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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio N° 18 Dicembre-Gennaio 2001-2002
Terzo Millennio N° 18 Dicembre-Gennaio 2001-2002 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 18 Dicembre-Gennaio 2001-2002
L'altra guerra
L'incubo di Aral
L'altra guerra
Le Torri Gemelle
Non sarà la fine
Lo sceicco saudita e' solo un catalizzatore delle forze islamiche
Ecco gli interessi celati dietro alla guerra dell'Afghanistan
Simboli, una prospetiva a testa in giu'
La guerra batteriologica
La sindrome dei Balcani
Terrorismo internazionale ieri e oggi
La lettera di Nostradamus
Lo sceicco saudita è solo un catalizzatore delle forze islamiche
Percorsi di lettura
 

Percorsi di lettura

G8 GENOVA
Giulietto Chiesa


Il racconto in presa diretta delle giornate del G8 a Genova: non la ricostruzione dei fatti ma ciò che l’autore ha visto con i propri occhi, insieme ai ricordi personali, le riflessioni, l’eco degli incontri lungo le strade della città assediata. Una testimonianza che riproduce fatti e circostanze non ancora raccontati, nonostante le migliaia di ore di immagini televisive, concatenazioni non tentate. Noto per i suoi reportage, dall’Afghanistan alla Cecenia, Giulietto Chiesa è testimone d’eccezione nelle giornate del G8. In un racconto teso e drammatico si registrano le sequenze ravvicinate degli eventi cruciali: gli incontri della vigilia, la colorata manifestazione dei migranti il 19, gli scontri del 20 culminati con la morte di Carlo Giuliani, il massiccio corteo pacifista disperso nell’ultima giornata del 21. Seguono le cadenze di un diario, l’autore ricostruisce con scrupolo e passione il profilo degli schieramenti che si fronteggiano nei quartieri ai margini dell’interdetta <<zona rossa>>: le divise metalliche di poliziotti e carabinieri che si sovrappongono ai volti coperti dei Black Block, le magliette festose delle migliaia di manifestanti pacifici, la <<testuggine>> umana delle <<tute bianche>> alla testa della sfilata. In un susseguirsi di stati d’animo - la festa e la paura, lo sconcerto e il panico -, le giornate di Genova diventano per l’autore occasione per riflettere sui tratti ancora informi e aperti di una inedita società globale, in bilico tra violenza e pacifismo, tra gli schemi tradizionali della politica e le nuove frontiere dell’impegno.
Edizione Einaudi
£ 14.000



AFGHANISTAN ANNO ZERO
Giulietto Chiesa - Vauro
Introduzione di Gino Strada


Afghanistan. C’è un aggettivo che, da ormai più di dieci anni, accompagna inesorabilmente il nome di questo Paese. L’aggettivo è: dimenticato. L’Afghanistan dimenticato. Un non luogo.
Tre paia di occhi diversi, tre linguaggi diversi per raccontare, per incrinare anche di poco l’amnesia colpevole del mondo. Perché quel non luogo e quel non tempo sono colmi di vite, umiliate, negate, mutilate.
In questo libro abbiamo provato a raccogliere segni, parole e immagini. E forse, lo spero, anche il non detto, quello che non si può scrivere, disegnare o fotografare, quello che ho visto a Kabul negli occhi di Giulietto Chiesa che non riuscivano a contenere l’immagine del corpo di un bambino straziato da una mina.
4 settembre 2001
Vauro
9 settembre 2001: Massaud, il Leone del Panshir, è vittima di un attentato; muore 6 giorni dopo.
11 settembre 2001: attacco terroristico alle Torri Gemelle e al Pentagono.
I diritti d’autore di questo libro sono destinati a Emergency
£ 26.000





LA FINE DELLA LIBERTA’
Verso un nuovo totalitarismo?
Gore Vidal


Ne L’età dell’oro (Fazi 2001), ultimo dei sette romanzi in cui ricostruisce criticamente la storia degli Stati Uniti, Vidal afferma che l’attacco “a sorpresa” su Pearl Harbor non era in realtà tale: Roosvelt infatti ne era a conoscenza in anticipo e l’aveva persino provocato. Ne La fine della libertà, una delle sue opere in assoluto più controverse e coraggiose. Vidal si domanda se lo stesso si possa affermare per quanto accaduto l’11 settembre 2001 a New York e a Washington: <<Non è proprio come quella domenica mattina del 7 dicembre 1941?>>. La risposta, dice Vidal, è no. Almeno, aggiunge, <<per quanto ne sappiamo ora>>. Quello che sappiamo ora, prosegue Vidal in un magistrale fuoco di fila di argomentazioni serrate e amaramente ironiche spesso al limite del paradosso e della provocazione, è che la tragedia delle Torri Gemelle ha accelerato drammaticamente un processo già in corso negli Stati Uniti negli ultimi anni: le libertà individuali garantite dalla democrazia americana, il cui fondamento costituzionale risale al “Bill of Rights” del 1791, hanno cominciato ad essere disattese con sempre maggiore frequenza in nome della lotta al terrorismo e alla droga. Uno dei casi più clamorosi si è verificato nel recente passato con l’attacco di Waco contro la setta religiosa dei davidiani, in cui 82 persone, fra cui 30 donne e 25 bambini, furono uccise dalle forze dell’FBI appoggiate dall’esercito. L’episodio di Waco spinse poi Timothy McVeigh a mettere una bomba a Oklahoma City causando la strage in cui morirono 168 persona. Da oggi in poi, per combattere Osama bin laden e il terrorismo arabo, il “Bill of Rights” potrebbe essere definitivamente messo da parte con conseguenze difficilmente immaginabili: <<una volta alienato>>, avverte Vidal, un “diritto inalienabile” può essere perso per sempre, nel qual caso non saremmo più, nemmeno lontanamente, l’ultima e migliore speranza della terra ma solo uno squallido stato imperiale la cui maggiore preoccupazione è tenere a bada i suoi cittadini e il cui stile di morte, e non di vita, viene imitato da tutti>>. La fine della libertà viene pubblicato da Fazi Editore in esclusiva assoluta mondiale.
Fazi Editore
£ 25.000
  



LO SCONTRO DELLE CIVILTA’
E il nuovo ordine mondiale
Il futuro geopolitico del pianeta nell’analisi più discussa di questi anni
Samuel P. Huntington


Da diversi anni, da quando nell’estate del 1993 pubblicò un suo saggio sulla rivista Foreign Affairs, le tesi di Samuel P. Huntington sugli scenari geopolitici mondiali sono al centro del dibattito e influenzano tutte le discussioni di politica internazionale. In questa più ampia e approfondita analisi quelle ipotesi vengono sviluppate affrontando anche i temi della proliferazione degli armamenti (e del nucleare), dello viluppo demografico e dell’emigrazione, della democrazia e dei diritti umani.
Per lo studioso americano la storia non è affatto finita con il crollo del comunismo. Oggi, conclusa la Guerra fredda, gli esseri umani non si definiscono più in base all’ideologia o al sistema economico in cui operano, ma cercano di definire la loro identità in base alla propria lingua e religione, alle proprie tradizioni e costumi. Di conseguenza la politica mondiale si sta riconfigurando secondo schemi culturali. Più precisamente, i <<punti caldi>> dello scacchiere internazionale si trovano tendenzialmente lungo le <<linee di faglia>> tra le diverse civiltà del pianeta. Negli ultimi anni questa tesi è stata tragicamente confermata dai conflitti in Bosnia e in Cecenia, nell’Asia Centrale e nel Kashimir, in Sudan e nello Sri Lanka. In questo scenario multipolare, dove emergono con grande evidenza lo sviluppo demografico dei paesi musulmani e l’ascesa della Cina, come potranno convivere le diverse civiltà? E quale può essere il ruolo della civiltà occidentale e dei suoi valori? Attraverso un lucido e informatissimo panorama delle forze che sospingono la politica mondiale verso il nuovo millenni, Lo scontro delle civiltà offre un formidabile strumento per capire il mondo in cui viviamo.
Garzanti Elefanti
£ 25.000




OPERAZIONE PACE
Jacopo Fo - Laura Malucelli


All’interno un’ampia rassegna stampa con interventi di Dario Fo, Franca Rame, Stefano Benni, Alessandro Baricco, Susan Sontag, Umberto Galimberti, Vittorio Zucconi, Josè Saramago, Eduardo Galeano, Rossana Rossanda, Tiziano Terzani, e di altre persone che hanno a cuore la pace.

Quanti milioni di dollari ha guadagnato Bin Laden scommettendo in borsa sul massacro delle Torri Gemelle?
Quanti milioni di dollari guadagneranno i petrolieri e i fabbricanti di armi se ci sarà la terza guerra mondiale?
Questo libro raccoglie le voci di alcuni tra i più noti e stimati intellettuali del mondo (tra questi 7 premi Nobel). Voci fuori dal coro di persone che, dando ragione al Papa, considerano la pace il più potente strumento contro il terrorismo e l’ingiustizia il più grande alleato della violenza. Dedichiamo questo libro a tutti coloro che credono che i problemi dell’umanità si possano risolvere con la forza della pace.
Edizioni Nuovi Mondi
£ 14.000



TALEBANI
Islam, petrolio e il grande scontro in Asia centrale
Ahmed Rashid


La scalata al potere dei talebani, il loro impatto sull’intera regione dell’Asia centrale, il loro ruolo nelle strategie nelle grandi compagnie petrolifere, il mutamento della politica estera americana. Oltre a definire questi aspetti che sono ormai al centro di un’attenzione planetaria, Ashmaed Rashid disegna con efficacia, e con la scorrevolezza tipica del buon giornalismo di marca anglosassone, l’attuale volto del fondamentalismo islamico, spiegando perché proprio l’Afghanistan sia diventato il punto cardinale del terrorismo mondiale. Dopo aver ripercorso gli avvenimenti storici che hanno portato alla cosiddetta “rivoluzione afgana” del 1973, l’autore analizza il movimento dei talebani sotto diversi piani e aspetti (l’interpretazione del Corano, le politiche  sociali, il coinvolgimento nel commercio dell’oppio, il rapporto con Osama bin laden) per descrivere infine gli scenari più inquietanti del “Grande Gioco” di politica internazionale che ruota intorno alla questione petrolifera.
Feltrinelli
£ 30.000 






UNA GUERRA EMPIA
La CIA e l’estremismo islamico
John K.Cooley


Per opporsi all’invasione sovietica dell’Afganistan, nel 1979, gli Stati Uniti strinsero in funzione anticomunista una sorprendente alleanza con gli estremisti islamici. Cooley racconta i retroscena di questa alleanza e del modo in cui la CIA pianificò la <<guerra santa>> in Afganistan. Racconta anche di come, con l’aiuto dell’Arabia Saudita, dei servizi segreti militari pakistani e persino con il coinvolgimento della Cina, vennero armati, addestrati e finanziati duecentocinquantamila mercenari islamici di ogni parte del mondo. Inoltre, con un’impressionante mole di prove,  Cooley traccia le dirompenti conseguenze di quell’operazione: il trionfo dei talebani, la diffusione mondiale del terrorismo islamico, la destabilizzazione dell’Algeria e della Cecenia, gli attentati al World Trade Center … E in tutto ciò spicca curiosamente il ruolo di Usama bin laden, già <<protetto>> della CIA ed ora <<nemico pubblico numero uno>>.
Elèuthera
£ 35.000




GLI ULTIMI GIORNI DELL’IMPERO AMERICANO
I contraccolpi della politica estera ed economica dell’ultima grande potenza
Chalmers Johnson


La politica estera degli Stati Uniti vive un tragico paradosso. Gli USA sono i <<leader del mondo libero>>, l’unica nazione in grado di intervenire con autorevolezza ed efficacia in tutto il pianeta per prevenire e sedare controversie tra nazioni e per limitare violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Tuttavia le azioni delle forze armate e l’impatto dell’impegno finanziario statunitense nel mondo possono avere conseguenze impreviste, che spesso si ritorcono contro gli americani stessi. La CIA definisce questo fenomeno con un termine preciso: <<blowback>>, ovvero contraccolpo. Un tipico esempio sono le imprese attribuite dai media a <<terroristi>>, <<cartelli della droga>> o <<regimi criminali>>, che spesso rappresentano l’ultima conseguenza di precedenti interventi americani.
Altri episodi hanno causato negli ultimi tempi reazioni d’insofferenza o gravi danni d’immagine: la bambina giapponese stuprata dai marines a Okinawa, i discutibili interventi nelle crisi finanziarie in Estremo Oriente e in America Latina, le vendite indiscriminate di armi, l’aereo che traccia il cavo di una funivia uccidendo ventun persone, la contaminazione del territorio con i proiettili all’uranio impoverito… Secondo Johnson, questi incidenti non rappresentano casi isolati, ma sono la conseguenza inevitabile di una politica eccessivamente ambiziosa. Dopo la fine della guerra fredda gli Stati Uniti hanno allargato troppo la loro sfera d’influenza. Oggi stanno imponendo la globalizzazione secondo le proprie regole, alle proprie condizioni, con le nuove tecnologie, con interventi militari a pioggia, con la forza d’urto del capitale e del cosiddetto libero mercato.
Questo <<imperialismo mascherato>> sta caricandosi di costi sempre più elevati, che rischiano di diventare insostenibili e di segnare davvero. Gli ultimi giorni dell’impero americano. 
Garzanti
£ 47.000






HOLY WAR  INC.
Osama bin laden e la multinazionale del terrore
Peter L. Bergen


11 settembre 2001: il mondo come lo conoscevamo cambia per sempre. A New York le due torri del World Trade Center si schiantano al suolo, a Washington un lato del Pentagono va a fuoco, oltre cinquemila uomini, donne e bambini perdono la vita in seguito al più feroce attacco terroristico mai sferrato sul territorio americano. E’ il più sofisticato e crudele di una serie di attentati ideati dal miliardario di origine saudita Osama bin Laden ed eseguiti dalla sua organizzazione, al-Queda. Una rete di dimensioni mondiali che Peter L. Bergen definisce una vera e propria <<azienda del terrore>>: Holy War, Inc.
Peter L. Berger è uno dei pochissimi giornalisti occidentali che hanno incontrato personalmente l’uomo più ricercato del mondo. Frutto di quattro anni di ricerche, di interviste a decine di persone in possesso di informazioni riservate (parenti e fautori di bin Laden, leader talebani, funzionari della CIA), di viaggi in Afghanistan, Yemen, Egitto, Pakistan, oltre che in Gran Bretagna e negli USA, Holy War, Inc. rivela numerose verità inquietanti:
- come bin laden vive, viaggia e comunica con le sue <<cellule>>
- a quanto ammonta il suo patrimonio personale e perché è quasi impossibile congelarne le risorse
- perché la CIA ha finanziato, con tre miliardi di dollari, i gruppi afgani radicali e antiamericani suoi alleati
- come l’umiliante sconfitta dell’Unione Sovietica in Afghanistan ha fatto di bin Laden un eroe per i musulmani di tutto il mondo, e gli ha fornito i mezzi per affrontare un assedio lungo e sanguinoso
- come sono stati compiuti gli attentati che hanno preceduto la distruzione del World Trade Center, tra cui le bombe contro le ambasciate americane in Africa e la nave da guerra americana Cole nello Yemen
- la sinistra ideologia del braccio destro di bin Laden, l’uomo che più lo ha influenzato: l’egiziano Ayman al-Zawahiri.
Peter Bergen ci mostra l’organizzazione di bin Laden in una luce radicalmente nuova, come una impresa finanziaria, una corporation che mette le tecnologie del ventunesimo secolo al servizio di una interpretazione medievale del Corano e della guerra santa.
Un libro indispensabile per chi vuole capire come si presenterà negli anni a venire la minaccia del terrorismo e come i movimenti estremisti islamici possano condizionare il destino dei governi – e di migliaia di esseri umani – su tutto il pianeta.
Mondadori
£ 33.000





I QUADERNI SPECIALI DI LIMES
Rivista italiana di geopolitica

Le spade dell’Islam

Gruppo editoriale L’Espresso
£ 14.000
MICROMEGA
Almanacco di Filosofia 5/2001

Gruppo editoriale L’Espresso
£ 20.000





ORGOGLI E PREGIUDIZI
Islam e Occidente dopo le Twin Towers
Michele Gambino

Intervista
Massimo Loche – Ali Rashid – Alberto Ventura

Dopo l’attacco dell’11 settembre e l’inizio della guerra al terrorismo, c’è il rischio che il confronto da sempre aperto tra la civiltà occidentale e quella islamica si trasformi in vero e proprio scontro? Il folle appello di Bin Laden al Jihad, la “Guerra Santa” contro l’Occidente, può essere raccolto in quella parte del mondo?
Andando oltre la cronaca di questi giorni, Michele Gambino (vincitore nel 1997 del premio “Ilaria Alpi” per i suoi reportage dall’Afghanistan conquistato dai talebani) tenta di dare una risposta a queste domande insieme a tre esperti: Massimo Loche – vicedirettore di Rai News e a lungo inviato dell’Espresso e della Rai prima in Oriente e poi negli Stati Uniti – analizza le differenze e le somiglianze tra la società americana e quella islamica, e fa il punto sulla capacità di tenuta dell’America rispetto alla nascita delle nuove forme di paura e d’intolleranza. Alberto Ventura – docente di Islamistica all’Istituto Universitario Orientale di Napoli – spiega cosa è il Jihad, parla delle radici del fondamentalismo e della sua forza d’attrazione nelle società islamiche, si sofferma sui pregiudizi culturali e storici che separano le due civiltà. Ali Rashid – Delegato Generale Palestinese in Italia – scandaglia la situazione politica interna ai Paesi Islamici, i pericoli di destabilizzazione dell’area, gli interessi economici e le <<guerre per il petrolio>> che si agitano dietro il paravento del terrorismo islamico.
La conclusione di questa lunga analisi a tre voci è preoccupante: ci sono le condizioni da un lato perché l’Occidente smarrisca la bussola della politica internazionale, e dall’altro perché il folle progetto di Bin Lade, a prescindere dalla sua personale sorte, trovi appoggi in popolazioni e settori politici dell’area islamica cui si rivolge. Gli intervistati, ognuno, dal proprio punto di vista, provano tuttavia a spiegare in che modo il rischio può essere evitato da politiche e comportamenti all’altezza della situazione che il mondo sta vivendo.
Manni
£ 20.000






OSAMA BIL LADEN
Apocalisse sull’Occidente
Massimo Introvigne


Della campagna che Osama bin laden ha scatenato contro l’Occidente spesso ci si limita a considerare gli aspetti politici e militari: Massimo Introvigne s’interessa in questa sede invece alle radici specificamente religiose del suo progetto apocalittico, e spiega come solo comprendendo da dove viene il terrorismo di al-Qa’ida si possa cercare d’immaginare dove va. Lo studio affronta la nozione di fondamentalismo islamico e le sue relazioni con l’Islam in generale, con il millenarismo e con il terrorismo; la biografia di Osama bin laden, il contesto afghano e la storia delle organizzazioni che a lui fanno riferimento; l’ideologia del <<principe del terrore>> quale emerge dai suoi scritti. Un’ampia appendice documentale comprende la traduzione annotata degli scritti principali di bin Laden, comprese le cosiddette <<Epistole Ladenesi>> del 1996, il cuore del suo progetto terroristico, mai tradotte integralmente in italiano; e del rapporto del governo inglese del 4 ottobre 2001, che costituisce un completo atto di accusa nei confronti del terrorista.
Elledici
£ 12.586



 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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