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Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Target atomico
La guerra dell'impero
I padroni del mondo
La preghiera piu' bella
Globalizzazione della poverta'
Sos Pianeta Terra
Un clan alle corde
Il terrorismo Psicologico nel suicidio Usa
L'improponibile semplificazione della storia
Percorsi di lettura

IL TERRORISMO PSICOLOGICO NEL SUICIDIO USA
di Carmelo R.Viola

 
Il lupo si sta suicidando e magari non se ne rende conto. Si, perché il lupo in questione - molto simile a quello della famosa favola - oltre ad essere cattivo e prepotente, è anche molto stupido. Il potere - USA - ché di questo parliamo e non del popolo statunitense - da comprendere ed amare come tutta l'umanità - è da oltre mezzo secolo che bombarda il mondo ed ora si sorprende di qualche raro effetto boomerang.
E non è tutto: di questo ha bisogno come pretesto per continuare a bombardare il mondo e, nello stesso tempo, lo teme perché non può fargli piacere essere, a sua volta, vittima delle sue vittime. Ne ha così tanto bisogno che le attuali notizie circa sempre più probabili attentati terroristici in terra americana possono essere il frutto anche di invenzioni. Del resto, non è un mistero che gli USA dispongono di vere e proprie fabbriche della menzogna e del falso storico sulla cui base hanno condotto, per fare un esempio, l'aggressione "liberatrice" alla Serbia e al Kosovo. Una menzogna di più o una di meno non cambia molto nella carta d'identità di una potenza che sistematicamente mente e aggredisce, aggredisce e mente, quasi che fosse un mestiere, anzi una missione.
Che la risposta terroristica delle vittime fosse inevitabile non è una novità.
C'era da aspettarselo da sempre e non perché le vittime degli USA prediligano il terrore ma perché non dispongono di mezzi adeguati di "riscontro". Sono spesse volte molto inferiori quanto a capacità di autodifesa se non addirittura quasi disarmati come i palestinesi. L'aspettativa (del ritorno terroristico)   è cresciuta via via nel tempo simultaneamente alle bravate dei guerrieri del Pentagono (che pare siano ben pagati).Il lupo, stupido quanto cattivo e prepotente, ha continuato imperterrito a bombardare il mondo e nel 1991, con l'Iraq, ha addirittura superato sé stesso. E proprio in quell'occasione ho scritto (e non sarò stato l'unico) che,  a seguito delle efferatezze yankee, ci sarebbe stata una crescente ritorsione nel tempo in termini di terrorismo anti-USA. "Profezia" facilissima che da qualche anno viene vieppiù confermata.
Sta di fatto che il potere USA, un po' per il bisogno di alimentare l'alibi dell'aggressione "imperialista", un po' perché ha effettivamente paura (ed è comprensibile), è arrivato ad ammannire al proprio popolo un vero e proprio "terrorismo psicologico". "State attenti,concittadini,< pare che dica > che il nemico non è soltanto alle porte <come si diceva una volta >, si muove accanto a noi, magari a contatto di gomito. E' pericoloso perché è mimetizzato e può esplodere da un momento all'altro". Certo, dire che le vittime colpiranno nella veste di terroristi, è tuttavia un'affermazione generica perché alla certezza del fatto non corrisponde pari certezza in ordine al tempo. "Potrà colpire <aggiunge il potere-USA> oggi, domani ma magari fra un anno o chissà quando... " Il che potrebbe significare in teoria, anche mai. L'importante, aggiungiamo noi, è sapere che colpirà perché questo è indispensabile e sufficiente perché gli USA continuino a colpire il mondo per dominarlo... Forse ci vorrà ancora tanto tempo perché costoro comprendano di avere fatto male i conti. Infatti, le prime vittime dell'offensiva pan-imperialistica (camuffata dietro grottesco-ipocriti interventi umanitari) sono proprio gli americani, i semplici qualsiasi innocenti americani, costretti sempre più a muoversi, o a sentire di muoversi, su un campo minato, alla stregua degli israeliani, vittime questi di un potere politico Usa-omologo, che su un campo davvero minato ci si muovono di già.
Gli USA sono gli - o tra gli- inventori del terrorismo bellico contemporaneamente ai compari inglesi e ai nazisti (per non parlare del secolare genocidio dei pellerossa). Durante la Seconda Guerra Mondiale massacrarono letteralmente le città italiane con bombardamenti a tappeto provocando centinaia di migliaia di vittime innocenti. A Tripoli, dove sono arrivato nel '41, per due anni consecutivi ho passato buona parte di quasi tutte le notti nei rifugi antiaerei per sfuggire alle bombe degli "Alleati" che cadevano anche davanti casa mia, un quartiere civile come tutti gli altri soggetti allo stesso rischio. Credevo fosse questa la guerra, invece era solo "terrorismo" per fiaccare l'animo della gente e di quelli che la guerra la facevano davvero. Gli USA conclusero la guerra con la più grande prodezza terroristica di tutti i tempi: con la "combustione atomica" della gente di due città nipponiche aperte, Hiroshima e Nagasaki, guadagnandosi sul campo il glorioso infamante titolo di "Barbari di Nagasaki". Qualcosa come l'incendio di centinaia di migliaia di villaggi di povera gente. Da allora è tutta un'ininterrotta aggressione al mondo con il pretesto di contrapporre la democrazia al comunismo o alla minaccia di questo e non solo nell'America Latina, dove mettono in piedi o abbattono Stati come birilli organizzando poteri parafascisti e scuole e imprese terroristiche secondo un preciso piano di colonizzazione di fatto ma sempre in nome della democrazia!. Complice il Vaticano, riescono a far crollare l’URSS ma, invece di sciogliere la NATO, fondata a suo tempo per osteggiare l’Unione Sovietica, che vi contrapporrà il Patto di Varsavia, la rafforzano non riuscendo a vivere senza nemici come un predatore senza prede.Ma anche perché non riescono a dormire sonni tranquilli al pensiero degli immensi arsenali nucleari della Russia “liberata”. Dal Vietnam in qua è tutto uno scorrere di aggressioni “terroristiche” più o meno vergognose. Nessuno può dimostrare che il napalm e sostanze chimico-batteriche, anche se destinate solo ai militari, non siano ingredienti terroristici.
Il mondo islamico è succeduto a quello sovietico nel ruolo del polo antagonista, con la differenza che questo gli USA lo temevano davvero e non avrebbero potuto affrontarlo militarmente con la certezza di farcela: bisognava svuotarlo politicamente dal di dentro e ci sono riusciti senza rendersi conto di avere commesso un immenso errore privando il mondo di un’esperienza, quella socialista, indispensabile alla maturazione civile, e di consegnare quegli immensi arsenali nucleari nelle mani di gruppi incapaci di quell’autocontrollo di cui i sovietici avevano dato prova concreta. Al contrario, il mondo islamico “appare” disorganico e facilmente dominabile, e questo è il mastodontico abbaglio con cui gli USA stanno già facendo i conti. E sono ancora agli inizi.
La ricerca dei giacimenti petroliferi e di preziose materie prime (di cui sono certamente ricchi e la Russia e l’universo arabo) non basta spingere il comportamento del grande lupo-predatore yankee: nel fenomeno USA non c’è una semplice questione di “strategia economica” per vivere e meno che mai per sopravvivere, specie dopo la caduta dell’URSS, che ha aperto le porte al darwinismo del mercato neoliberista globale, ma piuttosto una questione di “degenerazione antropologica” (o, se preferiamo, di antropologia psichiatrica) il cui soggetto dominante è una specie ibrida che sta tra il regno animale e un’umanità incompiuta ovvero un individuo definibile “animale ragionevole a crescente potenziale tecnologico-aggressivo” il quale tende a predare-conquistare-dominare per il solo piacere di farlo: perché è ancora un animale che dell’uomo propriamente detto ha le sembianze e lo strumentario con vaghi accenni di etica.
Dopo l’11 settembre  2001, gli USA, veterani di terrorismo, dichiarano formalmente guerra “in nome dell’antiterrorismo” al mondo ovvero a quegli Stati che non si schierano con loro e che chiamano “Stati-canaglia” (alias non ”Usa compatibili”) . In atto - faccio solo una citazione esemplare – 4500 bambini irakeni continuano a morire ogni mese a causa anche degli effetti ( infanticidi ) dell’embargo medico-alimentare, che è un’evidente sanzione terroristica, che proprio in questi giorni è stata riconfermata nei riguardi di Cuba.
Ora proclamano l’allarme anti-terrore, quanto veritiero e montato poco importa, che getta in uno stato di angoscia “terroristica” milioni di innocenti non solo americani. L’effetto devastante di un attentatore-suicida (figura insistentemente richiamata) è una micro-riproduzione di quello di bombardamenti aerei di obiettivi civili (come quelli recentemente compiuti, o ancora in atto, nell’Afghanistan) con la differenza che nel secondo caso gli esecutori del crimine (magari mercenari) hanno molte probabilità di rientrare sani e salvi, mentre nel primo, l’esecutore unico e volontario ha la certezza di morire. Certo – e questo non può non preoccupare i lupi cattivi e stupidi di una realtà che non è favola – quando le imbottiture esplosive conteranno ordigni nucleari e radioattivi (ed avverrà anche questo), il mondo USA od Usa-compatibile (con l’Europa in testa) crollerà ad ampi settori. Saranno i sintomi avanzati del suicidio del lupo o meglio della catastrofe di una civiltà vittima della paranoia delirante del dominio planetario degli esemplari, politicamente non biologicamente più forti, di una “giungla antropomorfa”. La caratteristica clinica è quella di non avere un “soggetto unico” (tipo Hitler) ma un comportamento collettivo, legittimato da un gioco elettorale – spacciato per democrazia – all’interno del quale dei soggetti folli si avvicendano, si scagionano e si giustificano con una drammatica seriosità che farebbe solo ridere a crepapelle se non compromettesse il diritto di vivere dei nostri figli.
Perché non domandarci perché mai tanti – troppi – ce l’ hanno con gli USA (gli antesignani del mondo libero!) e solo con questi? Noi rispondiamo: perché gli USA, ubriachi dell’idea di essere i più forti non hanno ancora accettato di essere inquilini di un comune Pianeta alla pari con tutti gli altri. Lo faranno?

 Carmelo R. Viola
 Centro Studi Biologia Sociale di Acireale



 
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
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