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Terzo Millennio N° 19 Febbraio 2002 | Terzo Millennio N° 19 Febbraio 2002 |
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Pagina 8 di 10 Il terrorismo colpisce ancora tutto in poche ore Ritorna ancora una volta, il terrore ad Israele. Dopo i tre attentati a Gerusalemme un Kamikaze fa strage a Haifa. Si chiama Maher Habashi, un Kamikaze di 21 anni sull’autobus 16 della fermata di Halitza. Erano le 12 pomeridiane quando ad Haifa, terza città di Israele a due ore di strada da Gerusalemme, l’idraulico Kamikaze ha azionato la bomba che si portava cucita al petto. Un forte boato, una fiammata, un fumo nero; tutto in pochi secondi. Sedici sono stati i morti che questa tragedia ha rilevato, e una quarantina i feriti. Un’esplosione tale da danneggiare un secondo autobus, facendo pensare, in un primo momento a due attentati in sequenza. Una simile tragedia era successa 12 ore prima a Gerusalemme, quando una tripla esplosione ha ucciso 10 ragazzi, inculcando nei loro teneri cuori una vera rabbia. In realtà i ragazzi di Gerusalemme non sanno cosa dire e pensare. In Israele come in Palestina si cresce in fretta. Quello che tutt’ora vogliono i Kamikaze è l’odio che cresce tra israeliani, arabi e palestinesi. I terroristi palestinesi non cercano la pace come gli ebrei, anzi vogliono distruggere lo Stato ebraico, scegliendo una sola cosa: colpire e uccidere, mentre i meditatori americani lottano sostenendo la missione di fermare la violenza e ricostruire la speranza. L’offensiva di sabato e domenica è stata un’offesa diretta al presidente statunitense Bush e al segretario di Stato Powell. Il presidente George W. Bush ha dato il via libera al premier israeliano Ariel Sharon per una massiccia rappresaglia contro le stragi in Israele. In un incontro durato un’ora il presidente ha detto di rendersi conto che il leader palestinese deve passare dalla parola ai fatti. Bush inoltre dopo aver denunciato gli orrendi assassini, e aver espresso la sua solidarietà per le vittime e per le famiglie; ha annunciato che Arafat e gli altri leader arabi sono chiamati a consegnare i terroristi alla Giustizia. Prima di lasciare New York, il premier israeliano aveva annunciato: <<Tratterò i terroristi allo stesso modo in cui l’America tratta Bin Laden>>. Inoltre aveva paragonato il regime Palestinese a quello dei Talebani. Secondo il portavoce del Governo la causa di tutti gli attentati compiuti in Medio Oriente è di Arafat e in quanto al leader sta a lui agire. Saranno messe fuori legge le organizzazioni che prendono di mira i civili israeliani e sarà impedito ai palestinesi di tenere armi senza licenza. La destra vorrebbe abbattere l’Autorità palestinese poiché molti militari oltre alla sinistra del Governo suggeriscono cautela. Una simile situazione, succede a Nord, vicino a Jalalabad, la città a metà strada tra il confine pakistano e Kabul. Qui ci sono le grotte di Tora Bora, dove da due giorni i commando americani e 60 marine inglesi del Sos stanno cercando di catturare Bin Laden. Resterà comunque il dubbio che Bin Laden si trovi a sud di Kandahar, in un altro complesso di grotte. P. Altabella |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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