La Rivista
Sommari
Terzo Millennio N° 27 Dicembre 2002 | Terzo Millennio N° 27 Dicembre 2002 |
|
|
|
Pagina 4 di 6 Osama è vivo Secondo gli esperti statunitensi della Cia e della National Security Ageny Osama Bin Laden è vivo. Ritengono, infatti, che la voce del nastro diffuso dalla televisione araba Al Jazira, corrisponda realmente alla sua. Osama era rimasto in silenzio dalla metà del ’98 all’11 settembre 2001, data in cui ha parlato attraverso i fatti. Oggi potrebbe rifarlo. Dall’ottobre dello scorso anno non si sa che fine abbia fatto il leader di Al Qaeda che, nel corso di un’intervista, aveva dichiarato: <<Gli americani non possono prendermi vivo>>, poi il suo luogotenente, il medico Aiman Al-Zawahri, che fungeva da traduttore, spiegò che stavano pianificando il trasferimento di uomini e armi sulle montagne per una lunga guerriglia. Così, le ricerche di Bin Laden sono cominciate sulle montagne di Tora Bora. Tuttavia, il giornalista che per ultimo lo ha intervistato si dice convinto che Osama non sia mai andato in quei luoghi, ma che sia fuggito sulle montagne di Khost, dove più volte è stata segnalata la sua presenza e da dove avrebbe registrato un video trasmesso da Al Jazira. A Khost, avrebbe partecipato anche al matrimonio di uno dei suoi combattenti, celebrato per questioni diplomatiche, pertanto gli Usa, che l’hanno scoperto, hanno cominciato a bombardare tutte le feste di nozze nell’Afghanistan orientale. Probabilmente, ora, Osama potrebbe dirigere le operazioni dalla frontiera iraniana con l’Afghanistan, controllata dal signore della guerra Haji Ismail Khan, filoiraniano. E gli americani non possono cercare Osama in quest’area poiché lui può facilmente entrare nel territorio iraniano per sottrarsi alla cattura. Dopo l’11 settembre, infatti, Hekmatyar, vecchio amico di Bin Laden, aveva annunciato il proprio sostegno ai talebani, e non avrebbe potuto comunicarlo da Teheran senza avere la protezione delle autorità iraniane. Al Qaeda, di fatto, dispone di basi nelle città iraniane di Shiraz e Zabul e l’Fbi non ha agenti negli aeroporti iraniani, il che consente ai guerriglieri di muoversi liberamente nella zona del Golfo e nei Paesi dell’Asia Centrale, dove gli arabi vengono trattati con riguardo. Solo pochi anni fa l’Iran si opponeva al presidente palestinese Yasser Arafat e sosteneva i rappresentanti della linea dura, Hezbollah e Hamas. Oggi l’Iran appoggia e fornisce armi anche ad Arafat, contro Israele. Tra Iran e Iraq c’è un avvicinamento e, ora che hanno nemici comuni, è possibile che Bin Laden allacci rapporti con l’Iraq. Peraltro, sarebbe emerso che i servizi segreti iraniani incitano Osama a collaborare con Saddam contro gli Stati Uniti. L’Iran utilizzerebbe Bin Laden contro molti dittatori arabi poiché sta diventando una minaccia per tutti questi governi corrotti che, direttamente o indirettamente, dipendono dagli Usa. Agli arabi non piacciono i dittatori corrotti, ma gli Stati Uniti li proteggono e, proprio per questo, i giovani arabi odiano l’America. Se Washington smettesse di continuare a dichiarare di proteggere la democrazia sostenendo, contemporaneamente, i dittatori, Bin Laden verrebbe eliminato politicamente, poiché per la gioventù araba non rappresenta un eroe in virtù della sua ideologia radicale, ma il fatto è che non c’è niente di meglio. J.P. |
||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |