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Terzo Millennio N° 16 Ottobre 2001 | Terzo Millennio N° 16 Ottobre 2001 |
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Pagina 2 di 9 La guerra del petrolio “Il sesto versò la sua coppa nel fiume, il grande Eufrate, e le sue acque si seccarono, perché fosse preparata la via ai re dell’Oriente.” “Poi vidi uscire dalla bocca del dragone, da quelle della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demoni, che fanno prodigi e se ne vanno ai re di tutta la terra, al fine di radunarli per la battaglia del gran giorno di Dio onnipotente. … E li radunarono nel luogo chiamato in ebraico Armaghedon." Questa profezia - che oggi, al di là di qualunque credenza o di qualunque fede, potrebbe verificarsi – è racchiusa nell’Apocalisse, un libro al quale spesso fanno riferimento le religioni, soprattutto quella cristiana, ma il cui contenuto è terrificante e misterioso. Una profezia che potrebbe riferirsi ad una guerra mondiale. Secondo recenti statistiche rese note dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per risolvere il problema della fame nel mondo sarebbe sufficiente detrarre dal bilancio degli Stati Uniti d’America il 50% dei dollari impiegati per le spese militari, o soltanto il 5% del denaro stanziato per lo stesso fine e sempre annualmente, dai 189 paesi della Terra. In 500 miliardi di dollari è calcolato invece il fatturato annuo delle varie organizzazioni criminali, mafiose e terroristiche, dedite al traffico di stupefacenti e operanti su tutto il territorio internazionale. Il 70% dell’eroina mondiale è prodotta dallo stato dell’Afganistan e, quindi, dai talebani ma a superare, in quanto a fatturato, il narcotraffico è sicuramente il commercio lecito e illecito delle armi. Un ruolo decisivo nel mercato internazionale gioca infine il petrolio, per i due terzi concentrato in Arabia Saudita e nel Golfo Persico. Bin Laden, insieme alla sua organizzazione, infatti, punta proprio alla conquista dei paesi islamici della regione del Golfo Persico per poter esercitare il controllo del prezioso oro nero. Gli Stati Uniti e l’Occidente, bombardando l’Afganistan ed eventuali altri paesi della regione mediorientale che appoggiano i terroristi, intendono raggiungere lo stesso risultato: controllare la zona che possiede le riserve petrolifere necessarie a rifornire l’intero pianeta per i prossimi duecento anni. Ci sarebbe quindi il petrolio alla base del conflitto in corso ed è per questo che, per evitare una guerra mondiale, una delle soluzioni potrebbe essere quella di ricorrere all’energia solare, della quale qualcuno parla da anni. Detto questo, e cercando di ragionare sugli scenari apocalittici che si stanno profilando in seguito alla tragedia dell’11 settembre, possiamo affermare con certezza che non è necessario essere profeti per comprendere da che parte si trovi il bene e da che parte il male ma è sufficiente un minimo di buonsenso e il coraggio di vedere le cose per come veramente sono. L’organizzazione estremistica che fa capo a Bin Laden e che ha colpito con attentati terroristici i simboli del potere economico occidentale, ha compiuto un atto assolutamente riprovevole ma, occorre ricordarlo, la responsabilità di tanto odio nei nostri confronti è il frutto di ciò che tutto il mondo occidentale, Stati Uniti in primis, ha seminato nel corso di decenni, forse secoli di storia. Per comprendere la situazione attuale è necessario fare un’autocritica e focalizzare l’attenzione su problemi quali la corruzione, il traffico di droga e il traffico di armi e quindi tentare di risolverli. Innanzitutto con un controllo serrato di tutti i giochi di borsa e con l’eliminazione dei paesi off-shore, quei grandi paradisi fiscali nei quali i nostri finanzieri riciclano denaro lecito e illecito e i terroristi depositano i soldi con i quali sovvenzionano la loro guerra contro gli infedeli. Il sospetto, quindi, emerso anche dalle interviste che abbiamo realizzato a personaggi di diverso credo politico dotati di memoria storica, è che con questa guerra si stia alimentando quel “gioco grande” di cui Giovanni Falcone e altri avevano parlato pagando con la propria vita. L’umanità, oggi, è veramente in pericolo. Un pericolo che non è iniziato l’11 settembre 2001 ma che da anni viene gridato a gran voce da personaggi considerati settari, comunisti, squilibrati, figli dei fiori, guru, politicanti, eversivi, no global e chi ne ha più ne metta. Da decenni viene affermato che il materialismo sfrenato, il mercato ad ogni costo, la concorrenza spietata, l’egoismo, il liberismo sono solamente valori che generano il grande divario tra ricchezza e povertà e che quindi porteranno ad una nuova divisione del mondo. Alla definizione di due differenti blocchi: quello occidentale e quello orientale il quale, a differenza della ex Unione Sovietica, vive dentro casa nostra, nelle nostre metropoli, nelle nostre città. Cosa dovrà quindi accadere? La speranza è che ci sia un’immediata presa di coscienza che risvegli nel cuore dell’uomo quei valori oggi addormentati, forse scomparsi, gli unici che possono aiutarci a vivere in pace, amore e giustizia. Se non ci sarà una ferma e generale opposizione ad ogni forma di guerra sarà inevitabile una distruzione di massa dell’umanità. Giorgio Bongiovanni |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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