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Rassegna Stampa
Strage via D'Amelio: le rivelazioni di Spatuzza | Strage via D'Amelio: le rivelazioni di Spatuzza |
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21 aprile 2009 La procura di Caltanissetta da mesi ha avviato una nuova inchiesta sull'attentato. Il dichiarante ha detto di aver rubato lui l'auto che poi sarebbe servita al commando per piazzare l'esplosivo. E questo particolare apre alcune crepe sul processo che si è già concluso definitivamente per mandanti ed esecutori della strage. Perché fino adesso ad accusarsi del furto dell'auto erano stati in due, Salvatore Candura e Vincenzo Scarantino, entrambi collaboratori di giustizia. Adesso Spatuzza ribalta tutto. E dopo un confronto che i pm di Caltanissetta hanno fatto fra Candura e Scarantino, il primo ha ammesso di aver mentito in passato sul furto dell'auto. E per questo motivo Candura è adesso indagato per auto-calunnia e Scarantino per calunnia. Le novità che sono emerse negli ultimi mesi, saranno oggetto di un incontro fra i pm delle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, che sono coinvolte in indagini a cui ha dato un contributo il dichiarante Spatuzza. Le affermazioni del dichiarante Gaspare Spatuzza hanno portato i pm di Caltanissetta ad effettuare nelle scorse settimane alcuni confronti fra imputati del processo per la strage di via D'Amelio che si è già concluso con diversi ergastoli. La nuova inchiesta scaturita dalle dichiarazioni dell'ex sicario palermitano ha portato a nuovi scenari che sono ancora tutti da esplorare. I magistrati nisseni, come pure quelli di Palermo e Firenze, hanno effettuato pure diversi interrogatori. Gli inquirenti hanno citato anche il consulente Gioacchino Genchi, che già in passato aveva reso dichiarazioni sulla strage Borsellino. Inoltre, per riscontrare quando detto da Spatuzza, i magistrati hanno disposto nuove perizie su pezzi meccanici dell'auto esplosa in via d'Amelio il 19 luglio 1992. ANSA |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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Per le stragi niente paura Giorgio Bocca |
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Fornitura di missili anticarro francesi al Libano ostacolata da Usa e Israele Alfatau |