa


L’11 settembre 2001 ha avuto inizio una guerra che non ha  precedenti o paragoni nella storia dell’uomo. Terza guerra mondiale o prima del nuovo millennio?
Questo conflitto segna l’ultima fase della globalizzazione americana. Una guerra planetaria che non è lotta per il controllo delle risorse e neppure un’operazione per l’estensione del controllo geopolitico: siamo entrati nell’era dell’Impero e in palio c’è il dominio mondiale. Dopo l’Afghanistan sarà la volta dell’Iraq, poi degli altri stati “canaglia”, poi dei “nemici” che via via verranno individuati in ogni parte del mondo: stati, organizzazioni, dirigenti politici riottosi e singoli oppositori.
Resta però un interrogativo aperto e angosciante: nulla autorizza a ritenere che i cinque sesti dell’umanità che vivono nella più assoluta indigenza accettino supinamente la miseria in cui vivono.
Questa guerra si può anche perdere.
Feltrinelli
Euro 9,00






TERRORISMO INTERNAZIONALE
La verità nascosta
Ferdinando Imposimato

L’ondata terroristica dell’11 settembre 2001 ha davvero colto di sorpresa tutti o qualcuno già sapeva? Perché non sono stati colti i segnali di tale pericolo? In questo libro rivelazione, Ferdinando Imposimato svela la verità nascosta. Un’organizzazione terroristica internazionale in grado di materializzare l’incubo di una terza guerra mondiale in cui a scendere in campo saranno uomini spietati e sfuggenti guidati da ideologie politiche e religiose, legati da un solo ed unico scopo: distruggere l’Occidente, la sua economia e la sua cultura, in nome di un  sottoproletariato islamico, che non ha alcun modello accettabile da proporci.
Nuove Edizioni Koinè
Euro 13,00






LA SPORCA GUERRA DEL PETROLIERE BUSH
Seconda edizione
Mauro Bottarelli

La “Guerra infinita” è in realtà la guerra egemonica, imperiale, di una potenza planetaria retta da un petroliere che ha preso a pretesto l’attentato delle Torri Gemelle per lanciare una guerra assurda e inutile, per soffocare i diritti umani, per raddoppiare i soldi per la guerra, e militarizzare il mondo, e lo spazio, con lo “scudo stellare”. Tutto questo mentre l’informazione, ormai asservita o complice, tace sugli scempi fatti all’umanità come al diritto.
Qui si racconta che la guerra d’Afghanistan è in realtà una guerra per il controllo delle fonti petrolifere, che le Torri Gemelle non sono necessariamente solo una azione di Al Qaeda, che l’antrace fù un imbroglio mediatico, che la ricerca dei terroristi è la scusa per varare una guerra infinita dove Bush vuole, come e quando vuole. Qui leggerete tutto quello che le TV e i giornali non vogliono, e/o non possono dirvi sulla più sporca guerra del mondo.
Questa è una seconda edizione riveduta e aggiornata dall’autore.
Malatempora
Euro 8,00



 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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