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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002
Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002
Con la scusa della liberta'
Giulietto Chiesa <>
I legami tra narcotrafficanti e politica
Mina':<>
Patch Adams un sorriso contro l'ingiustizia
Percorsi di lettura
Per ricordarci sempre che la guerra è questo
 
Patch Adams un sorriso contro l’ingiustizia
Parla il medico reso celebre
dall’omonimo film interpretato da Robin Williams


di Leri Testasecca

Orecchino d’osso, lunghi capelli per metà tinti di uno sgargiante blu elettrico e ampi pantaloni a palloncino sono la sua carta d’identità. E’ un medico, si fa chiamare clown, ma per chi lo conosce il dottor “Patch” Adams non è altro che un rivoluzionario. O meglio: un rivoluzionario del sociale, un professionista che crede nella medicina “come si praticava un tempo”, un uomo capace di curare con la “tecnica dell’amore”.
La sua storia comincia nel 1971, anno in cui, in collaborazione con altri tre medici e una ventina di volontari, apre nel West Virginia una piccola clinica con la quale offre assistenza sanitaria gratuita curando con metodi classici, agopuntura e omeopatia. Ma, soprattutto, con quella che lui stesso definisce “terapia del sorriso”. <<Non è altro che la ricerca di un contatto umano con il paziente – spiega in occasione dell’incontro organizzato lo scorso 15 marzo dagli assessorati alla Cultura e al Turismo di Tolentino in collaborazione con il Museo della Caricatura – a dispetto di quella serie di regole che non permettono ad un medico di intrattenere rapporti di amicizia con i malati, di toccarli, di abbracciarli, di divertirli>>. <<Lo humor è l’antidoto per tutti i mali – continua – credo che il divertimento sia importante quanto l’amore>>. E lo dimostra, Patch, di fronte a una platea di bambini, giovani e meno giovani che nella sala dell’Auditorium San Giacomo di Tolentino (MC) ridono alle sue battute e si commuovono per un video girato in un orfanotrofio di El Salvador. Bambini senza infanzia, violentati, abbandonati che, seppure inizialmente diffidenti, si abbandonano poi tra le braccia dei medici-clown. E’ la testimonianza, sicuramente la meno cruda, di uno dei tanti viaggi che negli ultimi anni vede impegnato Patch e i suoi ormai numerosi collaboratori. La piccola clinica, oggi, è diventata l’istituto “Gesundheit”, una casa ospedale che ha offerto gratuitamente le cure a più di 15.000 persone, e Patch è diventato un giramondo. <<Viaggio 300 giorni all’anno>>, racconta <<sono appena tornato dall’Afghanistan e le mie mete abituali sono tutte quelle zone colpite dalla guerra>>. Parla di Kossovo, Romania, Belgrado, Bosnia, Africa, Cuba e solo chi è seduto nelle prime file riesce a vedere le lacrime che gli rigano il volto mentre racconta del padre, scomparso nel corso di <<uno dei tanti conflitti che da sempre caratterizzano l’umanità>>. E di quella sua depressione che lo aveva portato <<in una clinica per malattie mentali. Con l’autoironia riuscii a salvarmi e da allora promisi a me stesso che non avrei mai più provato quel senso di vuoto e che avrei aiutato gli altri a scoprire in sé quella stessa forza>>. Nasce da qui la vocazione per la medicina e la determinazione con la quale Patch supera anche i più grandi ostacoli, l’assassinio del suo migliore amico da parte di uno dei pazienti della clinica è solo uno dei tanti esempi che potremmo citare.
<<Un medico deve girare il mondo inseguendo l’amore – si rivolge alla platea che, interessata, pone numerose domande – più della metà degli americani l’amore non sa nemmeno cosa sia>>. Un esempio? <<Basta guardare come si comportano le multinazionali. Vivono alle nostre spalle pensando unicamente al proprio profitto, creano situazioni di depressione per incoraggiare gli acquisti, spingono i governi ad entrare in guerra>>. <<Dietro al conflitto dell’Afghanistan – spiega ai nostri microfoni – ci sono le multinazionali del petrolio e dell’energia, ci sono gli interessi del presidente Bush e degli uomini della sua amministrazione>>. Attacca ancora il primo cittadino degli States. <<E’ un idiota – urla – sa cosa penso di lui?>>, e con fare forse poco ortodosso ma sicuramente eloquente si volta e sputa per terra. Poi aggiunge: <<E’ il più bel complimento che potrei fargli!>>. Gli chiediamo cosa pensa delle nuove leggi antiterrorismo, in particolare della recente Patriot Act di Ashcroft (vedi ANTIMAFIA Duemila n. 20 marzo 2002). <<Sono leggi che, con la scusa della lotta al terrorismo, limitano la libertà personale e conferiscono un potere incondizionato al governo statunitense. La quasi totalità della popolazione americana non ne sa assolutamente nulla a causa della politica di disinformazione attuata da anni negli Stati Uniti>>. Il discorso ritorna poi nuovamente in Afghanistan. Come è possibile aiutare quei bambini a superare i terribili traumi vissuti a causa della guerra? <<I bambini, come è logico che sia, sono i primi che vogliono dimenticare gli orrori della violenza – dice –. Ne ho visti tantissimi, appena terminati i bombardamenti, cercare qualcosa che somigliasse ad una palla per poter continuare a giocare, per poter tornare a vivere nella normalità. Restano comunque le vittime più innocenti della barbarie, in primo luogo, del mio governo e poi di tutti gli altri. Il vostro, con il vostro presidente, non è sicuramente da meno>>. Parla ancora del reale significato del sentimento cristiano e condanna l’ipocrisia di quanti si professano credenti ma si comportano da assassini: <<Il vero cristiano è colui che come San Francesco si spoglia di tutto e vive nella povertà>>.
Ed è forse quella la strada che anche Patch ha scelto, la strada che hanno scelto tutti i medici-clown che con lui gestiscono l’istituto Gesundheit o che con lui girano in ogni parte del mondo nel tentativo di alleviare le sofferenze dei più sfortunati, <<delle vittime degli abusi di potere>>.
<<Chiunque mi voglia aiutare – informa – basta solo che mi contatti all’indirizzo 6855 Washington Boulevard, Airlington – Virginia 22213, e che sia disposto a lavorare 20 ore su 24, senza soldi, senza mai un minuto di libertà, circondato dalle più grandi sofferenze. Non è necessario che sia un medico professionista, l’importante è che abbia la volontà di lavorare in queste condizioni, anche in un campo profughi>>.
Prima della conclusione dell’incontro gli organizzatori tengono a sottolineare che il dott. Patch non ha chiesto alcun compenso per la sua partecipazione, ma che il comune di Tolentino ha messo a disposizione del suo ospedale la somma di 5.500 dollari.
Mentre saluta e ringrazia Patch Adams ricorda che <<non è possibile usare la violenza per fermare la violenza>> e che <<è necessario trovare qualcosa di più attraente dei soldi e del potere. Qualcosa come l’amore e il divertimento>>. Infine avverte: <<Non perdete mai di vista la politica e quando andate a votare cercate di scegliere quelle persone che si preoccupano del prossimo>>.




BOX1
L’importanza dello humour


“Anche se lo humour in sé stesso è difficile da valutare, la risposta allo humour – il riso – può essere studiata molto facilmente. La ricerca ha dimostrato che il riso incrementa la secrezione di sostanze chimiche naturali, catecolamine ed endorfine, che fanno sentire vivaci e in forma. Diminuisce invece la secrezione del cortisolo e abbassa il tasso di sedimentazione, il che implica una stimolazione della risposta immunitaria.
L’ossigenazione del sangue incrementa e l’aria residua nei polmoni diminuisce. Le pulsazioni del cuore inizialmente diventano più rapide e la pressione del sangue aumenta, poi le arterie si rilassano, causando la diminuzione delle pulsazioni e della pressione. La temperatura della pelle si alza in conseguenza di una circolazione periferica maggiore. Quindi il riso sembra avere un effetto positivo su molti problemi cardiovascolari e respiratori. Inoltre il riso ha qualità rilassanti sui muscoli. I fisiologi muscolari hanno dimostrato che ansia e rilassamento muscolare non possono coesistere e che la risposta del rilassamento, dopo una risata di cuore, può durare anche 45 minuti.
Fisiologicamente lo humour costituisce il fondamento di una buona salute mentale. Certamente la mancanza di un buon senso dell’umorismo indica dei problemi sottostanti, come depressione o alienazione. Lo humour è un eccellente antidoto allo stress e un efficace lubrificante sociale. Poiché le relazioni umane amorevoli sono così salutari per la mente, vale davvero la pena sviluppare un lato umoristico.
Ho raggiunto la conclusione che l’umorismo sia vitale per sanare i problemi dei singoli, delle comunità e delle società. Sono stato un clown di strada per trent’anni e ho tentato di rendere la mia stessa vita buffa, non nel senso in cui si usa oggi questa parola, ma nel suo senso originario. ‘Buffo’ originariamente significava (in molte lingue diverse) buono, felice, benedetto, fortunato, gentile e portatore di gioia. Nessun altro attributo è stato più importante. Indossare un naso di gomma ovunque io vada ha cambiato la mia vita. Monotonia e noia si sono dissolte. L’umorismo ha reso la mia vita gioiosa e divertente e può fare lo stesso anche per voi”.
Patch Adams



 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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