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La prescrizione salva Dell'Utri e Virga | La prescrizione salva Dell'Utri e Virga |
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di Rino Giacalone - 15 aprile 2009 Reato per il quale i tempi per il giudizio concessi dal codice non sono lunghi e considerato per quello in questione risale agli anni ’90 la giustizia, secondo norma penale, non ha più nulla da giudicare. E così è scattata la prescrizione: il reato – si legge - venne commesso ma siamo fuori tempo massimo per il giudizio di condanna. La storia è quella della sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani. Publitalia la fornì, tra il 1991 ed il 1992, alla società cestistica che era riuscita ad acciuffare un posto nella massima serie di campionato, ma il suo manager, Marcello Dell’Utri, voleva che una parte dei soldi del contratto di sponsorizzazione fosse restituita in nero. In tutto circa 800 milioni di vecchie lire, cosa alla quale Garraffa si oppose e così scattarono, contro di lui, una serie di contromisure. Compresa una visitina del “boss”, che un giorno andò a bussare alla sua porta, a Trapani, per convincerlo a dire di «si» a Dell’Utri che poche settimane prima aveva consigliato al presidente Garraffa di «ripensarci», perché, gli aveva detto," lui aveva gli uomini per convincerlo". Due processi, celebrati a Milano, primo e secondo grado, avevano stabilito la responsabilità di Dell’Utri e Virga, condannati a 2 anni per tentata estorsione. In Cassazione invece il giudizio fu cancellato, fu rimesso alla valutazione di un’altra sezione della Corte di Appello, ma sempre di Milano. I nuovi giudici di Appello a Milano hanno deciso la derubricazione del reato nonostante la Procura generale aveva confermato la richiesta di condanna come nei precedenti giudizi. Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia e oggi senatore del Pdl, si è detto “parzialmente soddisfatto” e per questo l’ha definita una “sentenza pilatesca”. L’altro protagonista di questa vicenda, il conclamato “padrino” di Trapani, il capo mafia Vincenzo Virga, in carcere a Parma, a scontare ergastoli al 41 bis, attraverso il suo legale ha potuto solo far sapere che farà “ricorso per Cassazione”. Che è in fin dei conti anche quello che ha detto che farà il senatore Dell’Utri. “La Corte d’Appello di Milano ha emesso una sentenza pilatesca – ha detto Dell’Utri – ha diminuito tutto dichiarando la prescrizione. Impugnerò perché neppure il reato di minaccia esiste”. Dell’Utri non è contento del provvedimento: “Milano ha fatto un assist per chiudere, spero, e accertare definitivamente la verità di una vicenda che per me è stato un incubo allucinante. Conto molto sul massimo grado di giudizio. Diciamo che oggi c’è stato un passo avanti verso l’accertamento completo della verità che, spero, avvenga in cassazione. All’assoluzione, insomma, ci arriveremo in due tappe”. Inoltre i giudici hanno revocato l’eventuale condanna al risarcimento della parte civile. |
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