Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Monday
May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Anno V° Numero 4 - 2005 N°46
Anno V° Numero 4 - 2005 N°46 PDF Stampa E-mail

 
Attemntato alla repubblica


Con un colpo solo e senza spendere nemmeno un euro per il tritolo, per le coperture e i vari depistaggi per occultare i mandanti esterni, è stata compiuta la più grande strage di mafia di tutta la storia della Repubblica: a colpi di penna. Un giudice, candidato, quasi certo, alla vittoria di un concorso per diventare Procuratore Nazionale Antimafia è stato letteralmente ucciso a colpi di penna. Lui e tutti quei magistrati che con lui avrebbero potuto lavorare alla Dna.
Gli assassini sono stati i membri del parlamento di questa Repubblica che hanno votato una legge anticostituzionale e aberrante. Non c’è più bisogno che Cosa Nostra ricorra al tritolo, oggigiorno con la penna si può fare anche di peggio. In duecento anni di storia del nostro paese non è mai stata eliminata una persona a suon di legge. Di solito, quando volevano eliminare una persona, i politici chiedevano un favore alla mafia e questa glielo concedeva. Questa volta, per ovvie ragioni strategiche, si è preferito usare la penna. Nel silenzio assoluto. Rotto soltanto dalle pochissime proteste della società civile, da qualche voce all’interno del CSM, dalla lettera di solo poco più di un centinaio di magistrati, la vibrante protesta dei soli Marco Travaglio e Saverio Lodato, qualche breve apparizione televisiva concessa al procuratore stesso. E nel silenzio del nuovo procuratore nazionale antimafia, cui auguriamo buon lavoro e di cui condividiamo le prime esternazioni sulle protezioni, a tutti i livelli, di cui gode il capo latitante di Cosa Nostra: Bernardo Provenzano.
Un omicidio senza funerali, né cortei di piazza, né indignazione, né applausi in chiesa, né pianti di vedove. A piangere la Costituzione della Repubblica italiana e i padri che l’ hanno fondata, in nome della quale hanno sacrificato la loro vita. Per rendere questo paese libero e il più possibile sgombero di farabutti e delinquenti. Questo è stato compiuto, questo voglio denunciare. Una volta per tutte. Mai era accaduto che per fermare un uomo si varasse una legge apposita.
Quest’ uomo si chiama Gian Carlo Caselli.
Che paura incuteva quest’uomo? A chi?
Si temeva forse che alla guida della Procura Nazionale Antimafia potesse continuare le indagini sui mandanti esterni alle varie stragi che hanno insanguinato il nostro Paese?
O che fosse a conoscenza di indizi tali da potere mettere sotto accusa un’intera classe di potere trasversale tra destra, sinistra e centro?
Che i suoi sostituti potessero aprire scenari inquietanti non solo sulle relazioni di Cosa Nostra, ma anche su quelle della ‘Ndrangheta, senza fermarsi esclusivamente alla mafia militare?
Che avrebbero esplorato gli antri oscuri dei poteri forti, misteriosi, di cui si può immaginare, e sospettare, ma che non si ha mai il coraggio di dire?
La ragione per cui  si è arrivati a varare una legge contro una unica persona può essere solo che questa aveva la capacità di scoprire fatti che avrebbero potuto devastare il sistema di potere nel nostro Paese.
Gian Carlo Caselli non è morto e ovviamente ce ne rallegriamo tutti.
Non è stato ucciso fisicamente, però è stata uccisa sicuramente una delle ultime possibilità che in questo paese si possa scoprire la verità.

Giorgio Bongiovanni

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_100_pixel.jpg

     

    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

Video

Google Adv

Statistiche

Utenti: 95
Notizie: 3533
Collegamenti web: 103
Visitatori: 663652

Libri

perche-la-mafia-ha-vinto-w.jpg

Libri

la-caccia-web-5.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

teatro-massimo-palermo-1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg