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Antimafia Duemila

Wednesday
Jan 07th
Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002
Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002
Iraq: l'Apocalisse
... per approndire
"La guerra all'Iraq, un attacco alla democrazia mondiale"
"L'America vuole destabilizzare il mondo arabo"
Johannesburg l'insostenibile sviluppo
Non abbiamo bisogno di carita', ma di giustizia
Colombia, via a la Conmocion interior
La generalissima voluta da Washington
Percorsi di lettura

Percorsi di lettura

OBIETTIVO IRAQ
Nel mirino di Washington
Jean-Marie Benjamin

Attraversare l’Iraq significa vivere il mistero dei leggendari racconti delle Mille e una notte, ma anche la quotidianità di un popolo in agonia, messo in ginocchio da una guerra terrificante e rinchiuso, da dodici anni, in un vero e proprio campo di concentramento, ridotto a sopravvivere in un paese contaminato dalle armi all’uranio impoverito. Una realtà completamente diversa da quella che ci mostrano i media del <<mondo libero>>, che hanno taciuto lo scandalo degli uomini dell’Unscom e gli intrighi del loro capo Richard Butler, l’illegalità delle due <<no fly zone>> e i piani segreti per rovesciare il regime di Saddam Hussein. Avvalendosi di documenti inediti del Pentagono e del Dipartimento di stato americano, nonché delle dichiarazioni del vice primo ministro Tareq Aziz e di personalità politiche europee, Benjamin divulga i retroscena dell’embargo e della resistenza del popolo iracheno, preannuncia una prossima invasione e commenta i disegni politici, gli antagonismi, i dissensi e le perplessità di un’Europa impotente.
Editori Rinuti
Euro 12,00

L’INCREDIBILE MENZOGNA
Nessun aereo è caduto
sul Pentagono
Thierry Meyssan
Traduzione di Manuela
Maddamma
e Agnès Nobéocur
Prefazione di Sandro Veronesi


Osservatore attento dell’attualità internazionale, Thierry Meyssan è stato attratto dalle anomalie delle prime fotografie dell’attentato contro il Pentagono, poi dalla confusione e dalle contraddizioni della versione ufficiale, anche per quanto riguarda il World Trade Center.
Ha allora condotto un’inchiesta che l’ha trascinato di sorpresa in sorpresa, una più stupefacente e terrificante dell’altra.
Questo libro si fonda esclusivamente su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa, così come sulle dichiarazioni dei dirigenti civili e militari alla stampa internazionale.
Tutte le informazioni che riporta sono referenziate e dunque verificabili dal lettore.
Fandango libri
Euro 15.00

IMPERO
Gore Vidal


Impero, quarto romanzo dell’ampio ciclo in sette volumi sulla storia, la politica e la società americana, composto da Gore Vidal in oltre trent’anni, è ambientato tra il 1896 e il 1906.
Attraverso gli occhi di John Hay, segretario di stato sotto i presidenti William McKinley e Theodore Roosevelt, assistiamo alla nascita della politica espansionista degli Stati Uniti, che decreta la fine degli antichi ideali su cui si fondava la repubblica di Lincoln e l'inizio dell'impero americano. Con la guerra intrapresa contro la Spagna per il possesso dei Caraibi, durata solo tre mesi e definita da John Hay <<una splendida, piccola guerra>>, cade l’illusione che gli Stati Uniti fossero un paese isolazionista. Con il ventesimo secolo, inizia così la conquista del mondo, che vede gli USA in competizione con l’Europa, il Giappone e la Russia, ponendo le basi della teoria della <<full spectrum dominance>> oggi di moda a Washington. Moltissimi i personaggi che compaiono nel romanzo, sia storici sia d’invenzione. Oltre a John Hay, Henry James, lo scrittore che denuncia la politica espansionista americana; Henry Adams, nipote e pronipote di presidenti, grande storiografo, simbolo di antichi ideali che non esistono più; Caroline  Sanford, ambiziosa e anticonformista proprietaria del <<Tribune>>, il giornale di Washington, in lotta con il fratello Blaise per l’eredità paterna. Ma emergono, fra tutti, i ritratti magistrali di due importantissimi protagonisti del periodo, simboli dell’anima contraddittoria degli Stati Uniti: Theodore Roosevelt e William Randolph Hearst, proprietario di ben otto giornali nazionali, astuto inventore e abile manipolatore di notizie, pubblico moralista dalla vita privata dissoluta. Entrambi diventano nel romanzo la personificazione di due archetipi centrali in tutta l’opera di Vidal: il detestato imperialismo americano e il potere pernicioso dei media.
Fazi Editore
Euro 19,50

L’IMPERO AMERICANO E LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA
   Giorgio Galli


«E’ impossibile che i servizi di sicurezza degli Stati Uniti (Cia, Fbi, Nsc) e israeliani (Mossad) non sapessero nulla dei preparativi per gli attentati dell’11 settembre… Quanto più qell’impresa terroristica ha richiesto – come è stato detto – anni di preparazione, e quanto più ha coinvolto nei preparativi – come pure è stato sostenuto – migliaia di persone, tanto più è difficile credere che essa abbia potuto giovarsi di un’impenetrabile segretezza… E’ assai probabile che i citati servizi di intelligence, nell’estate del 2001, qualcosa avessero appreso sull’imminenza di un attentato limitato (per esempio, il dirottamento di un aereo), che non è stato sventato in quanto un grave ma limitato episodio di destabilizzazione avrebbe permesso di perseguire uno o più obiettivi politici di rilievo».
 Da questa convinzione iniziale, Galli sviluppa un’articolata riflessione critica sull’Impero americano, «su questa sola superpotenza e sul suo ruolo, in un momento nel quale l’una e l’altro si giovano di un’adesione acritica da parte dell’intero Occidente, proprio mentre a nome dell’Occidente si combatte la prima guerra del Ventunesimo secolo». Una guerra il cui vero obiettivo finale è quello di «installare governi filo-occidentali nei “Paesi canaglia” ritenuti sostenitori del terrorismo. Se fosse stata contro Bin Laden, la guerra sarebbe infatti già conclusa, mentre invece prosegue».
Kaos Edizioni
Euro 14,00

LA GUERRA INFINITA
Giulietto Chiesa


L’11 settembre 2001 ha avuto inizio una guerra che non ha  precedenti o paragoni nella storia dell’uomo. Terza guerra mondiale o prima del nuovo millennio?
Questo conflitto segna l’ultima fase della globalizzazione americana. Una guerra planetaria che non è lotta per il controllo delle risorse e neppure un’operazione per l’estensione del controllo geopolitico: siamo entrati nell’era dell’Impero e in palio c’è il dominio mondiale. Dopo l’Afghanistan sarà la volta dell’Iraq, poi degli altri stati “canaglia”, poi dei “nemici” che via via verranno individuati in ogni parte del mondo: stati, organizzazioni, dirigenti politici riottosi e singoli oppositori.
Resta però un interrogativo aperto e angosciante: nulla autorizza a ritenere che i cinque sesti dell’umanità che vivono nella più assoluta indigenza accettino supinamente la miseria in cui vivono.
Questa guerra si può anche perdere.
Feltrinelli
Euro 9,00





 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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