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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002
Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 21 Aprile 2002
Con la scusa della liberta'
Giulietto Chiesa <>
I legami tra narcotrafficanti e politica
Mina':<>
Patch Adams un sorriso contro l'ingiustizia
Percorsi di lettura
Per ricordarci sempre che la guerra è questo


Giulietto Chiesa «Il terrorismo favorisce la destra»

Nelle parole del giornalista il precario equilibrio di diritti democratici e libertà civili
a cura di Monica Centofante

Dottor Chiesa, l’assassinio di Biagi è stato commesso pochi giorni prima della manifestazione della Cgil, fatto che in molti hanno interpretato come una strategia che potesse in qualche modo nuocere ai movimenti dei lavoratori. Lei cosa ne pensa?
Ritengo che, a prescindere da chi l’abbia pensato, questo delitto si pone contro il movimento dei lavoratori, contro il sindacato, contro la Cgil, contro i moderati, ecc. Chiunque lo abbia escogitato lo ha pianificato e progettato in funzione politica e su questo non mi pare che ci siano dubbi. Non c’è nessuna casualità in questo tipo di vicende. Resta naturalmente da chiedersi chi l’abbia ideato, ma questo chi non sarà facile scoprirlo. Per ora posso soltanto dire che trovo del tutto scandaloso che il Governo, che dovrebbe portare unità nel Paese, poiché lo rappresenta e quindi è tenuto a questa responsabilità e decenza, ha invece operato una grandissima divisione, spandendo accuse in tutte le direzioni dell’opposizione. Siamo di fronte ad un esecutivo che provoca lo scontro sociale.
È quanto meno curioso che questo delitto sia capitato proprio in un periodo in cui tante sono le manifestazioni di popolo, vedi per esempio il Palavobis o i vari girotondi in tutta Italia. Sembra strano che il Governo continui a parlare di terrorismo, di attacco alla democrazia anche se, di fatto, tali manifestazioni sono assolutamente pacifiche.
Non c’è il minimo dubbio che in questo momento l’esecutivo sta colpendo direttamente i diritti democratici e le libertà civili, non si può dire diversamente. Abbiamo assistito a dichiarazioni che considero assolutamente irresponsabili e che sono di una gravità inaudita poiché è la prima volta dalla Resistenza, dalla Costituzione, che qualche dirigente politico di Governo si permette di dire che le manifestazioni democratiche di piazza sono una violazione della democrazia, della Costituzione. Non è mai accaduto e questo dovrebbe darci un’idea della gravità della situazione nella quale ci troviamo.
Possiamo parlare, nel caso del delitto, di strumentalizzazione delle Br? Spesso anche pensatori e scrittori come Chomsky, Blum e Vidal hanno parlato di strumentalizzazioni messe in atto dai governi per ottenere il consenso del popolo verso certe leggi che in precedenza erano rifiutate.
È sempre accaduto così. Sono le trame della strategia della tensione, che sono sempre state usate dalla destra per i suoi scopi. Questo non cambia il quadro della situazione. Come sempre la destra usa il terrorismo come arma contro il movimento democratico. L’insinuare che esiste un rapporto tra terrorismo e movimento democratico è una cosa che la storia ha dimostrato essere senza senso: il terrorismo è sempre stato usato dalla destra contro la sinistra.
Cosa pensa del fatto che nella lettera di rivendicazione delle Br, trasmessa tramite Internet, vi siano anche riferimenti  alle Torri Gemelle, al Pentagono e all’Iraq?
Se lo sapessi lo avrei già detto ma, sfortunatamente, non sappiamo nulla. Si può soltanto dire, come afferma appunto Chomsky, che il terrorismo di Stato è fatto in modo tale che la verità si sa sempre molto tardi, dopo diverse decine di anni. E’ già accaduto in Italia, in molti casi, anzi, in quasi tutti i casi, a cominciare dalle bombe di Piazza Fontana, a Milano, nel 1969. Tale metodologia è poi proseguita per tutto il tempo della strategia dell’eversione che è sempre stata molto ambigua, oscura, misteriosa e che è sicuramente frutto e prodotto, tra le altre cose, di servizi deviati. Essa continua in un percorso sempre uguale, sempre identico. Il terrorismo, da qualunque parte provenga, favorisce la destra.
Parliamo ora della guerra al terrorismo messa in atto dal governo statunitense. Fra i possibili obiettivi degli Stati Uniti ora vengono citate, per la prima volta, anche la Cina e la Russia. Qual è il motivo di questo messaggio trasversale, se così può essere definito, lanciato dagli Stati Uniti?
Più che un messaggio trasversale è un messaggio diretto, della nuova dottrina americana che, tra l’altro, è antecedente all’11 settembre e vede la Cina come un nemico potenziale degli Stati Uniti. Essa rivela una decisione del gruppo dirigente attuale degli Usa per dare una vera e propria confrontazione generale col resto del mondo. La spiegazione a mio avviso è chiara: chi sta sul ponte di comando del pianeta, in questo momento, si rende conto che la globalizzazione, che è stata caratterizzante degli ultimi quindici anni, non è più sostenibile in termini di “sviluppo uguale per tutti” e punta drasticamente ad imporre il modello americano al resto del mondo che, sostanzialmente, vuol dire minacciare il resto del mondo. E siccome la Cina è l’unico paese al mondo che in questo momento può prendere decisioni senza chiedere il permesso agli Stati Uniti, ecco che la Cina diventa evidentemente l’ostacolo principale, e io direi assoluto, a questa strategia. Per cui, bisogna anticiparlo prima che diventi portante.
Perché Putin non ha risposto al messaggio?
La strategia di Putin è quella di incassare in attesa di una rivincita. Sono convinto che veda la gravità della situazione, ma che si renda conto che oggi la Russia non ha mezzi di risposta. E siccome è pragmatico, invece di gridare, si organizza. Con gli Stati Uniti stiamo assistendo alla nascita dell’impero. Si tratta di un cambio epocale rispetto agli ultimi cinquant’anni della storia del mondo dove l’America era dominante, ma non imperiale. Questa è un’altra America che diventa imperiale, che esige soltanto dei vassalli e non dei partner. Ai vassalli si danno ordini, ai nemici si impartiscono minacce.
Il Patriot Act, il pacchetto di leggi antiterroristiche presentato dal ministro della Giustizia Ashcroft rientra in questo concetto?
Naturalmente. Un capitolo del mio ultimo libro l’ho intitolato “L’impero penale”, cioè a dire che le leggi degli Stati Uniti diventano le leggi di tutti.
Per quanto riguarda invece la legge 185, che dà garanzie di trasparenza e di controllo sul commercio delle armi, che bisogno c’era di modificarla adesso?
Il governo italiano si adegua alla norma essendo, in questo momento, un governo vassallo. Il vassallo numero uno è Tony Blair e la Gran Bretagna e in questo momento il vassallo numero due è il governo di Berlusconi, l’Italia quindi si orienta tutto l’armamentario repressivo in funzione dei disegni degli Stati Uniti d’America.
Qual è il ruolo attualmente giocato dall’Arabia Saudita nello scenario mondiale?
I sauditi, per molti anni, hanno svolto il ruolo di manutengolo principale degli interessi americani nella politica petrolifera. Oggi si ha l’impressione che Bush e i suoi vogliano eliminare il regime saudita poiché non è più affidabile, perché non è più capace di fare quello che, per molto tempo, gli Stati Uniti gli hanno chiesto di fare.

Errata Corrige
A causa di un errore tecnico, nel precedente numero della rivista l’intervista al dott. Chiesa è stata pubblicata senza alcun riferimento al suo nome. Ci scusiamo con il dottore e con i lettori riproponendo l’intervista aggiornata con recenti fatti di cronaca.



 
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