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Antimafia Duemila

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May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Anno VII° Numero 4 - 2007 N°55
Anno VII° Numero 4 - 2007 N°55 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni   

 
Massonerie “deviate”, servizi “deviati”, istituzioni “deviate”, multinazionali “deviate”,poteri finanziari “deviati”, politica “deviata”, comitati d’affari “deviati”… Ma chi comanda in Italia?

Tre fatti apparentemente senza alcun collegamento.
Il pm De Magistris indaga su colossali comitati d’affare che vede coinvolte politica, magistratura, massoneria, servizi segreti, mafia e si ritrova solo, attaccato e persino minacciato da un provvedimento di trasferimento per motivi disciplinari. L’oligarchia trasversale del malaffare difende se stessa e come da copione isola per poi eliminare l’elemento eterogeneo che disturba la sua proliferazione infetta.
Dopo 15 anni di indagini finalmente la Commissione parlamentare antimafia ha deciso di aprire un’inchiesta sulla strage di via D’Amelio e sulla presenza inquietante dei servizi segreti “deviati” sul luogo della tragedia e sulle possibili complicità esterne all’organizzazione. Giuffré, il collaboratore di giustizia più vicino a Provenzano, spiega che prima di procedere il vecchio padrino fece fare ai suoi un sondaggio presso gli ambienti a loro attigui per “tastare il polso”, per saggiarne le reazioni. Sentirono quindi politica, massoneria, servizi deviati ecc… e il boss ne fu poi soddisfatto.
L’elemento eterogeneo in questo caso è stato già eliminato e in modo tale che non possa più nuocere.
Matteo Messina Denaro, l’altro capo di Cosa Nostra, vive rintanato nella provincia trapanese e scambia pizzini colti con l’ex sindaco di Castelvetrano, già condannato per traffico di stupefacenti, ora in forza al Sisde per cercare di incastrarlo. E’ deluso il giovane capo sanguinario che partecipò all’organizzazione delle stragi in continente del ’93, stufo di questa classe politica: “uno Stato che tratta con i delatori (i pentiti) non ha dignità e io non tratto con uno Stato così, uno Stato debole”.
In una evidente posizione di debolezza a causa dell’incredibile (considerati i mezzi) azione di repressione delle forze dell’ordine inveisce definendo i maggiori esponenti come dei “Torquemada che hanno compiuto un Golpe-bianco”, perché hanno avuto l’ardire di mettere in discussione patti secolari che la vecchia mafia del suo famigerato padre ha sancito con tutti i poteri che si annidano in questa punta di Sicilia: politica, massoneria, servizi deviati ecc…
Tuttavia non si dà per vinto, è pur sempre un capo, idolatrato e potente.
“Non è ancora finita la mia missione sulla terra, ho ancora tante cose da dire” (…) E minaccia: “ancora si sentirà molto parlare di me, ci sono ancora pagine della mia storia che si devono scrivere. Non saranno questi “buoni” e “integerrimi” della nostra epoca, in preda a fanatismo messianico, che riusciranno a fermare le idee di un uomo come me. Questo è un assioma”.
Chiunque siano gli elementi eterogenei che ha in mente, sappia, Matteo Messina Denaro, che non fa paura.
Prima o poi i suoi protettori, dopo averlo usato, lo getteranno poiché non sarà più funzionale ai loro scopi. Diventerà un altro ergastolano tra i tanti. Purtroppo però, fino a quando non verranno recisi quei patti secolari di cui sopra saremo sempre costretti ad avere a che fare con i Denaro, i Riina, i Provenzano ecc…

Giorgio Bongiovanni

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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