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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow Anno VII° Numero 1 - 2007 N°52
Anno VII° Numero 1 - 2007 N°52 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni   

Allo sfascio


Questa villa del Settecento fa pensare un po’ al nostro Paese. Grande, piena di storia, antica, ricca, bella. E allo sfascio. Fatiscente, sporca, corrosa nelle sue fondamenta, divenuta grigia come il cielo poco promettente che la sovrasta.
Al suo interno: saccheggiata. Dalla criminalità, dalla corruzione, dalla violenza, dalla povertà, dalla volgarità.
Una classe politica senza identità in cui i cittadini non si riconoscono più, attraversata da mille e più contraddizioni e unita solo su interessi trasversali e di pochi. Gli italiani vanno a votare incerti sul male minore e guardano con apatico sgomento la danza delle poltrone. Che pena!
Questa villa del Settecento è anche un bene confiscato. E fa pensare un po’ anche alla lotta alla mafia. Contraddittoria, debole, senza mezzi. Allo sfascio.
I magistrati non hanno la carta per le fotocopie e i mafiosi riciclano così tanti miliardi che non riusciamo nemmeno a contarli. I beni di cui, grazie agli sforzi di pochi, riusciamo a rientrare in possesso vengono lasciati marcire e si rischia con inavvedute, o avvedutissime ?, leggi di farli rientrare nelle mani della criminalità, magari vendendoli o mettendoli all’asta. E decine di giovani che potrebbero ritrovare proprio nei beni confiscati ai mafiosi l’inizio per costruirsi un futuro e una speranza se ne vanno, o peggio, imboccano vie senza più ritorno.
Il ministro dell’Interno Amato è rimasto sconcertato dalla mostruosa crescita della domanda di cocaina nel Paese e un caro amico impegnato da sempre in questa battaglia ci ha detto senza riserve: la guerra contro la droga è persa. Non c’è più niente da fare: è un’invasione. E con i soldi della droga si finanziano le armi e viceversa, si sobillano guerre, si rendono schiavi migliaia di esseri umani e si trasformano i bambini in soldati assassini o, peggio, li si vende come la più redditizia delle merci. Chi gestisce questi orridi business? Non sono forse le mafie? Così ricche e potenti da finanziare campagne elettorali e sostenere nazioni? E’ per questo che la lotta alle mafie non è mai tra le priorità dell’agenda dei governi, e non solo del terzo mondo?
Possibile che in un Paese come il nostro, insanguinato da stragi e omicidi eccellenti, si debba leggere che a boss mafiosi, colpevoli di reati gravissimi come Nino Madonia, venga revocato il 41 bis? Cioè ci permettiamo che uno tra i più spietati assassini del generale dalla Chiesa, stragista, la cui famiglia vanta tra le sue infauste gesta anche contatti con i servizi deviati negli attentati degli anni Settanta, riprenda i contatti con il mondo mafioso interno ed esterno alle carceri, davvero lo possiamo fare?
Sono consentite in Italia sottovalutazioni o superficialità di questo genere?
Ancora dobbiamo sentire dai racconti di un ex-mafioso che si era delineato il quadro perfetto per eliminare un altro servitore dello Stato? E per fare un favore ai soliti interessi di ambienti politico-economici.
E dall’altra invece le intercettazioni in cui i mafiosi si lamentano perché Cuffaro, il presidente della regione amico che doveva garantirgli tranquillità, nonostante le accuse, gira ancora libero. Almeno loro si fanno la domanda.
Questa è la mia rabbia!
Fortuna che vi sono uomini illuminati come Don Ciotti e altri Giusti che, animati dall’Amore per il prossimo, non si fermano mai e tracciano la via, nonostante i tempi bui e i cieli carichi di tempesta. Noi li seguiamo e li appoggiamo determinati a fare la nostra seppur piccola parte di dovere. Nella ferma speranza che un moto di indignazione e disgusto smuova le coscienze. Ma Cristo esiste e voi sapete, cari lettori, che io credo in Lui, come in suo Padre che si chiama Adonay. Ed è il Dio della Giustizia.

Giorgio Bongiovanni

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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