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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio N° 27 Dicembre 2002
Terzo Millennio N° 27 Dicembre 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 27 Dicembre 2002
La guerra dell'Impero
Gia'decisa la guerra all'Iraq
Osama e' vivo
L'incubo del disastro ecologico
Un prete no global


L’incubo del disastro ecologico

Nonostante la corsa contro il tempo, la petroliera “Prestige” è ugualmente affondata, alle 5 del pomeriggio del 13 novembre, al largo delle coste della Galizia e del Portogallo, assieme al suo carico di 77mila tonnellate di greggio. Al momento del disastro si trovava ad appena 270 chilometri dalla terra ferma, una distanza brevissima per scongiurare il pericolo di uno dei maggiori disastri ecologici della storia. Così, le coste del Portogallo, della Spagna e, successivamente, anche della Francia, sono state investite da una marea nera che ha ucciso moltissime vegetali e animali, dai pesci ai volatili, mettendo queste specie in serio pericolo di estinzione. Greenpeace e il Wwf, che hanno garantito il totale appoggio da parte dei loro volontari, hanno denunciato che, <<nonostante quello della “Prestige” sia il quarto naufragio di una petroliera in 20 anni, la Spagna non dispone di mezzi anticontaminazione e abbiamo dovuto chiedere aiuto ai francesi e agli olandesi>>. Le due organizzazioni hanno allestito, a La Coruna e a Pontevedra, due “ospedali da campo” per le operazioni di salvataggio degli animali minacciati. Tuttavia, nulla si può fare per quanto riguarda il rischio più grosso, poiché, come ha spiegato José Luis Garcia Varas, responsabile del programma marino del Wwf, <<la petroliera è affondata vicinissimo al banco de Galicia, una montagna marina con 86 specie di pesci e undici tipi di squali. Siamo, purtroppo, poco a ovest del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, creato proprio quest’anno, con una straordinaria varietà di gabbiani, cormorani e pellicani>>. J.P.






 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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