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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Target atomico
La guerra dell'impero
I padroni del mondo
La preghiera piu' bella
Globalizzazione della poverta'
Sos Pianeta Terra
Un clan alle corde
Il terrorismo Psicologico nel suicidio Usa
L'improponibile semplificazione della storia
Percorsi di lettura


La preghiera più bella
Padre Alex: <<Resisteremo all’Impero del mercato e del denaro>>
di Lorenzo Baldo


«Vidi, vidi, vidi una bestia salire dal mare». Così padre Alex Zanotelli, “il frate del sud del mondo”, parla dell’Impero dell’ideologia americana, lo scorso 27 aprile, a Bari, in occasione del Giubileo dei Poveri. Una rilettura in chiave moderna dell’Apocalisse biblica dove a fare la parte del dragone sarebbero proprio gli Stati Uniti e il mondo occidentale. <<Oggi parlare di pace è come parlare di chissà quale utopia>> dice, e mentre ricorda la strage dell’11 settembre e la disperazione del nord del mondo si rammarica per l’evidente esistenza di morti <<di serie A e di serie B>>. <<Ma chi piange per i quaranta milioni di persone che muoiono di fame ogni anno?>> è la domanda rivolta al pubblico prima di parlare di una guerra al terrorismo che suona come una scusa ben amministrata dal governo Usa. <<Solo in armi gli Stati Uniti spenderanno quest’anno complessivamente 500 miliardi di dollari (contro i trecentoventinove dell’anno scorso) – afferma con forza mostrando le statistiche confermate da Washington – ai quali vanno aggiunti i 200 miliardi che spenderà l’Europa. E’ incredibile che tre quarti delle spese mondiali siano opera di questi due paesi. Come dire che il 20% del mondo vive pappandosi l’83% delle risorse globali>>.
Ricorda poi la famosa frase pronunciata da Bush padre, “lo stile di vita degli americani non è una cosa negoziabile” e indignato afferma: <<Purtroppo sarà proprio così perché a difenderlo saranno le armi>>. Ma non è una faccenda che riguarda solo Bush, tiene a sottolineare, perché Clinton aveva già chiesto ed ottenuto dal Congresso sessanta miliardi di dollari da investire in armamenti atomici. La nuova politica statunitense, infatti, contempla la possibilità di utilizzare l’arma definitiva ovunque gli interessi vitali economici americani vengano minacciati.
Non più un’atomica utilizzata per bilanciare il terrore Russia-America, <<per il quale anche i vescovi americani si erano alla fine espressi favorevolmente>>, ma un’atomica che serve unicamente a mantenere alto lo stile di vita di pochi rispetto a molti. <<Oggi si è dimostrato con chiarezza incredibile che le armi sono il cuore di questo impero del denaro - denuncia il padre - e che l’America rilancia la propria economia utilizzando l’industria bellica>>.
<<Ma è arrivato il momento di decidere da che parte stiamo. L’unica maniera per tentare di arrivare alla fede è sbarazzarsi di un dio, quello dell’Impero, quello del denaro, che benedice un sistema che fa vittime a non finire>>. <<Lo “status confessionis”, oggi – continua -, non lo dici più recitando il credo ma sottolineando da che parte stai>>. E la situazione è proprio al limite, continua il padre, se si considera che persino il presidente uscente del Fondo Monetario Internazionale, in un recente discorso ai membri del Fmi, a Manila, avrebbe dichiarato che <<ormai la torta economica non può più aumentare. Dobbiamo incominciare a dividercela un po’ più equamente>>.
E non risparmia l’Italia, Alex Zanotelli, ricordando un’intervista rilasciata, a Korogocho, ad un giornale africano. <<Mi sono vergognato del governo italiano>>, dice, <<mi vergogno di un Parlamento che ha avuto il coraggio di dichiarare guerra all’Afghanistan, al paese più povero di questo mondo. Ma che cosa vogliamo polverizzare? La polvere dell’Afghanistan?>>.
Passa poi ad elencare i numeri della povertà nella sola Nairobi: il 60% degli abitanti (oltre due milioni di persone) costretti a vivere da baraccati su terre che appartengono al governo e che, quindi, può <<cacciarli quando vuole. Non solo. L’80% di quel 60 paga l’affitto e non ha neanche la baracca>>.  <<I comboniani, inoltre, chiedono alla società civile italiana di far sentire il proprio peso politico sulla comunità europea, a Strasburgo, Bruxelles, dove vengono prese decisioni economiche fondamentali soprattutto per il sud del mondo, per l’Africa in particolare>>.
Una pace che è nelle nostre mani, quindi, e non solo a livello utopico, ma che sembra sempre più lontanta di fronte a proposte come quella del ministro Martino sulla liberalizzazione del porto d’armi. <<Le armi sono una cosa seria – fa notare il sacerdote – sono il cuore dell’industria e, come è accaduto negli Stati Uniti, hanno il potere di mettere in pericolo la democrazia. Non dobbiamo permettere che ciò avvenga in Italia, non dobbiamo permettere la militarizzazione della società in conformità al modello americano>>. Dichiara poi di sentirsi in pericolo. <<Lo siamo tutti – dice – i poveri come i ricchi. Siamo in un’unica grande caserma e non ci resta che disertare. Dobbiamo uscire fuori lentamente per costruire un mondo diverso da quello che abbiamo tra le mani>>. <<Se non coniughiamo la nostra fede con un serio impegno politico per cambiare questo sistema che non fa altro che creare morti allora ci stiamo prendendo in giro>>.
Si interroga poi sul significato del Giubileo, istituito agli albori di Israele per correggere iniquità gravi nell’ordine socio-economico e superare la tendenza verso l’accumulazione di ricchezza e potere per pochi e marginalizzazione della povertà per molti. <<Provate a pensare che tre famiglie americane, tra cui quella di Bill Gates, hanno l’equivalente del prodotto nazionale lordo di 48 stati africani che rappresentano 600 milioni di persone>>. E ancora: <<Sono state queste le motivazioni che hanno portato anche noi a promuovere il Giubileo e noi, come comboniani, ci impegneremo a resistere all’Impero del mercato e del denaro, consumando lo stretto necessario nel mangiare, nel vestire, nel viaggiare ecc>>.
Alla fine, però, una lancia a favore Dell’Italia la spezza.
E lo fa citando <<l’esistenza in questo stato di belle figure che ci danno speranza>>. Il riferimento è a Francesco Saverio Borrelli e ad Antonino Caponnetto del quale legge una lettera e cita un aneddoto.
<<L’ultima volta che l’ho salutato – racconta – mi ha stretto la mano dicendomi: <Padre Alex cosa vuoi io non riesco più a pregare tanto, o non so pregare>. E allora io gli ho risposto: <Guarda che la preghiera più bella, la vera liturgia tu l’hai già fatta quando  hai accettato di mettere la tua vita a disposizione del pool dei magistrati antimafia. La liturgia, la preghiera più bella è quando metti la tua vita a disposizione degi altri, della comunità>.>>



 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

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    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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