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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Terzo Millennio N° 16 Ottobre 2001
Terzo Millennio N° 16 Ottobre 2001 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Terzo Millennio N° 16 Ottobre 2001
La guerra del petrolio
Il bene contro il male
Chi combatte la grande guerra del XXI° secolo
Le ragioni del conflitto
La tana del ragno
Una tragedia annunciata
La strage di New York nel messaggio di Fatima
Nuova luce su Nostradamus dopo l'attentato pirata contro New York

La guerra del XXI secolo 11 settembre - Attacco all'America
Il bene contro il male?
di Giorgio Bongiovanni

In questo tempo di sospetti e panico, vale la pena puntualizzare subito che non vi sono parole a sufficienza per poter alleviare, seppur minimamente, la profonda ferita che si è aperta all’interno di migliaia di famiglie americane. Nessuna ideologia, nessun ideale o presunto tale può giustificare la morte di innocenti. Nessuna.
Tuttavia, per rendere veramente giustizia a queste 7000 vittime della follia, occorre fermarsi a riflettere profondamente sulle ragioni che provocano simili tragedie.
E’ anche un po’ la nostra politica come giornale ANTIMAFIA Duemila  tesa a comprendere perché esistono le organizzazioni criminali, chi le sostiene, chi le garantisce...
Oggi l’impegno è cercare di capire perché il terrorismo internazionale ha sferrato questo attacco senza precedenti al mondo occidentale rappresentato, nella sua potenza economica e militare, dalle Twin Towers e dal Pentagono.
Si parla di una lotta tra bene e male.
Il bene sarebbe rappresentato da noi, dagli americani, dagli europei, dai paesi ricchi e civili e il male dal terrorismo internazionale, cioè dal fondamentalismo islamico e non, incarnato, nel momento in cui scriviamo, dalla figura del miliardario saudita Osama bin Laden.
Siamo sicuri che sia così?
Ripercorriamo la storia che ci ha portato fino a quel maledetto 11 settembre.
A partire dalla seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo fondamentale per l’Europa intrappolata nella barbarie dell’olocausto hitleriano e nei regimi contro i quali la resistenza ha combattuto fino all’estremo. In particolare per il nostro paese l’America ha rappresentato la libertà dal regime totalitario.
Libertà. Termine inflazionato. Cosa significa veramente? Quale libertà? E’ stata ed è autentica o è piuttosto una vantaggiosa transizione?
Se prima la guerra più o meno fredda contro i regimi totalitari comunisti, sebbene ugualmente ingiustificata, palesasse più chiaramente l’idea di libertà, come emancipazione individuale e di pensiero, oggi ci si chiede se il prezzo della «globalizzazione» intesa come «grande famiglia» possa essere il ricatto economico e militare contro chiunque si opponga e in nome del quale l’occidente ha sottomesso, schiavizzato, usato e ucciso. Non possiamo infatti dimenticare le dittature di destra, appoggiate da Stati Uniti e alleati, che hanno provocato migliaia di morti in paesi come il Cile o l’Africa.
Tenendo presente questo quadro storico possiamo cominciare ad individuare l’origine di tanto odio verso l’Occidente e chiederci se siamo noi il vero bene e l’estremismo islamico, quello dei cosiddetti «stati canaglia», il vero male; oppure noi siamo una parte del bene e una parte del male e loro una parte del male e una parte del bene?
Per rispondere a questi quesiti abbiamo raccolto molti pareri di giornalisti in prima linea, di politici, di magistrati, di esperti, di analisti...
Del resto, se si scorrono semplicemente i titoli dei maggiori quotidiani nazionali si legge di guerra, delle strategie, del dispiegamento di forze, di armi nucleari, armi batteriologiche, chimiche, della devastazione e del pericolo incombente. Una propaganda, un martellamento che sa molto di indottrinamento della violenza.
Dopo aver scritto in tanti anni di questi argomenti e dopo essere stato spesso tacciato di catastrofismo, oggi mi sento un moderato.
Un terribile incubo che poco ha a che vedere con l’impellente necessità di debellare il terrorismo e tutto ciò che esso comporta.
Poi siamo costretti ad ammetterlo: ci sono morti di serie A e di serie B.
Abbiamo fatto tutti e giustamente i tre minuti di silenzio in onore delle vittime delle Twin Towers, ma non li facciamo, come dovremmo, per i 30.000 bambini che muoiono di fame ogni giorno o per i 200.000 maya sterminati dalla dittatura guatemalteca sostenuta dagli USA o per le vittime arabe e islamiche della rabbia omicida di Osama bin Laden...
E visto che questo misterioso uomo è l’indiziato principale della strage al World Trade Center ci chiediamo se sia solo o se ci sia qualcuno di molto potente che lo spinge. Di fatto è una creatura dell’America che lo ha finanziato e usato quando le conveniva, così come si è servita dei talebani, di cui oggi tanto abbiamo orrore, per combattere e vincere l’invasione russa in Afganistan. Perché non lo hanno più controllato?
E’ plausibile l’ipotesi che vi sia una cospirazione all’interno del mondo occidentale e degli Stati Uniti che ha agevolato le operazioni di morte del gruppo di bin Laden?
Quindi, chi comanda veramente il mondo? I legittimi capi di governo eletti dal popolo o
le gigantesche lobby multinazionali tanto americane ed europee quanto arabe e sioniste?
Tornando poi a casa nostra, come si sta muovendo l’Italia?
Da una parte il capo del governo Silvio Berlusconi, nel suo fermo intervento, ha dichiarato pieno appoggio strategico e militare alle forze alleate, dall’altra il suo esecutivo si prepara a varare leggi del tutto contraddittorie.
Abolendo il falso in bilancio, favorendo il rientro dei capitali in Italia senza severi controlli e addirittura impedendo di fatto le rogatorie internazionali permette ad un qualsiasi benestante terrorista «in sonno» , con tanto di passaporto italiano, di emettere fatture false e di riciclare così i suoi introiti illeciti, magari frutto di smercio di armi e droga, e magari liberi di muoversi da e verso l’estero, senza che si possano indagare e rintracciare. Un bel regalo anche per i mafiosi!
Dittatura e libertà; totalitarismo e democrazia.
I talebani sono certo dei fanatici assassini che brutalizzano i loro cittadini, soprattutto le donne, siamo tutti d’accordo, ma i governi che tollerano, convivono e, come spesso è accaduto, si servono delle organizzazioni criminali per questioni di puro potere come devono essere visti?
La droga prodotta in Afganistan viene acquistata dalle mafie e smerciata in Occidente, così come è nelle banche occidentali che si lavano i soldi sporchi del sangue di migliaia di giovani morti avvelenati dalla polvere maledetta e dei martiri della giustizia. Non a Kabul. In Occidente.
E’ un intrecciarsi di interessi dei governi «dittatoriali» come il Pakistan con quelli «democratici» arabi o europei come l’Italia, la Francia o gli Stati Uniti.
Qui dobbiamo cercare le ragioni del terrorismo.
Fantapolitica o inquietante verità?
L’America e l’Occidente vivono ricattati dalle grandi multinazionali arabe, cinesi, russe, americane, sioniste, europee. E’ lì che bisogna cercare la verità.
Chi ha aiutato i terroristi se non le banche occidentali compiacenti?
Ricordate i 4,5 miliardi di dollari del FMI (Fondo Monetario Internazionale) destinati alla Russia e che i governanti corrotti e la mafia locale hanno riciclato tramite la Bank of New York?
E non ci si confonda con la facile e banale accusa che con una tale analisi si vuole giustificare il tremendo e gravissimo attacco ai danni della popolazione americana, che dovrebbe in realtà chiedersi come mai il suo presidente George Bush, fino a poco tempo fa, si era rifiutato di firmare il trattato contro i paesi off-shore e oggi tenta di
congelare i conti sospetti negli Stati Uniti.
Non dobbiamo sentirci tutti americani, dobbiamo sentirci tutti terrestri, cittadini della Terra e quindi anche americani, italiani ecc...
Solo una verità non può essere smentita tra tutte queste domande. L’uomo del pianeta Terra non ha ancora capito di essere parte di una grande famiglia che vive in un’unica casa, una cellula viva, che come madre amorevole ha dato e continua a dare incondizionatamente per tutti. L’uomo del pianeta Terra non vuole capire di essere parte di un infinito universo e che se ogni tanto rivolgesse lo sguardo verso l’alto riscoprirebbe la magnificenza della Vita, per chi non è credente, e la meraviglia del Creato per chi crede.
Capiremmo quanto narrano gli astronauti di ritorno dalle missioni spaziali. La Terra è la nostra casa e solo se impareremo a rispettarci l’un l’altro, sebbene con le nostre differenze culturali e religiose, cadranno quei muri di odio e sofferenza che spezzano il cuore e le vite tanto in Occidente quanto in Oriente.




 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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