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Antimafia Duemila

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Nov 21st
Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 24 Luglio-Agosto 2002
Target atomico
La guerra dell'impero
I padroni del mondo
La preghiera piu' bella
Globalizzazione della poverta'
Sos Pianeta Terra
Un clan alle corde
Il terrorismo Psicologico nel suicidio Usa
L'improponibile semplificazione della storia
Percorsi di lettura


Percorsi di lettura

INNO ALLA VITA
Il grido dei poveri contro il vitello d’oro
Alex Zanotelli

Alex fa parte della schiera di missionari e missionarie ai quali sta a cuore la sorte dei poveri e che hanno la vocazione di portare loro buone notizie.
Alex è uno che i sentimenti, le esperienze, le convinzioni che lo muovono, non se li tiene dentro. Li grida, anche.
Dalle periferie di melma e di cartone, appellandosi a statistiche e ricerche ma soprattutto alla sua fede, si rivolge a gruppi, associazioni, famiglie, giovani e adulti per invitarli a nuovi stili di vita.
Il Regno di Dio è l’ultima strada percorribile per evitare di correre verso la catastrofe, per trasformare la convivenza umana in un Inno alla vita.
Editrice missionaria Italia
Euro 5,16



LA MORTE PROMESSA
Armi droga e fame nel terzo mondo Padre Alessandro Zanotelli
A cura di Antonio del Giudice

E’ LA MIA FEDE.
Vi ripeto che quello che faccio e dico non è in conseguenza del mio credo politico.
No! E’ la mia fede in Cristo che mi obbliga a comportarmi così.
E’ la mia lettura del Vangelo di Gesù Cristo che mi porta ad interessarmi e a preoccuparmi dei trasferimenti forzati dei neri, perché questa politica è diabolica e tratta i figli di Dio, per i quali suo Figlio è morto in croce, come numeri…
Un Dio che non si cura delle sofferenze del povero, dell’oppresso, dello sfruttato, delle vittime dell’ingiustizia, è un Dio che io non adorerò mai…(Desmond  Tutu)
Editrice Publiprint
Euro 0,01

DA MOSCA
Alle origini di un colpo
di stato annunciato
Con un saggio di Gavrjl Popov
Giulietto Chiesa

Chi leggerà con attenzione questo libro troverà tutti gli antefatti, le promesse, le spiegazioni che permettevano di prevedere i recenti drammatici avvenimenti dell’ottobre di sangue a Mosca.
Editori Laterza
Euro 10,33



AFGHANISTAN anno zero
Giulietto Chiesa -Vauro
Afghanistan. C’è un aggettivo che, da ormai più di dieci anni, accompagna inesorabilmente il nome di questo Paese. L’aggettivo è: dimenticato.
L’Afghanistan dimenticato. Un non luogo.
Tre paia di occhi diversi, tre linguaggi diversi per raccontare, per incrinare anche di poco l’amnesia colpevole del mondo. Perché quel non  luogo e quel non tempo sono colmi di vite, umiliate, negate, mutilate. In questo libro abbiamo provato a raccogliere segni, parole e immagini. E forse, lo spero, anche il non detto, quello che non si può scrivere, disegnare o fotografare, quello che ho visto a Kabul negli occhi di Giulietto Chiesa che non riuscivano a contenere l’immagine del corpo di un bambino straziato da una mina.
4 settembre 2001, Vauro.
Guerini e Associati
Euro 13,46




A TESTA IN GIU’
La scuola del mondo alla rovescia
EDUARDO GALEANO

Nei paesi più poveri della Terra i bambini, per imparare a vivere, devono frequentare la <<scuola del mondo alla rovescia>>, dove apprendono che la povertà è il giusto castigo per l’inefficienza; che la disuguaglianza è una legge naturale che ha come corollari il razzismo e il maschilismo; che la realtà è quella che si vede in televisione; che il crimine è nero o giallo o di altri colori, ma mai - o quasi - bianco, e così via. Il piano di studi prevede corsi obbligatori di impotenza, amnesia e rassegnazione, grazie ai quali gli oppressi del pianeta imparano a subire la realtà invece di cambiarla, a dimenticare il passato per permettere ai dittatori di ogni tempo di restare impuniti, ad accettare passivamente il futuro, perché tentare di immaginarselo è un vizio che viene regolarmente punito… Galeano completa, in questo volume, la storia raccontata in Le vene aperte dell’America Latina con una rappresentazione provocatoria e paradossale del capitalismo e delle sue basi etiche, economiche e sociali. Raccogliendo e rielaborando una ricchissima messe di dati e informazioni sulla situazione del Terzo Mondo, di fonti inedite, di casi tratti dalla cronaca più recente, l’autore va oltre il libro di denuncia: con una prosa corrosiva e raffinata in cui il sarcasmo cela l’indignazione, costruisce un attacco decisivo al neoliberismo, <<l’espressione più efficiente del crimine organizzato>>, mettendone a nudo le contraddizioni, i costi umani, gli effetti disastrosi per l’economia mondiale e il futuro della Terra. E ammonisce i potenti: attenti, nei cunicoli e nei sottoscala di quelle stesse <<scuole>>, allievi clandestini si impegnano nella rifondazione della democrazia e nel recupero della tolleranza, della solidarietà e della comunione con la natura. Sottovalutare questi piccoli combattenti sarebbe un errore perché, come dice un adagio sudamericano, <<ognuno è così piccolo come la paura che prova e così grande come il nemico che si sceglie>>.
Sperling & Kupfer Editori
Euro 13,43





IL FUOCO DEL 2000
L’energia nucleare del Terzo Millennio
G.Charpak R.L.Garwin

Un libro di grande attualità su uno degli argomenti più inquietanti, e meno risolti, della nostra era: il nucleare. Scritto da un premio Nobel per la fisica e da uno scienziato esperto di armamenti, si rivolge a un pubblico che sia il più vasto possibile: da chi non sa nulla di fisica (ma segue il dibattito politico) a chi sa tutto di atomi (ma non capisce i politici). Che il nucleare sia un argomento sempre scottante lo dimostrano i recenti avvenimenti in India e Pakistan o gli esperimenti francesi nell’isola di Mururoa di qualche anno fa. Ma oltre che del nucleare militare, gli autori si occupano del nucleare civile, analizzandone problemi e paure, gli stessi che hanno portato a congelare questo tipo di fonte energetica in Italia. Il nucleare non si può disinventare, così come non si può disinventare il fuoco, benefico o nefasto che sia. Non resta che guardarlo da vicino, superando facili slogan e ataviche paure. Con l’aiuto di schemi, metafore e vignette, gli autori ci portano per mano a indagare cosa si nasconde negli atomi, nelle centrali nucleari, nelle testate atomiche. Georges Charpak è noto per la forza morale che l’ha portato a partecipare adolescente alla Resistenza, l’ha aiutato a uscire vivo da un campo di concentramento tedesco e poi a diventare l’inventore di strumenti usati in tutto il mondo sia in fisica sia in biologia. Alleatosi in questo saggio con l’americano Richard L. Garwin, massimo esperto mondiale di armi nucleari, propone delle soluzioni per eliminare le decine di migliaia di bombe che, anche se non usate contro un nemico, minacciano la sopravvivenza del pianeta.
Secondo Charpak occorre, quanto prima, sottrarre il nucleare ai militari, riciclarlo nella produzione di energia elettrica e lanciare un programma di ricerca mondiale per lo smaltimento delle scorie. Allo stesso tempo, tuttavia, egli ritiene del tutto ingiustificata la paura delle radiazioni suscitata dalle centrali nucleari per uso civile, e dimostra come l’energia nucleare inquini meno di quella proveniente da combustibili quali carbone o il petrolio, che contribuiscono fortemente al riscaldamento del pianeta.
Il risultato è un testo di facile lettura, dove la tecnologia viene spiegata da un <<vero ingenuo>>, quale Charpak sostiene di essere stato prima di scrivere questo libro. Il lettore si indigna insieme a lui quando scopre il delirio di onnipotenza degli Stati maggiori americani o la mostruosa indifferenza delle autorità sovietiche rispetto alla sicurezza della popolazione attorno a Chernobyl. Quella di Charpak, dunque, è una salutare impertinenza che, affrontando di petto le questioni più spinose, non risparmia i governanti e i militari, ma nemmeno i tecnocrati e gli ambientalisti.
Baldini & Castoldi
Euro 17,56

RUSSIA ADDIO
Come si colonizza un impero
Giulietto Chiesa

La prima edizione di questo libro, apparsa in italiano nel 1997 e tradotta in numerose lingue, suscitò al suo apparire aspre polemiche, sia in Italia che, soprattutto, in Russia, dove ha superato le ottantamila copie vendute. Gli ultimi scandali russi non hanno fatto che confermare la sua desolata analisi del regime di Boris Eltsin e dell’operato dei suoi sostenitori occidentali. Questa edizione – rivista, arricchita di una nuova introduzione e di un ampio capitolo sui recenti scandali che hanno coinvolto la leadership russa e il Fondo monetario internazionale – ripropone all’attenzione del lettore italiano il libro forse più lucido e amaro che sia stato scritto sulla Russia post-comunista. E’ la storia di una catastrofe nella quale si sommano ingenuità, illusioni, viltà e crimini: quelli dei radical-democratici russi che hanno creduto nell’impero del bene, quelli dei liberisti occidentali che hanno preteso di fare della Russia un laboratorio per i loro esperimenti, quelli dei mezzi d’informazione occidentali che hanno chiuso gli occhi di fronte alle evidenze più palesi, quelli di una sinistra che, temendo di essere accusata di nostalgie comuniste, è arrivata ad applaudire il bonapartismo populista di Eltsin.
Editori Riuniti
Euro 11,36 



 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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