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Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002
Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 25 Settembre 2002
Iraq: l'Apocalisse
... per approndire
"La guerra all'Iraq, un attacco alla democrazia mondiale"
"L'America vuole destabilizzare il mondo arabo"
Johannesburg l'insostenibile sviluppo
Non abbiamo bisogno di carita', ma di giustizia
Colombia, via a la Conmocion interior
La generalissima voluta da Washington
Percorsi di lettura


La Generalissima voluta da Washington
Martha Lucia Ramìrez, una “ministra”
alla guida della lotta contro la guerriglia

di Jessica Pezzetta

I militari colombiani si aspettavano forti novità già dal momento in cui, a maggio, Uribe aveva vinto le elezioni e, di fatto, una novità tanto forte quanto inattesa è arrivata e si chiama Martha Lucía Ramírez. Quarantasettenne, quando era ambasciatrice a Parigi veniva chiamata “Madame tailleur” e oggi, dopo appena un mese dal suo arrivo a Bogotà è stata soprannominata “la Generalissima”. Madre di una bambina di dieci anni, proviene dall’alta borghesia colombiana, ma ha adottato la disciplina da caserma per sé e per chi le sta vicino fino a divenire così esigente da essere descritta dai propri collaboratori come <<una che fa marciare la gente come soldati>>. Laureata in legge all’Università Javeriana di Bogotà, la Ramírez si è specializzata in business administration e diritto finanziario alla Harvard University. Di formazione liberal conservatrice, tornata in patria si è avvicinata alla politica mantenendo una posizione di tecnico - indipendente. Nel corso della sua gestione al Commercio Estero le esportazioni colombiane sono aumentate del 15% rispetto al 3% dell’America Latina. È stato così che ha assunto un ruolo di punta attraverso il quale ha potuto instaurare saldi rapporti con gli ambienti internazionali, statunitensi in particolare. Questo, però, non le ha impedito di incorrere in contrasti con Washington come quella volta che, in occasione dei vertici dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, aveva lottato contro la politica dei dazi statunitense e contro i sussidi all’agricoltura degli Stati ricchi, sostenendo che bloccano le esportazioni a quelli in via di sviluppo. Ciò non toglie, comunque, che la sua nomina sia stata caldeggiata proprio dagli Usa e, a quanto pare, a parlarne con George W. Bush, sarebbe stato Robert Soellick, grande amico della Ramírez che, dal canto suo, si è subito ritrovata in trincea, a partire dal 7 agosto. Quel giorno, infatti, ha convocato una riunione durata nove ore al termine della quale il comandante dell’esercito, il generale Jorge Mora, ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti che <<oggi, per la prima volta, ho avuto la convinzione che vinceremo questa guerra>>. <<Nessuno è preparato alla guerra>> ha commentato la ministra agli stessi microfoni. Intanto, però, è stata lei a convincere Uribe a decretare lo stato d’emergenza e, poi, a varare la tassa per finanziare la lotta alla violenza. Una tassa straordinaria con cui il Governo mira a raccogliere una somma pari a 778 milioni di dollari per rafforzare l’esercito che, comunque, è già largamente sostenuto dai finanziamenti statunitensi recentemente arrivati con il “Plán Colombia”, il piano di intervento diretto deciso dall’amministrazione Bush per contrastare la “narcoguerriglia”. Ora la politica di Uribe punta a contrastare in egual misura altri problemi, quali la guerriglia e la controguerriglia. Per Uribe, come già aveva sostenuto in campagna elettorale, l’unica via d’uscita dalla violenza è la militarizzazione del Paese. Questa nuova tassa, secondo quanto dichiarato dalla ministra della Difesa di Bogotà Martha Lucía Ramírez sarà destinata al finanziamento di 3mila nuovi soldati e di 10mila nuovi agenti di polizia cui andranno ad aggiungersi, stando ai progetti di Uribe, migliaia di cittadini che dovrebbero costituire un plotone di civili pronto ad intervenire contro la violenza. Nonostante il segretario di Stato Usa Kofi Annan avesse telefonato personalmente a Uribe offrendosi quale mediatore di pace, il Presidente colombiano ha rifiutato, così come le Farc. Comunque, non c’è da stupirsi se Uribe non ha accettato viste le sue ultime proposte, in particolare quella fatta alla guerriglia: tra le altre cose, infatti, Uribe mira a far deporre le armi alle Farc per un seggio in Parlamento. Una scelta che Gustavo Gallón, presidente della Commissione Colombiana dei Giuristi ha subito definito <<un’oscenità dal punto di vista dei diritti umani>>. E la sua, chiaramente, non è stata l’unica protesta. Ad ogni modo, la Generalissima ha avviato anche altri due provvedimenti: il primo è quello della Seguridad Democratica, un piano per la sicurezza sulle strade colombiane che, ormai, sono invase dai guerriglieri. Le maggiori arterie delle città e della provincia dovrebbero essere pattugliate, per 24 ore al giorno, da tremila uomini motorizzati; il secondo prevede il reclutamento di una milizia civile antiguerriglia, i soldados campesinos, che esiste già dal ’93, ma non è mai stata ufficializzata a causa del ruolo oscuro dei paramilitari sempre coperti dai generali. Così, adesso i campesinos verranno addestrati come ausiliari con l’obbligo di operare esclusivamente nel territorio di residenza, una sorta di Gladio colombiana. E, d’altronde, a chi le aveva chiesto in cosa avrebbe preferito reincarnarsi, Martha Lucía Ramírez aveva risposto: <<Meglio un’aquila che una tortora!>>. 



BOX1
 Ingrid Betancourt
in un video delle Farc


Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia hanno consegnato ad un’emittente televisiva colombiana, il 23 luglio scorso, un video che ritrae Ingrid Betancourt (40 anni), ex candidata dei Verdi alla presidenza del Paese. Il video, che sarebbe stato registrato il 15 maggio, ritrae una Betancourt molto stanca e dimagrita che chiede alla Procura Generale di aprire un’inchiesta sul proprio rapimento e accusa il governo Pastrana di aver attuato una linea politica inefficiente riguardo alla questione dei sequestri. Per liberare la donna, le Farc vorrebbero uno scambio di ostaggi.




BOX2
Cosa sono le Farc


Costituite nel ’66, le Farc si sono formate riunendo i militanti comunisti ed i gruppi agricoli di auto - difesa con il programma di rappresentare i poveri agricoltori contro i latifondisti, legati ai progetti statunitensi in America Latina. Si tratta di un gruppo combattente – il più grande della Colombia – che, seppur rivale dell’Eln, si è alleato con quest’ultimo allo scopo di contrastare il governo di Velez, democraticamente eletto. Le Farc oggi contano più di 18mila guerriglieri. La zona di influenza è la giungla del sud - est e delle pianure ai piedi delle Ande – complessivamente, il 40% del territorio nazionale si trova sotto il loro diretto controllo –, ottenuta grazie agli accordi con l’ex presidente Andrés Pastrana. L’attuale leader delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia è il settantunenne Manuel “Tirofijo” Marulanda che ha trascorso oltre mezzo secolo della propria vita a combattere contro il potere colombiano. Dopo il fallimento, avvenuto lo scorso febbraio, dei dialoghi di pace con il Governo, la tattica delle Farc è cambiata: dacché, prima, i guerriglieri colpivano unicamente obiettivi militari, poi hanno cominciato gli attacchi anche contro i civili che si schierano con il Governo e, in particolare, con i ricchi latifondisti, i turisti stranieri e i funzionari internazionali. Ricavano i propri finanziamenti soprattutto dai riscatti chiesti per rapimenti e dal narcotraffico, con un reddito annuo di 400 milioni di dollari.




 
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    In questo numero:
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    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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